Eurosport - sab, 02 mag 16:55:00 2009
Terzo appuntamento con la nostra rubrica dedicata al mondo della pallacanestro: questa settimana proponiamo una riflessione sui nostri italiani negli States... Andrea Bargnani e Marco Belinelli
Qualche giorno fa è arrivata la notizia del "sì" di Bargnani e Belinelli alla convocazione azzurra per l'additional round di agosto dei campionati Europei, l'ultima chiamata per strappare un biglietto per la rassegna continentale, che vedrà l'Italia opposta alla Francia di Tony Parker. L'annuncio è stato recepito nel complesso con grande entusiasmo da parte dell'ambiente azzurro e, ovviamente, anche da parte dei tifosi italiani delusi, che sperano di vedere una Nazionale migliore con almeno due dei quattro giocatori d'oltreoceano (Gallinari, operato alla schiena non ci sarà, mentre è in dubbio anche la presenza di Hackett), tutti assenti, invece nel girone di qualificazione. Bene. Ma è possibile essersi ridotti così? È possibile che i nostri giocatori più rappresentativi debbano elemosinare (sì, perché Belinelli ha spiegato di aver ricevuto il "benestare" da Golden State) per poter vestire la maglia della Nazionale? Ma, soprattutto, è possibile che i nostri giocatori preferiscano snobbare l'azzurro estivo (purtroppo è così) per prepararsi alla stagione invernale con le squadre NBA?
Guardiamo per un attimo al di fuori dello Stivale: Tony Parker ha sempre giocato con la Francia, così come Nowitzki con la Germania (addirittura Kaman, americano doc, ha chiesto e ottenuto in tempo record la doppia cittadinanza per far coppia con Wunderdirk); Yao Ming ha rinunciato ai playoff con Houston pur di poter scendere in campo con la Cina nelle Olimpiadi di Pechino, Garbajosa e Ginobili sono venuti ai ferri corti con Toronto e San Antonio per giocare gli Europei e le Olimpiadi (con tutto quanto ne è conseguito...), mentre Deng e Gordon faranno di tutto per giocare con l'Inghilterra. I nostri, invece, si tirano indietro, per cosa poi?
Belinelli, suo malgrado, ha avuto la sfortuna di capitare in una squadra (Golden State) infarcita di guardie che gioca una pallacanestro pessima, mentre Bargnani, nei suoi tre anni oltreoceano, sta pericolosamente rischiando di perdersi in un sistema che cerca di trasformarlo in un centro che tira tre punti, sminuendone (e non rafforzandone) le caratteristiche. Dubbi? Qualche tempo fa Andrea Crosariol (un altro che ha fatto la scuola negli States), alla domanda "quanto sei migliorato in America", ha candidamente risposto: "Molto sotto il punto di vista fisico, ma dal punto di vista tecnico direi poco o nulla...". Forse c'è davvero qualcosa che non va...
SABATINI, LA VIRTUS E GLI AMERICANI - Claudio Sabatini, patron della Virtus Bologna, ha spiegato come la stagione positiva delle V nere sia frutto di scelte oculate nel mercato estivo, e come lui stesso si stia impegnando in prima persona nella valutazione di possibili acquisti osservando gli stessi giocatori su DVD. "Non voglio più fare la fine dell'anno scorso - ha puntualizzato Sabatini - quando lasciai fare ad altri e all'inizio del campionato mi ritrovai con Will Conroy...".
A proposito di Conroy: dopo una prima metà di stagione disastrosa con le maglie di Bologna e Milano (dove arrivò all'interno dell'affare Bulleri), riattraversò l'oceano chiudendo l'annata in NBDL, la lega di sviluppo NBA, con gli Albuquerque Thunderbirds, dove gioca tuttora (gli appassionati dei "Simpsons" forse ricorderanno la strapazzatissima squadra di baseball di Albuquerque, che in un episodio della serie doveva prendere il posto di quella di Springfield). In questa stagione Conroy ha chiuso con 26.5 punti, 8 assist e quasi 5 rimbalzi di media, venendo inserito a mani basse nel miglior quintetto della NBDL insieme a Erik Daniels (sì, lo stesso visto a Biella e, in modo decisamente più negativo, a Roma...). È davvero un altro mondo...
