Eurosport - sab, 01 mar 18:15:00 2008
Il tecnico nerazzurro è andato a rivedere ogni singolo episodio del big match sottolineando l'equità del giudizio di Rosetti
Esasperato è l'aggettivo che balza alla mente nel vedere ancora parlare Mancini di arbitri e polemiche. Se non fosse questo il suo stato d'animo difficilmente si spiegherebbe il perchè sia andato a vivisezionare, episodio per episodio, tutti gli istanti critici della partita contro la Roma.
Nella capitale si sono sentiti defraudati. "Il Romanista" venerdì ha titolato addirittura "Il Porcellum" con sullo sfondo un primo piano proprio di Roberto Mancini. Pochi accenni all'incapacità di chiudere la partita della squadra giallorossa, tante recriminazioni per un'espulsione discutibile ma giunta a 6 minuti dalla fine.
L'allenatore dell'Inter non vuole più sentir parlare di favoritismi, di scudetto falsato e allora prova ad improvvisarsi moviolista per estirpare i dubbi latenti. Il revisionismo di Mancini parte dall'episodio dell'espulsione di Mexes: "Sono andato a riveder i falli e me ne sono segnato uno: quello per il quale Burdisso ha preso il primo giallo, è la fotocopia del fallo di Mexes su Crespo. Burdisso va a contatto con Perrotta, il suo piede tocca un po' il piede di Perrotta che cade e l'arbitro ammonisce Burdisso. È un fallo, come quello di Mexes, che visto alla moviola non è probabilmente da ammonizione. Invece, visti a velocità normale, i due falli possono sembrare da ammonizione, quindi l'arbitro ha applicato lo stesso metro di giudizio in entrambe le occasioni. Ma il fallo di Nicolas non è assolutamente da ammonizione se si vede a velocità rallentata: Burdisso tocca appena con la punta il tallone di Perrotta che cade".
Non manca poi una risposta a chi, come Rosella Sensi, aveva asserito che la Roma sul campo è stata più forte: "Non credo che la Roma abbia dimostrato di esserci superiore: hanno segnato al primo tiro in porta, non hanno approfittato del vantaggio dell'uomo in più e del fatto che avessimo tre attaccanti in campo". Mancini ancora una volta difende il suo lavoro e i suoi giocatori a spada tratta ma l'impressione è che purtroppo queste polemiche non si spegneranno fino alla prossima stagione o fino alla prossima capolista.
MG / Eurosport