19.30 Hernan Crespo, ai microfoni di Sky, si unisce a Marco Materazzi: "Riuscire a vincere al Meazza, in un'atmosfera del genere e per di piu' in un derby, sarebbe qualcosa di speciale per i tifosi. Per noi cambia poco, vogliamo vincere lo scudetto e basta. Poi chiaro che, se riesci a vincere il derby e lo scudetto nello stesso giorno, sarebbe la ciliegina sulla torta. E riuscire a conquistare lo scudetto in Italia per due anni di seguito e' qualcosa di speciale"
Qui Inter. Marco Materazzi a 360 gradi a Sky parla del campionato e del futuro di Mancini, passando naturalmente attraverso il derby di domenica. L’esultanza dopo il gol al Cagliari “Lo stato d’animo di quello che avrei voluto dire si vede nella faccia. Però quel “basta“ penso che tutti l’abbiano travisato, perché se avessero fatto vedere tutto, si sarebbe colto il gesto “Per voi quattro“, e io ho una moglie e tre figli, e basta. E poi, per i miei tifosi, perché ero girato verso i tifosi. Visto che venivo da tre partite, penso ben fatte, forse meritavo di giocare, tutto qua. Sono stato fuori con la Lazio e con l’Atalanta e penso di non aver battuto ciglio, anzi di essere entrato a Bergamo e di aver fatto il mio dovere, senza un filo di polemica. Domenica, probabilmente, non me lo meritavo. Adesso, spero di rispiccare il volo come prima dell’infortunio”. Mancini resterà all’Inter? “Dovrà essere lui a dire: “Me la sento o meno”. Io spero che lo faccia, altrimenti vedremo quello che succederà”. Su Balotelli “Visto che io ho sbagliato tante volte, cerco di non far sbagliare lui. E devo dire che lui è uno che apprende ed ascolta tantissimo. E’ arrivato che aveva poche regole e adesso ne ha qualcuna in più. E sta facendo molto bene”. Cosa farai, in caso di gol, nel derby? “Domenica non ci saranno compleanni, ed è già un buon passo avanti, prima di tutto. Poi, se dovesse capitare, vediamo quello che ci si può inventare. Mio figlio Davide purtroppo è ancora tifoso del Milan: l’altra settimana ero per le vie del centro, e se qualcuno mi avesse visto, mi avrebbe preso per scemo. C’ero io, vestito per andare in ritiro, e lui, invece, con la divisa di Kakà: ci dorme, ci gioca, ci fa tutto. Vorrebbe venire al derby con la divisa del Milan, ma quest’idea è stata abolita, perché non è possibile”. Il Milan rischia di non andare in Champions League “Il Milan ha passato un anno particolare, dove tanta gente era stanca. Non hanno avuto Inzaghi per tutto l’anno, Gilardino ha avuto qualche difficoltà. Alla fine se la giocheranno fino all’ultima giornata. Spero non ci vadano". C’è un giocatore che vorresti rubare al Milan? “Solo uno? Sarebbe troppo facile dire Kakà, ma io dico Gattuso, perché sento che vuole andare via. Se vuole venire qui, non ci sarebbero problemi. In settimana ci sentiamo, ci vediamo, se capita. Se non ci salutiamo prima della partita, poi, in campo, si salvi chi può, perché penso sia giusto così, che non ci siano amicizie in campo”. Su Inzaghi “Pippo è uno a cui bastano tre minuti di partita e di adrenalina per trovare la condizione e lo sta dimostrando. Spero che si fermi”. Se l’Inter dovesse vincerlo nel derby, questo scudetto avrebbe un sapore speciale? “E’ il sogno di tutti gli interisti vincere lo scudetto nel derby. Vorrebbe dire buttare via tante delusioni, però sappiamo che incontriamo una squadra in grande condizione, che sicuramente è favorita, perché gioca in casa e sono campioni del mondo. Ancelotti ha forse più paura lui di perdere la Champions che non noi di perdere lo scudetto, perché, se dovesse perdere domenica, penso che il Milan avrebbe tante difficoltà ad andare in Champions. Se noi dovessimo, tocchiamo ferro, non vincere lo scudetto domenica, avremmo altre due possibilità. Probabilmente vincere lo scudetto con tutte le squadre che sono partite alla pari, senza punti di penalizzazione, ha un sapore particolare”. Quel è il prossimo obiettivo di Marco Materazzi? “Intanto vincere lo scudetto. Poi, spero di ottenere qualcosa d’importante con la Nazionale, che vorrebbe dire la vera consacrazione”. Come finisce il derby? “Io spero di festeggiare”. Qui Milan
Dalla sponda rossonera parla Clarence Seedorf. "Sappiamo di non aver reso come avremmo dovuto. Non siamo stati costanti nei risultati in casa, ma non c'è stato solo questo fattore. Credo che da quando Kakà ha modificato il suo atteggiamento tattico la squadra ne abbia tratto vantaggio. Si, perchè è giusto che partecipi alla fase difensiva, ma uno con le sue caratteristiche non è giusto che torni troppo indietro. Un'altra cosa che ha inciso è stata la condizione, trovata solo in questa parte finale di stagione. Quando sai di averla tutto è diverso. Prendiamo il caso dell'attacco: per lungo tempo in troppi non sono stati in grande forma ed ora che ci sono i gol arrivano. Io stesso non sono stato brillante per un certo periodo, me ne sono accorto. C'è stato un momento in cui abbiamo avuto addirittura 10 giocatori infortunati. In una stagione è normale che si debbano passare dei momenti in cui ci siano sacrifici da fare e stringere i denti, ma non puoi dare il massimo. Proprio in questi momenti abbiamo reagito bene e la dimostrazione è che siamo ancora in corsa per il 4° posto. Insomma, intendiamo chiudere bene la stagione". Si avvicina la fine della stagione e, inevitabilmente, si è parlato anche di mercato. Questa l'opinione del numero 10 sulla voce Ronaldinho:
