La Scozia rimane la formazione piu` abbordabile tra le sei presenti al torneo. E` stata l’ultima a vincere il Cinque Nazioni, ma con l’arrivo dell’Italia, non e` piu` riuscita a imporsi. Qualitativamente e come gioco a livello degli azzurri, gli scozzesi possono pero` vantare ancora una maggiore varieta` di chance al piede: a dimostrarlo proprio l’ultimo confronto, disputato contro l’Italia a Saint-Etienne e valevole per l’accesso ai quarti di finale del mondiale.
Il manager Frank Hadden ha conservato il suo posto solo grazie al successo sugli azzurri, che ha permesso alla Scozia almeno di salvare la faccia in una rassegna mondiale comunque deludente: il ct e` rimasto sulle sue convinzioni e non ha cambiato praticamente nulla sulla formazione-base, pur avendo a disposizione una grande varieta` di scelta. Nick De Luca e il terza linea John Barclay sono i nomi nuovi; mancano, come da tradizione, personaggi di primo piano in apertura e al centro. Chris Paterson, unico a salvarsi a Francia 2007, provera` a continuare ad accumulare punti al piede, specialita` nella quale e` praticamente infallibile: il suo posto pero` e` in pericolo per la crescita esponenziale di Dan Parks, che ultimamente gli e` stato preferito. Su Parks e sul mediano di mischia Mike Blair, Hadden cerchera` di costruire un gioco che ancora manca alla nazionale, a differenza delle squadre di club (Edimburgo e Glasgow su tutti) che cosi` bene si stanno comportando in questa stagione. Gli ‘highlanders’ hanno un calendario tutt’altro che facile: due sole gare a Edimburgo contro le due favorite, Inghilterra e Francia, e tre fuori. “La Scozia e` all’alba di un periodo di grandi successi”, ha dichiarato Hadden. Ottimista.
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