Ecco uno dei passaggi dell'audizione dell'ex ct della Nazionale, Marcello Lippi, sentito come teste dal pm della procura di Roma, Luca Palamara, nell'ambito dell'inchiesta sulla Gea. Il verbale dell'audizione, sei pagine, è stato acquisito oggi dalla decima sezione del Tribunale di Roma dove anche oggi è proseguita la sfilata dei testi al processo a Moggi e al figlio Alessandro e allo stesso figlio di Lippi, Davide. I contenuti dell'audizione di Lippi prima di oggi non erano mai stati resi pubblici.
"Escludo di aver subito pressioni da parte di Luciano Moggi sulla scelta dei giocatori della Nazionale, è accaduto che io chiedessi a Moggi come stavano alcuni giocatori come Miccoli o Del Piero per convocarli e tanti altri. Comunque ho chiamato i giocatori in via del tutto autonoma e non perchè me lo ha detto qualcuno". "Non ritengo che Moggi o Giraudo abbiano influito - spiega Lippi al pm - sulla scelta di Carraro di chiamarmi alla guida della Nazionale che fu di Carraro e mi fu comunicata da Antonio Giraudo. Ma non posso escludere che gli stessi Moggi e Giraudo abbiano perorato la mia nomina a ct della Nazionale. So che Moggi e Carraro - continua Lippi al pm - si conoscono mentre non sono a conoscenza di rapporti tra Moggi e Geronzi".
Lippi poi spiega di non conoscere il ruolo ricoperto da Luciano Moggi in seno alla Gea o se svolga qualche ruolo: "So che il figlio Alessandro è presidente Gea - dice Lippi - Inevitabilmente ho avuto modo di parlare con Luciano Moggi anche della Gea allorquando si è prospettata la possibilità che mio figlio Davide iniziasse a lavorare con la stessa Gea. Alessandro Moggi che conosco bene è diventato poi amico di mio figlio Davide durante le trasferte di coppa. Mio figlio decise di diventare procuratore sportivo dopo aver preso la decisione di smettere di giocare al calcio. Dopo avergli consigliato come genitore, visto che non era riuscito a sfondare nel mondo del calcio, di trovarsi una collocazione, gli consigliai di occuparsi del marketing ed ebbi modo di inserirlo nell'ufficio marketing della Juve. Ciò avvenne nel 1997 e Davide rimase li due anni e poi mi comunicò la decisione di iniziare la collaborazione con Moggi Jr e la Gea". Lippi spiega a tal proposito al pm che "i ruoli sono rimasti distinti sempre nettamente nel senso che anche con mio figlio non mi sono mai direttamente interessato delle modalità con le quali acquisiva le procure sportive e nei confronti di quali giocatori tanto è vero che una volta ho appreso dai giornali dell'esistenza di indagini giudiziarie e mi sono dovuto informare per sapere quali giocatori della Nazionale facessero capo a Gea". Nel 2004, anno dell'inizio delle indagini della procura di Roma e di Napoli su Calciopoli, facevano capo alla Gea 154 calciatori, di cui 99 di serie A e B, e cinque allenatori. E' quanto ha spiegato il maggiore dei carabinieri Attilio Auricchio, ex ufficiale del reparto operativo di via in Selci a Roma, nel corso della sua testimonianza al processo Gea. LE TAPPE DEL PROCESSO GEA
Baldini minacciato in aula da Moggi. Pm 'Capello e Giraudo reticenti' Orlandini 'Moggi poteva muovere giocatori e ds' Ascoltato Zeman 'Procuratori mi confidarono problemi con propri assititi' Amoruso 'Luciano Moggi mi ha detto o vai a Perugia o non giochi più' Trezeguet 'Avevo l'impressione che se mi fossi affidato a loro avrei risolto prima i miei problemi contrattuali con la Juve' Fresi 'Minacciato per lasciare Juve'. Moggi nega Grabbi: "Moggi mi disse 'Giocherai nel giardino di casa tua'"
Per maggiori informazioni vai sul sito di Calciomercato.com




