Champions League - Lacrime e grinta nel miracolo di Grant

Eurosport - gio, 01 mag 16:16:00 2008

I Blues si vendicano dopo due anni del Liverpool e centrano la loro prima finale di Champions League. Il coraggio di Lampard e il carattere di Drogba le chiavi della storica impresa del Chelsea, che a Mosca sfiderà il Manchester United in quella che è anche la prima finale tutta inglese

Chelsea joy, FOOTBALL - 0

Ci ha provato inutilmente per diversi anni Mourinho, ci è riuscito Grant al primo tentativo a portare il Chelsea per la prima volta nella sua storia in finale di Champions League. I Blues sono riusciti finalmente a vendicarsi del Liverpool, che aveva eliminato i londinesi nelle due precedenti edizioni, e sono riusciti a staccare l'ambito biglietto per la finale tutta inglese di Mosca, dove il 21 maggio sfideranno il Manchester United. Lo stesso avversario nell"emozionantissima volata finale per il successo in Premier League, che vede le due squadre appaiate a quota 81 punti a due giornate dal termine dopo lo scontro diretto vinto sabato scorso dal Chelsea grazie alla doppietta di Ballack.

Tutta la soddisfazione che si prova nello spogliatoio Blues per lo storico traguardo è condensata nelle parole del tecnico Avram Grant, che ha preso la squadra in corsa dopo un tentennante avvio di stagione e, a meno di un mese dal termine della stagione, è ancora in corsa per centrare un clamoroso Double: "Centrare la finale di Champions League al mio primo anno da tecnico qui - ha detto Grant -, e dopo tutte le difficoltà che abbiamo avuto, significa molto per me. Non solo perché siamo in finale, ma per il modo in cui l'abbiamo raggiunta. Potrei dire a me stesso che ho fatto un buon lavoro, ma aspetto. Comunque sono super felice, perché abbiamo fatto la storia del Chelsea".

Grant ringrazia tutti i giocatori, in particolare Frank Lampard, sceso in campo a pochi giorni dalla perdita della madre e premiato con il gol più importante della propria carriera, quel rigore trasformato all'inizio dei supplementari che ha spianato ai Blues la strada verso Mosca. Encomiabile per il coraggio e strappalacrime quando, subito dopo aver spiazzato Reina dal dischetto, bacia la fascia in segno di lutto e si rivolge al cielo per ringraziare la madre Pit, che lo ha sempre seguito ovunque.

Chelsea bravo e meritevole della qualificazione, ma anche un po' fortunato, se si pensa alla sciagurata autorete di Riise nell'ultimo minuto della partita di andata che ha inciso fortemente sugli equilibri del doppio confronto, dando un innegabile vantaggio al Chelsea che poi è riuscito a capitalizzare a Stamford Bridge, grazie soprattutto al micidiale Didier Drogba, che con una straordinaria doppietta ha spento ogni velleità del Liverpool di centrare la terza finale in quattro anni. L'ivoriano, trascinatore e leader cariamstico, è risultato ancora una volta decisivo per il destino del Chelsea a dispetto delle continue voci che lo vogliono lontano da Londra a partire dalla prossima estate. Si parla di Cristiano Ronaldo, Torres e perfino di Toni, ma siamo sicuri che alla fine non sia proprio Drogba ad alzare il Pallone d'Oro il prossimo dicembre?

Fabio Casati / Eurosport