Il Caso - Roma, giocare bene darà i suoi frutti?
La Roma gioca bene ma non vince, domina (nel secondo tempo di Cagliari) ma invece di segnare subisce e perde punti. Il progetto di Luis Enrique ha fatto progressi ma stenta a decollare definitivamente. Si può credere in una futura e definitiva consacrazione dell'idea di calcio dello spagnolo?
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Affinché il progetto rinnovativo di Luis Enrique alla guida della Roma vada a buon fine giocatori, società, tifosi potrebbero dover armarsi di tanta pazienza. Non c’è dubbio che al tecnico spagnolo vada riconosciuto il merito di aver avuto il grande coraggio di stravolgere le idee più consuetamente seguite nel calcio del nostro paese, ma ora ha preso la direzione giusta?
La Roma, ad inizio stagione, era stata tacciata di non essere una squadra in grado né di rendersi pericolosa in attacco (malgrado l’alto ‘tasso offensivo’ dei giocatori impiegati) che di difendersi con ordine. Coi mesi i progressi sono stati evidenti agli occhi di tutti, ma rimane qualche strascico, qualche ulteriore motivo per soffermarsi a riflettere un po’ sulle possibilità che la Roma faccia bene nel presente, ma soprattutto in futuro.
Seguendo l’ordine cronologico degli eventi il primo problema era stato quello della gestione da parte dell’allenatore delle prestazioni di Francesco Totti. A Roma, più che il capitano, il numero dieci è una vera e propria istituzione, un’istituzione che in diverse occasioni si è ‘accomodata’ in panchina, col tecnico intento a scoprire la soluzione più adatta in una squadra mista di veterani come De Rossi, Totti, Taddei, ma anche di nuovi nomi come i vari Lamela, Gago, Pjanic, Borini e Osvaldo, per citarne alcuni. Senza dimenticarsi di una chiave tattica tutta da scovare.
Oggi la Roma ha trovato un suo gioco e, anche se non sempre, sa essere cinica, come nel primo tempo di ieri sera a Cagliari. Pareggiati i conti col gol di Juan, i giallorossi hanno prodotto meno dei sardi ma concretizzato di più, passando in vantaggio con il gol di Borini. Nella ripresa invece i ruoli si sono invertiti: la squadra di Enrique ha preso il pieno possesso del campo e della sfera, ha imposto i propri fraseggi, causato grattacapo alla retroguardia rossoblu in continuazione, ma ha pagato una cronica instabilità difensiva.
Se nei primi tempi il problema sembrava essere l’eccessiva vena offensiva dei terzini (nel caso di ieri Rosi a destra a eJosè Angel sulla fascia opposta), ieri è parso invece che il problema sia più complesso. La linea difensiva non sembra in possesso della sicurezza necessaria per completare i movimenti basilari di una difesa da alta classifica. Nel primo gol di Thiago Ribeiro manca la copertura sul brasiliano che ha la libertà di calciare da fuori area senza alcuna pressione, Pinilla è troppo solo in occasione del 2-2 e la difesa sale malissimo e disunita in occasione del 3-2 del brasiliano.
Insomma c’è ancora molto da lavorare, ma il progetto di Luis Enrique è qualcosa in cui la Roma può permettersi di credere? Ci sono le basi per far sì che correggendo le imperfezioni tattiche il club capitolino torni nel novero delle big italiane? Qua sotto avete tutto lo spazio per dire la vostra lasciando un commento!!
Commenti 27 - 46 di 46
IMPERO ROMANO, DA COME SCRIVI IL BURINESE LO CONOSCI MOLTO MEGLIO DI NOI LAZIALI. STAI A VEDERE CHE IL BURINO CACIOTTARO ZAPPATERRENI SEI PROPRIO TU. CON AFFETTO TI VOGLIO DIRE SOLO UNA COSA: MA VATTENEAFFANC.ULO TU E TUTTI I PEPERONES DE LA RIOMMA.
.stevo a parla' co ziu mario e me sa proprio ghe questo e l' annu nostru...............allu stadio me sentivo probrio a casa mia era pieno de contadini qhe veniveno da tutte le parti fuori u raccordu se respirava proprio aria de stalla......l'unica cosa brutta erano i milaniesi che co sto cacchio de profumo e de pulizia rovinaveno proprio l'ambiente.........poi te dico che dopo lu secundo golle se semo messi tutti a sgurreggia e a piscia uno sopra la testa dell'altro e cosi lu profumo che veniva dai milanesi e sparuto tutto de un gorpo...........che spettaculo.....forza lazzie che vingemo lo sgudetto!!!!!!!!