HANNO DETTO... - Chris Paul, dopo la serie persa da New Orleans per 4-1 contro i Denver Nuggets. "Chauncey Billups è stata la miglior cosa che potesse capitare a Denver. La mentalità che è riuscito a inculcare in questa squadra è qualcosa di straordinario e che li porterà molto avanti nei playoff".
IN FORMA... -Gli Houston Rockets hanno superato il primo turno di playoff vincendo la serie contro Portland nonostante lo svantaggio del fattore-campo, un evento che per la franchigia del Texas non si verificava dal 1997. C'è Ron Artest, c'è Yao Ming, NON c'è Tracy McGrady...
...IN CRISI - New Orleans Hornets: è già finito un ciclo? La squadra di Chris Paul è stata malamente eliminata al primo turno perdendo quattro partite con più di 37 punti di scarto di media.
SONDAGGIO "IL FUTURO DELLA NAZIONALE" - Con Bargnani e Belinelli arruolati...
1) L'Italia sarà molto competitiva, si qualificherà agli Europei e potrà disputare un buon campionato, puntando a una medaglia.
2) L'Italia migliorerà, si qualificherà ma non andrà sul podio.
3) L'Italia non supererà l'additional round, perdendo contro la Francia. E' necessaria una rifondazione totale.
4) ... il Mago e il Beli rinunceranno nel corso dell'estate per prepararsi alla prossima stagione NBA e l'Italia giocherà con la stessa squadra già vista nel girone di qualificazione.
Appuntamento alla prossima settimana, ma nel frattempo avete spazio in abbondanza qui sotto per esprimere le vostre opinioni. Stay tuned!
Commenti 6 - 25 di 25
Condivido molto di quello detto da marco S., specie nell'ultimo intervento. Ho l'impressione, ma non seguo l'NBA più di tanto e quindi mi scuso se dirò stupidaggini, che se non sei un talento "super" e quindi se non sai fare di tutto e di più, rischi di diventare un giocatore monodimensionale o specialista, se così si può dire: ti chiedono quello e quello e solo quello impari a fare e a dare. Ovviamente, se così è, quando torni a giocare in Europa puoi trovarti in seria difficoltà, perchè ti chiederanno di tutto e di più, sia perchè si gioca in modo diverso, sia perchè tu sei la stella che viene d'oltre oceano e come stella devi rendere e giocare. Il Bargnani dell'ultima volta mi sembrava questo tipo di giocatore a cui era stato affidato "quel" tipo di ruolo, per il quale non era è pronto , nè all'altezza. Però posso sbagliarmi, ovviamente...
