Irlanda-Italia (diretta tv La7, ore 15) e` il match inaugurale del 6 Nazioni 2008. Sara` la Nazionale azzurra ad aprire le danze del torneo piu` affascinante ed antico del rugby continentale, nato ufficialmente nel 1910 (allora erano cinque le Nazioni, l’Italia venne ammessa nel 2000, ndr), ma presente nel Vecchio Continente da ormai 125 anni. Sara` sicuramente un 6 Nazioni che presentera` parecchie peculiarita`. Per prima cosa si arriva dopo i Mondiali di Francia, vinti dal Sudafrica in finale contro l’Inghilterra. Questa ‘border line’ ha praticamente rivoluzionato i roster delle partecipanti, Italia compresa. La Nazionale ha infatti cambiato guida tecnica, passando dal francese Berbizier al sudafricano Mallett. Si e` ritirato il simbolo Alessandro Troncon e la fascia di capitano e` stata ‘ceduta’ da Marco Bortolami a Sergio Parisse. Mallett inoltre ha dato il la` ad una mini-restaurazione dal punto di vista anagrafico, e concedera` spazio a giovani elementi quali Gherardini e Travagli, con quest’ultimo che indossera` la pesante maglia numero 9 di ‘Tronky’.
L’esordio azzurro non e` dei piu` semplici, ma quale delle cinque gare in programma lo sara`? L’Italia va in Irlanda, nello storico stadio di Croke Park, quello della ‘bloody Sunday’, la domenica di sangue decantata anche dagli U2. Contro O’Gara e compagni gli azzurri cominceranno un’avventura che dovra` dare delle risposte sul campo ai proclami di inizio gestione-Mallett: ` si va in campo per vincere sempre e contro chiunque` , diceva il sudafricano. Certo e` che riuscire a ripetere i due successi dello scorso anno (tra cui la storica affermazione di Murrayfield) sarebbe gia` un enorme successo. Sempre sabato si sfidano Inghilterra e Galles. I vice-campioni del mondo ripresentano da grandi favoriti alla vigilia, proprio in virtu` del secondo posto ottenuto ad ottobre in terra francese. Persi Catt e Dallaglio, che si sono ritirati, coach Ashton buttera` nella mischia il giovane Lesley Vainikolo, 21enne ala del Gloucester, che fisicamente e` impressionate per forza e velocita`. Le sorti degli inglesi pero`, come da qualche anno a questa parte, passeranno dai piedi fatati di Johnny Wilkinson, 70 caps con la maglia con la rosa sul petto, vero uomo-faro (e immagine) del XV di Sua Maesta`.
Il Galles ha invece cambiato radicalmente l’ossatura della squadra, a partire dal tecnico, il neozelandese Warren Gartland. La squadra biancorossa sembra quella piu` debole nel novero delle avversarie, assieme alla Scozia. Proprio gli uomini con il kilt esordiranno domenica contro la Francia. I biancoblu` si affideranno al piede di Chris Paterson, 17/17 al Mondiale e 61 caps con la maglia della Nazionale. Sara` proprio con i calci che gli scozzesi proveranno a vincere le partite, visto che la linea arretrata sembra debole (Lamont e` infortunato) e che la panchina pare corta. Per quanto riguarda i francesi, inutile dire che sono i favoriti per la vittoria finale assieme all’Inghilterra.
La formazione transalpina, che ha conquistato il 6 Nazioni negli ultimi due anni grazie alla differenza punti (e sempre a discapito dell’Irlanda), ha rivoluzionato il roster che ha deluso le aspettative nei Mondiali giocati in casa. Assenti Pelous, Betsen, Dominaci e Ibanez, oltre all’’uomo delle caverne’ Chabal, con un nuovo tecnico (Lievremont), i ‘galletti’ cercheranno di far dimenticare ai propri tifosi la delusione autunnale con un grande torneo. L’unica pecca puo’ essere la scarsa esperienza di qualche elemento all’esordio. Ma pare difficile che nell’albo d’oro, al termine di questo 6 Nazioni, non si trovi scritto il nome di Inghilterra o Francia.
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