Concordo in pieno cn M T
Mentre L.Enrique lo impiega sempre e la squadra deve farsi carico di un lavoro che toccherebbe a lui. Ovviamente se Osvaldo non gioca e Lamela deve sopportare il peso dell'attacco la Roma impone il proprio gioco, ma segna poco. Per fortuna sembra che Borini abbia preso confidenza con il goal, ma é davvero poco ci vorrebbe più coraggio, estromettere Totti, rientra Osvaldo e con Marquinho in squadra la Roma dovrebbe migliorare. resta il problema cmq della difesa, che, secondo me, é stato sottovalutato dalla società.
Mi auguro che con l'Inter la roma sappia imporre il proprio gioco e far male alla squadra avveraria
Cari amici romanisti, il problema secondo me é meno complicato di come lo descrive questo giornalista. La Roma ha una difesa poco affidabile perché i calciatori o sono troppo giovani L.Angel, Kiaer o sono portati solo ad attaccare Tadei e Rosi o sono vecchi e quindi poco reattivi Juan. Heinze pur avendo 34 anni é il migliore, ma non può sostituirsi a tutti. Inoltre il problema del gioco della Roma é che il suo gioco d'attacco é pesantemente condizionato da due calciatori: Osvaldo e Lamela. Il primo é un autentico killer d'area come pochi, il secondo un fuoriclasse, ma giovane, quindi portato ad alti e bassi. Secondo me influisce la grancassa che fanno i media a favore di Totti che, sempre secondo me, é uno che non ha più nelle corde certe performances basilari che si richiedono ad un calciatore, che sono prevalentemente atletico agonistiche, insomma é un calciatore spompato che dovrebbe giocare 15/20 minuti. Mentre L.Enrique lo impiega sempre e la squadra deve farsi carico di un lavoro che toccherebbe a lui. Ovviamente se Osvaldo non gioca e Lamela deve sopportare il peso dell'attacco la Roma impone il proprio gioco, ma segna poco. Per fortuna sembra che Borini abbia preso confidenza con il goal, ma é davvero poco ci vorrebbe più coraggio, estromettere Totti, rientra Osvaldo e con Marquinho in squadra la Roma dovrebbe migliorare. resta il problema cmq della difesa, che, secondo me, é stato sottovalutato dalla società.
con la rosa della roma di quest'anno nessun allenatore avrebbe potuto fare molto meglio di luisss....
si parla di rosa di alto livello...comunque a me non sembra che tra i giocatori nuovi della roma ci sia qualche fenomeno...non è facile pescare gioielli tra i giovani, ormai vengono seguiti da quando compiono 10 anni...e quando ne prendi uno che pare un fenomeno non è detto che lo sia, come bojan che sembrava il vero acquisto della roma.....forse bisognerebbe prendere in blocco tutti i giovani a cui è interessata l'udinese, l'unica che ne sbaglia veramente pochi....
Incredibile! L'autore di questo articolo scrive che la Roma gioca bene! 15 anni di Berlusconi ci hanno portato a questo!
serve una svolta societaria , non possiamo andare avanti così ; Totti segnerà pochissimo , Osvaldo deve rientrare e De Rossi che fa ? e poi che faremo co questo Marquinho ?
Amici, vi dimenticate che la Roma lo scorso anno stava fallendo...L nuova societa' ha pensato bene di sfoltire la Rosa da Senatori stanchi ed inutili a parte che percepivano stipendi troppo onerosi, quindi non mi sorprederebbe que a Giugno vadano via anche Lobont, Cassetti,Perrotta, Taddei, Simplicio e Cicinho, piu' potrebbero rischiare Juan, Heinze, Rosi e Burdisso e qualche giovane Flop, Angel e Bojan , rimanendo cosi solo due contratti imbarazzanti, quello di Totti , per Marketing e storia, e quello di De rossi , perche' il fulcro del progetto Enriquez.
Il prossimo anno si puntera' su 3-4 giovani difensori di livello internazionale, tipo Montoya, piu' il rientro e la consolidazione di giovani come Viviani, Verre, Caprari, Antei, Crescenzi,Tallo,Nico lopez, Caprari ed i gemelli Ricci.
La Roma ha gia' uno scheletro solido che punta decisamente ad affermarsi nel prossimo futuro, avere Stekelemburg,Derossi,Gago,Lamela,Pjanic,Borini,Marquinh o , Greco e Osvaldo e' gia' un buon inizio.