Neanch'io credo che negli Stati Uniti non si migliori in assoluto; vero è però che ti si crea un ruolo che può non essere la tua dimensione a livello Fiba e può essere un limite. In soldoni: se Belinelli gioca da terminale sugli scarichi e basta poi riciclarsi da penetratore e creatore di gioco in maglia Italia, nonostante i garretti super, può essere complesso. Ma da questa maledizione ne esci solo se sei una star, e quindi hai margini diversi, e se non Beli Bargnani e Gallinari possono diventarlo. Motivo per cui i giocatori giocano in nazionale: per la maggior parte per amore di patria, qualcuno per pura operazione economica di vetrina importante e di ritorno di immagine. Ripeto comunque che il tono dell'articolo mi sembra inutilmente provocatorio nei modi e inesatto nei contenuti. Ma si può dire che Yao Ming ha rinunciato ai playoff NBA per giocare le Olimpiadi? S'è fratturato un piede (stress) a febbraio e si è subito operato! Cosa doveva fare, aspettare sei mesi col piede rotto per evitare la dietrologia gratuita? Caso Garbajosa: ha fatto una solenne cazzata andando contro il parere medico dello staff di Toronto, unico motivo per cui in effetti ha dovuto imporsi per andare, in quanto normalmente nessun club pone particolari problemi, a patto che la federazione di appartenenza paghi l'assicurazione (ahi ahi...): guarda caso si è rifratturato nello stesso punto, è stato fermo sei mesi e forse forse avevano ragione i medici. Anche se, ripeto, la sua era una situazione diversa e credo che rinunciare all'NBA non sia stata una gran pena per lui: aveva già dimostrato di poterci stare, era forse la sua ultima olimpiade, ci sta che abbia voluto rischiare. Insisto: quanto ad amore della maglia azzurra, vi assicuro, non siamo messi affatto male. Dobbiamo solo avere rispetto per le problematiche reali dei ragazzi (sono tutti estremamente giovani, non dimentichiamolo) e avere un pò di pazienza. Ciao
Io non capisco perché un professionista che l'anno prossimo può crescere ulteriormente e (perché no?) strappare un contratto plurimilionario (anche se in dollari) non debba preferire la preparazione mirata alla nazionale.
Io lascerei i nostri i giocatori a maturare un altro paio d'anni, questo sì potrebbe essere un buon investimento a medio temine per la nazionale.
L'ultima volta che Bargnani ha passato l'estate in nazionale ha giocato una stagione tremenda.
Quanto al fatto che in USA non si migliori tecnicamente è una solenne cazzata. Vero è che nel gioco odierno si punta più sulla fisicità e che ciò può impoverire il gioco. Tutto dipende dai maestri che si hanno a disposizione: guardate un po' Bynum a L.A. con un certo Kareem come coach!
Bargnani ha intelligenza cestistica per migliorare: sta a lui. Ma durante le stagione si gioca e basta, l'investimento si fa durante l'estate. E se ci si mette la nazionale di mezzo...
Quel che dice fedrunner è vero. Forse la questione poteva però essere posta in modo più chiaro. Tutti sappiamo dei vincoli e delle difficoltà che le franchigie NBA impongono ai giocatori europei in occasione degli eventi internazionali. E credo che l'autore dell'articolo non volesse mettere in discussione questo aspetto, quanto il diverso atteggiamento dei "nostri" nei confronti dei loro "datori di lavoro" quando si tratta di chiedere il lasciapassare per la convocazione in maglia azzurra, rispetto a colleghi di altre nazioni che pur non essendo fenomeni riconosciuti del basket NBA alzano la voce per poter avere il via libera (Garbajosa è un esempio chiarissimo). O no?
beh Fantini è forse l unico in qst sito che capisce e scrive in modo chiaro e competente di basket...
vorrei commentare l'articolo di Fantini che per me non si merita di scrivere o che non
conosce bene le regole del basket NBA
Quando dici
che Belinelli deve elemosinare il benestare di Toronto ,dimostri di non conoscere che i
giocatori in America sono un investimento molto ben remunerato,e come tutti gli investimenti vanno protetti ,tutti i contratti sono legati ad una polizza assicurativa,
la stagione e' corta e massacrante minimo 82 partite in sei mesi,una squadra italiana media quanto gioca diciamo 40?
Per quanto riguarda il snobbare l'azzurro estivo ,ti dico preferisco riposarmi in vista della nuova stagione perche'non sei tu che mi paghi caro daniele.
