Eurosport - ven, 02 gen 19:02:00 2009
Nelle ultime settimane numerosi campioni ed ex dello sport sono incappati in guai con le forze dell'ordine e querelle giudiziarie: Burress, Daly e Gerrard sono i casi più eclatanti
Il 2008 ha chiuso con il botto. Stavolta non per un evento di portata mondiale o per un eccellente gesto sportivo. Ma per gli eccessi che hanno coinvolto numerosi personaggi noti del mondo dello sport. E ad ampliare gli effetti di questi fuori programma ci si è messo anche il Capodanno: ad aprire le danze ci ha pensato Ricardo Fuller. L'attaccante giamaicano dello Stoke City ha ricevuto solo tre turni di stop dopo l'espulsione di domenica scorsa a causa dello schiaffo rifilato al compagno Andy Griffin durante la sfida contro il West Ham. Restando in Oltremanica, e in Premier League, nella notte tra domenica e lunedì ha suscitato molto più clamore l'arresto di Steven Gerrard: il centrocampista del Liverpool ha trascorso 21 ore in custodia cautelare dopo una rissa in un pub di Southport nel corso del quale il giocatore avrebbe colpito il dj del locale con un bicchiere.
Certamente in Inghilterra non sono nuovi a questi episodi: nel febbraio scorso il vicecapitano dei Reds, Jamie Carragher, era stato fermato dopo una lite violenta con un uomo davanti alla sua abitazione. E nell'ultimo anno la cauzione ha salvato dalla galera anche il difensore del Manchester United Johnny Evans, accusato di violenza sessuale, e il centrocampista del Newcastle Joey Barton ritenuto dalle forze dell'ordine "persona pericolosa per la sicurezza pubblica". Non da ultimo continua a far parlare di sè 'Gazza' Gascoigne, ricoverato in una clinica per la dipendenza da alcol e droga. Quanta scuola ha fatto George Best, padre di tutte le 'sbandate all'inglese'!
Ma anche Oltreoceano non se la passano meglio: la guida in stato di ebbrezza è stata la causa dell"arresto di Charles Barkley. Il 45enne ex stella della NBA ed ora apprezzato commentatore televisivo del basket, era già stato fermato nel 1997 a Orlando per aggressione e se le era cavata con una multa salata e diverse attività di recupero. Dal canestro si passa al green: birra e sigarette sui campi di golf fanno parte ormai del repertorio di John Daly, 42enne statunitense che tre settimane fa a Sydney ha scagliato contro un albero la macchina fotografica di uno spettatore. L'ultimo colpo di testa è stata una pesante sbronza fuori da un ristorante in North Carolina dove è stato fermato per aver importunato alcuni passanti. Risultato sei mesi di stop: il PGA lo ha sospeso dall'attività agonistica per la seconda volta in carriera perchè i suoi atteggiamenti costituiscono un serio danno alla promozione del golf.
Promozione di cui certamente non ha bisogno la NFL, il più popolare tra gli sport americani dove però vige la legge del Far West. Tanta strada l'ha fatta O.J. Simpson: l'ex fidanzato d'America, assolto con enormi dubbi per l'omicidio della moglie, rischia ora 30 anni di galera per rapina in un hotel avvenuta circa un mese fa. L'ultima disavventura è capitata a Plaxico Burress, il wide receiver dei New York Giants, l'eroe del SuperBowl dello scorso gennaio, che si è sparato da solo ad una gamba in un night club di Manhattan e ora dovrà rispondere in tribunale per possesso illegale della pistola. Risse, droga e sparatorie sono i simboli di uno stile di vita borderline, in cui è incappato anche Adrian 'Pacman' Jones, il cattivone dei Dallas Cowboys finito in cella per la sesta volta, dopo aver scatenato l'ennesima rissa.
E in Italia? Beh la scena è ovviamente dominata dal calcio. A farla da padrone Adriano e Vieri. Tra i denominatori comuni l"Inter. Dopo le intercettazioni telefoniche richieste dal club di via Durini, il Bobo calciatore-imprenditore voleva farla finita con il pallone: causa la depressione, certificata da una perizia medica depositata alla decima sezione del Tribunale civile di Milano insieme alla richiesta di risarcimento per controllo indebito. Caso comunque più unico che raro per una patologia in cui i sintomi non hanno una precisa causa scatenante. Ben altri problemi ha invece l'Imperatore, che tra movida, festini, alcol e misteriosi infortuni non riesce proprio a non farsi pubblicità. Ma, forti degli errori del passato, e con un Mourinho in più a far ragionare gli scettici, la società è pronta a scommettere ancora su di lui. Drammi umani che a volte sconfinano nella farsa, sintomo del disagio vissuto dai divi. Spesso giovani, strapagati e famosi. Ma che a volte non sanno se sentirsi eroi indistruttibili o bersagli sensibili.
Commenti 1 - 5 di 5
I cosidetti ex sportivi abituati a essere serviti e riveriti per tutta la loro carriera dai ruffioni e l.e.c.c.a.c.u.l.o che gli ronzano intorno, quando tornano tra i comuni mortali se non sono più che preparati rischiano di perdersi! Troppi privilegi alla fine fanno piu male che bene! Ci vorrebbe solo equilibrio e buon senso
Per Paolo Sperati: per favore dimmi che volevi scrivere "...sintomo dell'agio e non del disagio vissuto dai divi ". Ma dai, sù...
Mi voglio augurare che l'intenzione dell'articolo di Paolo Sperati sia quello di fare una breve rassegna di personaggi sportivi arcinoti dai comportamenti discutibili, sennò saremmo nei guai. Molti casi citati sono diversi l'uno dall'altro e non mi sentirei di dire che il concetto di eroi indistruttibili o di vittime dell'eccessiva visibilità siano una causa certa dei loro cattivi comportamenti. In molti casi il personaggio pubblico paga la sua visibilità: non si parlerebbe della scazzottata di Gerrard se questi non fosse un personaggio pubblico. Gazza però mi pare un personaggio assolutamente diverso. Lui con l'alcol ha un rapporto patologico ed è sempre stato uno fuori dalle righe (cfr. quando ha eruttato al microfono di cronista RAI). In altri casi (vedi Vieri o Adriano) l'essere perseguitati a causa della visibilità è un alibi di uno stile di vita professionistico non del tutto esemplare.
In sintesi l'articolo mi pare valido se lo leggiamo come una rassegna di personaggi sportivi famosi che si mettono nei guai, ed in cui la visibilità pubblica assume un suo ruolo. Viceversa leggerei l'articolo in modo assolutamente scadente e stupidamente scandalistico.
Se gli si desse solo l'importanza che meritano,cioè poca,sarebbero costretti veramente ad andare alavorare
poveri sportivi miliardari che non sanno come spendere il loro tempo senza finire in galera. Andate a lavorareeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
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