Meglio di Helsinki 2005, ma c`e` ancora tanto da fare per la Nazionale italiana di atletica. La spedizione azzurra si chiude con tre medaglie e tante occasioni perse, soprattutto in alcune gare in cui storicamente l`Italia riesce a dire la sua. Un nome su tutti quello di Ivano Brugnetti, punta di diamante della compagnia azzurra nella 20 km di marcia, che dopo aver guidato la gara per un`ora, e` stato squalificato. Oppure di Chiara Rosa, campionessa italiana in carica, che ha chiuso la finale del lancio del peso femminile all`ottavo posto, lanciando 18.39, ben lontana dalla sua miglior performance di sempre (19.15). Ha parzialmente deluso anche la triplista Magdalin Martinez, sesta nella finale di sua competenza, anche se reduce da un infortunio.
Le note positive invece sono arrivate naturalmente da Andrew Howe, splendida medaglia d`argento nel salto in lungo (8.47 la misura), dove ha anche battuto il record italiano di Giovanni Evangelisti (8.43). La sua maturazione e` ormai in fase di conclusione e il giovane aretino sembra ormai pronto per entrare di diritto nei `big` dell`atletica mondiale. Chi invece si aspettava di piu` da questa competizione giapponese era Alex Schwazer, che nella 50 km di marcia ha vinto una medaglia di bronzo dal sapore amaro. L`azzurro partiva da favorito, grazie alla sequenza di vittorie raccolte quest`anno e con il miglior tempo mondiale stagionale in tasca (3h36``04`), ma non ha saputo gestirsi dal punto di vista tattico e psicologico, attaccando troppo presto. Il giovane alto-atesino sapra` sicuramente rifarsi gia` dai Giochi di Pechino. Infine il sorriso contagioso di Antonietta Di Martino, che non contenta di aver cancellato il record italiano di salto in alto di Sara Simeoni, ha conquistato uno storico argento proprio nella giornata conclusiva dei Mondiali. L`atleta campana inoltre ha anche eguagliato il suo primato nazionale, fissato lo scorso 24 giugno a Milano, saltando 2.03 con una certa semplicita`. Adesso l`obiettivo, per lei come per gli altri membri della Nazionale si sposta sulle Olimpiadi di Pechino, dove bisognera` ancora misurarsi con i migliori. Il lavoro del tecnico Selvaggi e` servito per migliorare l`orribile prestazione di Helsinki, ma in vista dei Giochi cinesi bisognera` crescere ulteriormente, per non affidarsi agli sporadici lampi di classe dei nostri (pochi) campioni.
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