Lasciamo perdere il discorso dell'onore perche'dal primo momento che firmi un contratto professionistico il gioco diventa un lavoro e tutti sanno che bisogna lavorare nel miglior modo possibile .
saluti
In effetti, ziobilly, i miglioramenti che ho visto in Bargnani riguardano soprattutto la difesa, che mi pare cominci ad interessarlo. In attaccco ormai è un tiratore puro, con una buona capacità di metterla per terra ma ancora gioco spalle a canestro ne vedo pochino. Speriamo abbia la stessa crescita del buon Dirk... O meglio ancora di Pau Gasol! Ramon non ho capito a quali stupidaggini ti riferisci, se me lo spieghi magari cerco di rendere più chiaro il mio pensiero. Forse che Beli non è Ginobili e Bargnani non è Nowitzki? La nostra nazionale è stata per alcuni anni estremamente competitiva per cuore, gruppo, capacità tattica, allenatore. I giocatori individualmente più forti non li abbiamo avuti mai dagli anni 70... Magari col Gallo (condivido la speranza di ziobilly, a me sembra il più forte di tutti e uno dei talenti più puri che l'europa abbia espresso negli ultimi 10 anni), Hackett, Vitali, Poeta, Bargnani, Belinelli, Da Tome eccetera, una volta maturi, potremo finalmente bullarci di essere i più buoni... sarebbe una bella sensazione! P.S. Nell'elenco non ho messo il più interessante di tutti, che rimane Crosariol: di sicuro non il più forte, altrettanto di sicuro quello che ci farebbe fare davvero il salto di qualità, se connettesse una buona volta... ciao
ricordo un italia - francia finalina all'europeo in cui o vincevamo o non andavamo alle olimpiadi.
il tony parker di quella partita era pieno come un uovo dal titolo appena conquistato e giocò di m.erda. noi andammo alle olimpiadi e senza quei disgraziati di ginobili e oberto magari avremmo perfino vinto l'oro, eliminando una squadretta meglio conosciuta come lituania in semifinale.
tra parentesi il nostro gioco era: tiro da 3, tiro da 3, tiro da 3...
non diciamo stupidaggini per piacere... l'europeo è un traguardo ambizioso che dobbiamo e possiamo raggiungere. non lo vinceremo sicuramente ma, col mago da centro e il beli da guardia abbiamo molte chance in +. anche perché, nonostante tutto, se sei di 2,13 e pesi 90 kg non hai la stessa velocità e potenza di uno di 100 kg di muscoli (che solo in nba ti costruiscono)
forza ragazzi!!!
Caro Marco S., condivido molte delle cose che hai scritto, specie l'ultima (Crosariol...). Ho provato a seguire alcune partite NBA della regular season e mi sono sembrate un'autentica pizza o, se preferisci, un corri e tira assurdo. Sto cercando di capire se nei P.O. si gioca diversamente, come spererei perchè la mia venerabile età mi aveva accostato a quel basket con ben altri protagonisti e ben altre intensità.
Per quanto riguarda i (grandi) giocatori citati, trovo che alcuni si siano fatti là (Dirk e Parker) grazie ai mezzi tecnici, al super talento e, soprattutto, al cervello che si trovavano in zucca, che è quello che poi fa la differenza. Ginobili è andato là dopo anni di cura Messina, da giocatore fatto e finito: non so di quanto sia migliorato in america. I nostri sono ancora, teoricamente, in crescita: su Bargnani hai ragione, anche se qualche giocata in area la conosceva, specie quando prendeva la linea di fondo. Sta diventando un giocatore monodimensionale, come mamma NBA fa con tutti quelli che non abbiano un talento superiore (vedi i tre citati prima): questo per un giocatore così giovane è un vero guaio, e un vero peccato. Specie se dovesse un giorno tornare in europa a chiudere la sua carriera. Forse quelli che potranno migliorare il loro gioco sono i due assenti, Hackett e Danilo, sia per via del talento, sia per via del ruolo specifico che, se riusciranno a giocare con continuità, potrebbe favorire la loro crescita tecnica.
