Josefa Idem si appresta ad affrontare la sua settima olimpiade a 42 anni, con il sogno di una nuova entusiasmante medaglia. L’argento ai Giochi di Atene nel 2004 sembrava dovesse essere l’ultimo per l’atleta di origini tedesche. Invece la Idem e` tornata in barca sorprendendo tutti e soprattutto dimostrando di non essere affatto sazia. Nel 2006 ha conquistato un argento ai Mondiali di Szeged e un bronzo agli Europei di Racice. Poi, l’anno successivo ha centrato la qualificazione alle Olimpiadi, che la vedranno protagonista per la settima volta. Da quest’anno pero` una novita`: Josefa Idem partecipera` non solo con il singolo, ma anche con il K4, barca con cui ha vinto la gara internazionale di Mantova la scorsa settimana e con cui partecipera` agli Europei in programma a Milano a meta` maggio. La campionessa azzurra svela a Datasport i suoi obiettivi per i prossimi Campionati continentali e per i Giochi di Pechino.
Come mai hai deciso di affrontare questa nuova avventura con il K4?
“Le ragazze l’anno scorso, per la prima volta nella storia della canoa italiana, sono riuscite a qualificare tutte le barche per le Olimpiadi, io ho qualificato il singolo, loro il doppio e il K4. Il movimento e` cresciuto al punto di ottenere ottimi risultati ai Mondiali. Sulla base di un gruppo forte, abbiamo cominciato a pensare a quale barca potesse ottenere una medaglia. Sul K4 la mia presenza potrebbe fare la differenza, visto che a livello mondiale sono ancora competitiva. Quindi e` stato prima di tutto un discorso pragmatico, poi comunque ci siamo anche divertite a lavorare insieme”.
E’ stato difficile adattarsi a una barca a quattro?
“Nelle prime sedute mi e` scappato da ridere, perche` non riuscivo proprio ad adattarmi. Pero` io in passato, in Germania, ho sempre fatto le barche multiple. Ci e` voluto giusto qualche allenamento per prendere confidenza, dopo e` andato molto bene”.
Quali obiettivi per gli Europei?
“Prima di tutto guarire. Ho fatto quattro giorni di influenza, poi per forza di cose sono dovuta tornare in barca e noi siamo sempre esposti all’acqua e al vento. Poi cercheremo di fare bella figura, perche` questo appuntamento ci serve per capire quali sono le barche italiane con piu` possibilita`. L’altro obiettivo, poi, e` scrutare qual’e` il livello delle avversarie in vista delle Olimpiadi e valutare a che punto ci ha portato la nostra preparazione invernale.
Invece cosa sogni per Pechino?
”L’anno scorso sono stata malata anche nella settimana dei Mondiali e ho ottenuto un ottavo posto, che comunque puo` ingannare, visto che in realta` ero a 1’’02 dalla medaglia. Quindi credo che sia giustissimo puntare al podio, ma non solo nel singolo, anche nelle barche multiple”.
Questione Tibet, pensi sia giusto parlare di boicottaggio dei Giochi?
”In passato per le Olimpiadi si fermavano i conflitti, ora cosa succede? Che i conflitti fermano le Olimpiadi? I Giochi vanno intesi come un momento di pace, un momento per far cessare i conflitti e confrontarsi a livello fisico, sportivo, leale. Quindi io sono assolutamente contraria sul fatto di boicottare. Anche perche` non si e` saputo solo ora quali siano i rapporti che intercorrono con la Cina. Il Tibet fa benissimo a sfruttare questo momento di grande visibilita` per comunicare al mondo le proprie problematiche, perche` non sono mai stati ascoltati. Tuttavia, anche l’anno scorso, quando il Dalai Lama ha girato l’Europa, solo un capo dello stato, la cancelliera tedesca Merkel, l’ha ricevuto in veste ufficiale, tutti gli altri non l’hanno voluto ricevere per paura di far arrabbiare la Cina. Se ora ci fanno boicottare i Giochi, ma il mondo continua ad avere rapporti politici e commerciali con la Cina, allora vince solo l’ipocrisia”.
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