Forza sempre Roma dal lontano Messico
Da Steve Harris, il gio 2 feb 21:31
ma senza dubbio, qualcosa di rimane di qualsiasi allenatore ti alleni, pero hai appena provato il mio ragionamento, che a parte la mentalità offensiva di Zeman, c'i voleva l'organizzazione e la difesa di Capello per fare il passo decisivo. E ti ho detto prima che sono d'accordo sul fato che sappia fare meglio di tanti la fase offensiva, pero il calcio non e solo quello, ti spiego, se prendi un gruppo talentuoso di ragazzini, da Ajax, Barca, Milan, Juve, Roma, Lyon etc... prendi dei ragazzini molto dotati di tecnica, e che corrono (perché hanno dai 17-21 anni) e puoi fare un calcio champagne con pochi soldi, Pero difficilmente vincerai qualcosa perché pensi solo alla fase offensiva, che di certo piacerà guardarla, e darà molta esperienza agli giocatori, me che non vincerà nulla. Secondo me Grandi allenatori che riescono a fare entrambe le fasi c'i sono, come Wenger, Guardiola (anche se lui ha una squadra di fenomeni), Spalleti, Ferguson, e anche Conte. Nulla da togliere a Zeman, pero in tutti questi anni doveva imparare anche a far la squadra difendere, allora si che sarebbe entrato nella storia.
@ Gjergji_JUVE sei MAGICA
Quello che dici è esattissimo, però rimane comunque il fattore "economico": Zeman è amato perchè fa divertire, ovunque, dà il tocco di pazzia che manca nel calcio odierno, e per questo viene idolatrato. E ti rispondo pure all'altra risposta che hai detto @ "il pensiero meridiano". Lazio e Roma hanno vinto perchè avevano una squadra stellare, perchè avevano un'ottima tattica difensiva, ma la mentalità d'attacco è rimasta quella zemaniana. La Lazio e la Roma attaccavano con metà, anche 7/11 dell'organico, inoltre Totti lo ha allevato il boemo...
Aspetto una tua risposta...
Da Steve Harris, il gio 2 feb 18:40
sul fatto che fa le squadre fare un bel gioco offensivo non c'i sono dubbi, c'i mancherebbe altro, e una piacere guardare la partita. Pero, da li a dire che e un maestro, o un grande allenatore c'e ne passa, i grandi allenatori fanno sia la fase offensiva che difensiva, a difficile organizzarle tutte e due per bene, e per questo che chi lo fa, diventa un grande allenatore, secondo me e molto più facile fare una squadra solo per attacco, e sperare bene in difesa.
Da il pensiero meridiano, il gio 2 feb 19:05
La roma ha vinto perché era allenata da Capello ed aveva un Totti nella sua migliore forma, Battigoal, Montella, Aldair, Samuel, Cafu, Emerson... non mi sembra pocco.
E la Lazio giocava con Nesta, Mihajlovic, Simeone, Nedved, e Veron...
lasciatelo lavorare, doveva vincere lo scudetto e fare 5 gol di media a partita?? la stampa italica è sempre la peggiore
Sono romanista ....ma il progetto di L.E prevede di garantire la permanenza in serie A....qualc. mi risp. grazie!
é il solito limite della piazza di roma,lo dico da romanista.tanto lo scudetto o la champions non si vincono ugualmente,meglio far crescere una squadra di giovani insegnando loro a giocare a pallone.
sia roma che lazio hanno vinto lo scudetto dopo i cicli zemaniani,non é un caso.
Certi commenti fanno veramente allibire. La Roma quest'anno sta giocando non bene, ma molto bene, solo che lo fa a sprazzi, come e' normale in una stagione impostata su un allenatore nuovo con una banda di ventenni di grande talento (non tutti) ma pur sempre ragazzini. Nel caso della partita col Cagliari - e diverse altre volte - gli sprazzi le sono costati il risultato. E vabbe'. Ma se solo una o due delle 6-7 occasioni create nel secondo tempo fossero entrate in porta, saremmo tutti qui a sbrodolarci di contentezza e ad ammirare il gioco spumeggiante, magari un po' rischioso, ma altamente spettacolare della nuova Roma di LE. Lasciateli giocare. Nessuno aveva promesso la luna. La dirigenza, l'allenatore ed i giocatori tutti stanno dimostrando una coerenza ed uno stile che non si vedeva da tempo. Non sono cose da poco. Le fondamenta ci sono, i risultati verranno. E se non verranno, pazienza, in fondo e' solo un gioco, no??
@ PEDONANO
Ma Zeman come tanti ha i suoi pro e i suoi contro. Alterna cose incredibili a figure di m... degne di nota. Ma, come dicevo sotto, finchè garantirà lo spettacolo (tra l'altro in un campionato, quello italiano, decisamente carente da questo punto di vista rispetto altri campionati) sarà sempre amato. Non è da grandi squadre, questo è indubbio, ma alcuni miracoli con Zeman si realizzano, e questo è un dato di fatto.
io lo terrei, quest'anno è dura ma ci vuole tempo. la roma gioca bene, a sprazzi, e fa molti errori ma se si ha la pazienza di insistere credo che l'anno prossimo sarà con l.enrique tra le prime tre.
spero che tifosi e società abbiano la giusta dose di pazienza.
infatti Beppe Signori e Ciccio Baiano ne hanno fatti pochi con Zeman.
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