Per alcuni aspetti sono d'accordo, ziobilly. Innegabile che il livello tecnico è calato vertiginosamente negli ultimi anni in NBA, con tre possibili cause: aumento spropositato del livello atletico, uscita prematura dai college, eccessivo numero di squadre. Il basket europeo rimane più bello tecnicamente e tatticamente e con ampio margine. Però torno ai giocatori citati nell'articolo: a te sembra che i vari Nowitzki, Ming, Parker, Ginobili eccetera siano usciti così peggiorati dalle loro esperienze NBA? A me non sembra proprio, a giudicare da come giocano le competizioni internazionali. Per quello che ho visto io, Bargnani movimenti in area non li ha mai avuti, anzi era stato impostato da ala piccola fin dai tempi della Stella Azzurra. Mettiamola così: in un uno contro uno vicino a canestro contro, diciamo, Amoroso due anni fa non aveva una chance che fosse una, per quanto evidentemente talentuoso. Io lo vedo migliorato e non di poco. La realtà, a mio parere, è che si tratta di ottimi giocatori, ma non ancora del livello a cui noi tutti speriamo che arrivino, bisogna avere un pò più di pazienza. Poi speriamo tutti che lui e Beli siano disponibili a mettersi a disposizione del gruppo, ma non credo avremo problemi in quel senso. E ti prego: mai più Crosariol e saper stare in campo nella stessa frase!!! :) Ciao
Quanto al pronostico per l'additional round, dico Francia, perchè
a) Parker cestisticamente è di un altro pianeta e attorno a lui gireranno tutti gli altri,
b) perchè Recalcati non riuscirà ad inserire nel gruppo e nel gioco di squadra i nostri due "americani".
L'articolo suggerisce molti spunti di riflessione. In ordine:
1. Bargnani e Belinelli sono un patrimonio a cui la nostra italietta del basket non può rinunciare. Ma il fatto che giochino "di là" non ci far pensare che con quei due vinceremo a mani basse... Perché, come sempre, conta come si inseriranno nel gruppo, quanto lasceranno fuori dal loro gioco in azzurro quello che hanno (di)simparato a fare in America e quanto si riadatteranno al gioco "diverso" che si pratica in europa, molto più tattico, più sporco e più attento sul piano difensivo. Non vorrei che ci ritrovassimo a commentare giocatori incapaci di uscire dall'1 vs 1, dall'azione individuale e, men che meno, un centro di 2,10 che come prende la palla sull'arco si affretta a tirare da fuori... Il Bargnani si due anni fa agli europei era un disastro, aveva dimenticato ogni movimento in area e fu una delle cause della nostra figuraccia.
2.Crosariol ha perfettamente ragione: i patiti del basket d'oltre oceano storceranno
la bocca, ma è noto a tutti che in America ci si costruisce fisicamente, si corre e si salta,si fa quello che là ti chiedono. Ma in Europa si gioca un basket diverso, che esige, oltre a doti fisiche, intelligenza cestistica, senso del gioco, partecipazione al gioco di squadra, difesa esasperata, comprensione dei risvolti tattici, doti balistiche. In una parola "saper stare in campo" che è qualcosa di diverso dal correre e giocare a briglia sciolta, chi più ne ha più ne metta. Ecco perchè è fallito "Paperino" (per via dei piedi che tiene aperti come un paperotto) Conroy (fisicità, ma zero senso tattico, zero playmaking, zero intelligenza cestistica)e come lui falliscono sempre più giovani americani di gran fisico ma di basso Q.I. Ecco perchè là ridiventano grandi...mentre quì dominano i tipi alla Jasikevicius, alla
Diordjevic,alla D'Antoni... Io, se ancora non si è capito, sto col basket "di quà"...