"Il discorso che faccio si rivolge a tutti i giocatori, quindi anche a Ronaldinho. Lui, come chiunque possa venire nel Milan, deve capire le esigenze del gruppo. Poi sarà l'allenatore a dover capire come sfruttare le caratteristiche dei singoli. Chiunque è libero di immaginare come far giocare una squadra con tanti campioni, ma questo giochetto è agevolato dal passato. Non sarebbe la prima volta vedere tanti campioni e tanti giocatori tecnici nell'undici iniziale. Ricordo quando c'erano Rui Costa e Rivaldo, oltre a uomini che ancora sono in rossonero. Bene, abbiamo vinto la coppa. Nessuno è contro Ronaldinho, ma siamo consapevoli che sono altre le priorità. Lui è un plus. Chi viene qui deve mettersi a disposizione del gruppo, della squadra". Anche dal derby passa la qualificazione per la prossima Champions League e qualcuno pensa che dalla partecipazione alla Coppa Uefa o alla Champions dipenda il mercato del Milan:
"Un giocatore quando viene chiamato dal Milan o dal Real Madrid non guarda la competizione in cui giocherà al suo arrivo. Quando mi ha chiamato il Real Madrid era in programma di fare solo il campionato. Generalmente i grandi club non stanno mai fuori dal calcio che conta più di un anno. Uefa torneo triste perchè non trova bei posti? Non lo so, se uno è sfortunato li trova in qualunque competizione, ma è ovvio che la Champions League è meglio". Il derby si avvicina...con quali sensazioni?
"Vivo molto serenamente. In queste partite è facile trovare le motivazioni, anche perchè è più facile trovarle con l'Inter che con il Livorno, ma proprio domenica scorsa abbiamo voluto fare uno sforzo particolare perchè potesse essere ancora più interessante la sfida con l'Inter".
Su Balotelli:
"E' un buon giocatore, è un buon talento e va gestito. Lo abbiamo visto già giocare qualche volta e crediamo di sapere come atteggiarci in campo. A chi dice che deve crescere perchè in campo ha certi atteggiamenti dico che ha un buon maestro, visto che anche Mancini era una testa calda. Quindi sa cosa insegnarli per farlo crescere bene. Ibra non sta bene, ma ci sono Cruz, Crespo, Suazo...insomma ne togli uno ne metti un altro non da poco. Un pò come in difesa: se ne hanno fuori metà riescono a mettere un altro elemento importante e la squadra è forte lo stesso". Materazzi sta ancora esaltando il fatto che quello che si avvicina è il terzo scudetto, enfatizzando il primo, arrivato come tutti ricordano.
"L'eleganza ce l'hai o non ce l'hai. I giocatori, in questa, vicenda sono i meno coinvolti. Ci vuole più rispetto tra di noi. Non si dovrebbero offendere i propri colleghi che comunque si sono impegnati non poco per un anno intero". Discorso San Siro. L'olandese commenta così le difficoltà che ci sono o meno di scendere in campo davanti ad un pubblico esigente come quello milanese:
"Da tutte le parti il pubblico chiede molto, non solo a San Siro. Io sono il primo ad essere consapevole quando non gioco bene e quando posso dare di più. Mi sento a casa quando gioco a San Siro. A questi livelli devi essere pronto a superare le critiche e le aspettative, altrimenti non puoi giocare qui". Ultimo discorso quello della qualità della rosa e quanto potrà essere utile ancora nella prossima stagione: "Con questi giocatori abbiamo ottenuto più dell'Inter a livello internazionale. Forse l'Inter ha maggior qualità, ma noi abbiamo vinto. Questo gruppo è forte e lo sono, al pari di chi gioca, anche coloro che stanno in panchina. Quando vinciamo siamo contenti e possiamo festeggiare tutti insieme e sono anche loro che ci danno gli stimoli per far capire all'allenatore che ha fatto le scelte giuste. E' anche per questo che dico che andando sul mercato bisogna farlo consci di quello che serve davvero e non per fare i fuochi d'artificio". Prima di chiudere ancora una risposta ad una provocazione di Vieira, sulla conquista della Champions dell'anno scorso:
"Noi non abbiamo scelto la Champions perchè dopo 10 partite eravamo a 20 punti dalla prima. Noi l'abbiamo vinta perchè ce la siamo meritata, pur giocando senza una preparazione normale. Per questo abbiamo avuto più difficoltà in campionato. La vera stagione in cui dobbiamo ammettere di aver sbagliato qualcosa è quella attuale". Acmilan.com
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