Eurosport - gio, 02 lug 23:12:00 2009
L'ex campione italiano ed europeo di nuoto, ha rilasciato un'intervista esclusiva, solo per gli utenti di Eurosport
Lorenzo Vismara è passato di qui. Poche parole, troppi ricordi, molte speranze per il futuro azzurro. L'ex campione italiano ed europeo di nuoto, oggi commentatore dei principali eventi sportivi trasmessi da Eurosport, si è concesso alle domande della più spietata delle critiche: quella degli appassionati di sport, che gli idoli li vedono da casa e che, mai si aspetterebbero di trovare risposta proprio da chi sta dall"altra parte. Vismara ha retto la pressione concedendo a tutti o quasi, la sua personalissima welthanshaung, una visione del mondo semplice, chiara e lineare.
CAMPIONI SI NASCE, NON SI DIVENTA - Vismara ne è convinto, nella prestazione di un nuotatore, al di là del doping, della misura del piede, dei costumi e di tutte quelle caricature che i media continuano ad aggiungere per incrementere, forse (e a quasto punto chi non gli darebbe ragione) l'interesse per questo sport, incidono ben altre cose: dalla banalissima mobilità della caviglia, alla "natura" del nuotatore stesso - perchè da sempre - sottolinea il pluripremiato atleta - un campione deve nascere tale, i "grandi" non si possono creare o perfezionare con banalissimi accorgimenti o materiali indossati per gareggiare. Il campione nato e specializzato, da solo però può far ben poco. E qui Vismara bacchetta l'organizzazione della federazione e delle società civili, pretendendo che siano più strutturate, interessate e attente agli atleti di elite.
PRO SLIP - E se Magnini, solo qualche giorno fa, proponeva il grande ritorno dello slip in vista dei Mondiali, Vismara è vicino all'opinione dell'atleta, ritenendo necessario, per quanto, oggi, impossibile, un ritorno al vecchio costume per ridare prestigio ai record del mondo raggiunti e poi, annullati. Ma Vismara si dice fiducioso in vista delle ultime dichiarazioni della Fina che ha previsto per la prossima stagione un passo indietro con un costume al 50% di materiale di vecchia generazione e per la restante metà materiale di vecchia generazione.
DOPING TECNOLOGICO - Per quanto pesante, la realtà secondo Vismara è che il doping nel nuoto Italiano e in quello mondiale è presente. Ne è dimostrazione il fatto che ogni tanto, qualcuno venga beccato. "Purtroppo, dove c'è la possibilità di grandi guadagni c'è il rischio che qualcuno imbrogli. Non accade solo nello sport, ma un po' in tutti gli ambienti" - aggiunge Vismara. "Bisogna vigilare: i controlli ci sono, sono autorevoli e non siamo più nella situazione di alcuni anni fa in cui erano intere squadre a ricorrere a un doping sistematico...". Ma quando si parla di doping, l'ex nuotatore, ritiene doveroso dar ragione anche a chi parla di doping tecnologico, e qui Vismara ribadisce la sua speranza verso un ritorno ai costumi tradizionali, allo slip, uguali per tutti".
COSA CI ASPETTA A ROMA? - E in attesa di Roma 2009, Vismara ha già fatto un suo personalissimo bilancio, che, alla luce dei risultati visti e riconfermati ai Giochi del Mediterraneo, non sembra avere un sapore troppo ottimistico, quanto realistico: L'ex campione vede come possibili stelle in corsa per il podio la Pellegrini e la Filippi nei 200 sl e poi si aspetta grandi risultiti da Terrin nei 50. Nessuna previsione su Phelps che, a Roma, sicuramente non potrà ripetere le imprese di Pechino perchè non farà i 400 misti, ma da un fenomeno come lui, Vismara si aspetta comunque grandi cose.
IL NUOTO IN POLE POSITION? - Vismara si ritiene soddisfatto della visibilità del nuoto nei nostri giorni e non solo quando si parla di Mondiali o di Olimpiadi. Molto lo si deve agli azzurri emergenti, ("Magnini ha ancora ottimi margini di miglioramento, sta crescendo e si sta preparando in modo molto diligente"- aggiunge Vismara) e al fatto che non perdano occasione a ogni evento raggiungere qualche record importante. "La tv fa la sua parte ma credo che si possa fare anche di più: molto dipende dagli sponsor. Se arrivassero altre aziende disposte a scommettere su questa disciplina sono convinto che cresceremmo ancora" - conclude Vismara.
TETE A TETE CON IL PASSATO - E parlando dei nuovi campioni, traspare, nelle parole di Vismara un po' di nostaglia nei confronti delle sue di gare: "Nelle gare di nuoto che facevo io, 50 e 100 stile - ammette Vismara - non potevo permettermi di sbagliare niente e anche il tuffo e la spinta dovevano essere perfetti mentre nelle gare più lunghe era più importante la distribuzione delle energie e tenersene alcune per gli ultimi 50 metri dove mi giochavo tutto". Inoltre l'ex campione aggiunge che fuori dalla vasca, guardando gli altri che continuano a gareggiare si sta male, però arriva il momento in cui bisogna ammettere che il proprio limite è stato superato e bisogna ritirarsi. O quello in cui non bisogna esagerare con le aspettative. E alla mamma che gli chiede se sia normale che il figlioletto di nove anni faccia in media 3000-3500 mt ad allenamento, Vismara risponde: "Nove anni? Mi sembra un po' troppo. Ci vuole forse un metodo più graduale, è meglio dosare questa energia, perché il rischio è che dopo due tre anni questa voglia infantile possa esaurirsi".
Commenti 1 - 1 di 1
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