A me sembra che paragoniamo situazioni che non hanno niente in comune... Belinelli deve ancora dimostrare di essere un giocatore da NBA, 20 partite giocate bene non significano molto a occhi americani. Bargnani è finalmente esploso negli ultimi tre mesi, ma prima lo si paragonava a Olowokandi e a Kwame Brown come la peggior prima scelta degli ultimi anni. E li vogliamo colpevolizzare se, da professionisti, prima pensano alla loro situazione lavorativa peronale e poi alla nazionale? Mi sembra ipocrita. I giocatori presi a termine di paragone: Tony Parker era play titolare in una squadra da titolo dopo tre mesi di carriera, medie di Nowitzki al secondo anno 17,5 e 6, terzo anno 22 e 9, superstar e carriera sicura, Yao Ming ovvio fenomeno tecnico e enorme risorsa di marketing, Ginobili di la da Mister Europa e subito decisivo, Garbajosa è andato in Nba a 30 anni per ragioni economiche e di sfizio, per dimostrare che ci poteva stare, non certo per farci una carriera, Deng e Gordon pur non essendo superstar sono solidi giocatori che già dal primo anno hanno dimostrato di poterci stare. Paragonarsi a questi giocatori è, a mio parere, totalmente inutile e fuorviante, non essendo i nostri ragazzi ancora di quel livello. Ricordiamoci piuttosto i mille slavi che hanno rifiutato convocazioni delle loro nazionali per motivi ben più futili e sentiamoci fortunati che i nostri provano vero attaccamento alla maglia azzurra. P.S. Ogni giocatore sotto contratto in NBA DEVE avere il benestare della sua squadra per partecipare a manifestazioni estive con la nazionale, nei commenti di Beli non c'è niente di scandaloso.... e Yao Ming non ha mai rinunciato a partite di Playoff con Houston, era semplicemente infortunato e ha recuperato per le Olimpiadi, non diciamo assurdità... ciao
Onestamente io una squadra con Poeta -Belinelli-Mancio.Gigli-Bargnani e in panca gente come Mordente, Datome, Hackett,, Amoroso, Carraretto non la vedo affatto inferiore ad una squadra che ha un solo grande giocatore (Parker) e giocatori mediocri tipo Pietrus, Turiaf o Diawara.
Non necessariamente uno che gioca in NBA è un buon giocatore di Basket. Vedi 3 Agosto 2004, alla Koln Arena in Germania: 12 giocatori NBA contro 12 giocatori di area Fiba.
Ma Pozzecco, Galanda, Basile e Soragna annientano Duncan, Iverson, Wade e James. Risultato 78-45 per l'Italia.
La Francia può avere tutti i giocatori NBA che vuole ma giocare a Basket in Europa è tutta un altra cosa.
senza anthony nn andavano da nessuna parte..probabile ma vale la stessa cosa senza billups..sono entrambi importanti allo stesso modo secondo me con Billups che ha xò x me in più l esperienza oltre che la mentalità dei leader e questo soprattutto nei playoff x me è più importante!
Per lucam988,
il riferimento a Yao Ming non è una previsione per il futuro, ma riporta quanto accaduto nella scorsa stagione, quando il cinese decise di farsi operare - pur saltando la post-season con Houston - per poter partecipare ai Giochi di Pechino.
Per la cronaca, Yao Ming che salta i playoff per le olimpiadi è pura fantascienza. Tanto per cominciare i playoff finiscono ben prima delle olimpiadi, poi figuriamoci se Houston lascia andare uno dei suoi migliori giocatori mentre si gioca le partite più importanti della stagione.
lui è l'uomo in più, il più esperto , il più voglioso,tutto quello che vuoi, ma ti ripeto l'uomo di punta , quello che ha e fà più punti , quello che dovrebbe portarli al titolo, quello da cui dipendono è MELO...billups è una sicurezza , gioca sempre bene ma si sà qual è il suo apporto in termini realizzativi...senza un anthony da almeno 20 pt( con percentuale decente ovviamente)stai sicuro che i denver non vanno da nessunissima parte...
senza billups non andavano da nessuna parte i nuggets..è lui l uomo in più...(ricordo a chi forse se ne è dimenticato = mvp della finale..)
chris paul non ha capito che comunque billups o non billups ke sicuramente ha cambiato le cose , i nuggets dipendono da melo...
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