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Bearzot attacca Albertini per il siluro a GentileNon posso accettare che sia stato fatto fuori dallUnder 21 proprio da un ex calciatore Re Enzo ha il

Lun 01 Ott, 01:00 PM


DI GIUSEPPE TASSI

Il Vecio è davvero inossidabile e spigoloso. Come ai bei tempi. Nel giorno del suo ottantesimo compleanno Enzo Bearzot passa in rassegna la sua vita e il calcio in una lunga intervista all’amico Gianni Mura. Racconta del suo Mundial vinto fra le polemiche, degli zoccoli scagliati contro Matarrese in uno spogliatoio festante dopo il trionfo sul Brasile. Al Vecio non sono mai piaciuti i dirigenti del nostro calcio, con la debita eccezione per Artemio Franchi, li ha sempre sentiti ostili, lontani. E il Matarrese di allora, che aveva sconfessato la squadra dopo la figuraccia di Braga, rimane l’emblema di chi vive nel calcio senza conoscerne i segreti nel profondo. Anche a ottant’anni Bearzot resta uomo di campo, guerriero silenzioso e fiero, come una vecchia quercia friulana che resiste al tempo e al vento.

Il trionfo mondiale di Lippi lo accosta a quello di Spagna ‘82 per le enormi tensioni nate da Calciopoli, per la faticosa lotta di un gruppo impegnato a riscattare l’immagine di un intero paese calcistico. Ma a dirigenti vecchi e nuovi il Vecio non risparmia nulla, a cominciare da Demetrio Albertini, ex calciatore, ex uomo di campo e per questo ancora più colpevole ai suoi occhi. E’ stato lui a far fuori Claudio Gentile, pupillo di Bearzot e anima della squadra di Spagna ‘82, è stato l’ex milanista a giubilare un tecnico di valore per consegnare l’under 21 all’amico Casiraghi.

E il Vecio non l’ha mandata giù. A lui sono sempre piaciuti i Ct nati nel grembo delle federazione: dopo il grande Enzo, ecco Vicini, Maldini e, appunto, Gentile, destinato nei voti di Bearzot a un brillante futuro anche nella nazionale maggiore. Sarà anche romantica e anacronistica la visione di Bearzot, ma i meriti e i successi di Gentile parlano per lui. Tutti lo ricordano come implacabile marcatore di Maradona ma anche come tecnico preparato, grintoso e capace di unire i suoi ragazzi col cemento del gruppo. E’ bello che il Vecio si ricordi proprio di Gentile nel giorno degli ottant’anni e lanci al calcio un messaggio che ha il sapore della morale. Granzie ancora, Re Enzo.

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Leggi l’intervista ad Enzo Bearzot su www.quotidiano.net

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