I fischi ci sono stati. Per qualcuno giusti, per altri no. Fischi che arrivano dopo tre anni stupendi, da incorniciare. Fischi che arrivano dopo lo “sfogo” di Prandelli, dopo alcune prestazioni non entusiasmanti, dopo un mese difficile dal punto di vista del gioco. E dello spogliatoio aggiungono altri. Ma queste cose le conosce bene il gruppo, lo spogliatoio. Per noi, comuni mortali, è giusto analizzare quello che vediamo in campo, lasciando da parte le voci di corridoio, le chiacchere, le supposizioni. Analizziamo le difficoltà di una Fiorentina mai così ripetitiva nei movimenti, mai così poco pericolosa. Ecco dove si può migliorare, ecco quali potrebbero essere le soluzioni. Il dibattito naturalmente è aperto, partendo da un presupposto: Firenze si fida di Prandelli, uno che il calcio lo mastica come pochi altri: 1) Il centrocampo non convince. Felipe Melo sembra essere un buonissimo giocatore. Assieme a Gilardino il migliore acquisto in questo inizio di stagione. Non ha e non potrà mai avere le caratteristiche di Liverani, fatica ad impostare l’azione, non riesce a dare la giusta profondità. E’bravissimo invece nell’interdizione, nei contrasti, nel recuperare i palloni, nella grinta che ci mette. Davanti alla difesa però non incide, nonostante l’ottima tecnica. Anche perchè è stato spesso abituato a giocare più avanti, a concludere da fuori, a segnare 4-5 reti a stagione. Cosa che non potrà mai fare se continuerà a giocare in quel ruolo. Migliorerà sicuramente, ma una domanda nasce spontanea: perché non provare a cambiargli compiti? Sempre a centrocampo Montolivo non è in forma e deve dare qualcosa in più. Altrimenti meglio tenerlo fuori. Kuzmanovic gioca a fasi alterne, Almiron ha 45 minuti nelle gambe e fatica sempre a terminare una partita senza errori. Donadel c’è, ma non può certo risolvere i problemi in fase di impostazione. 2) In attacco segna solo Gilardino. Ma, come detto, sono pochissime le palle sfruttabili che arrivano agli attaccanti viola. La manovra a centrocampo è spesso e volentieri prevedibile, c’è poca profondità e gli spazi non vengono aggrediti come negli anni scorsi. Mutu ancora manca all’appello, ma non è soltanto un problema di singoli. Gli attaccanti faticano troppo ad essere pericolosi. Dispiace, perché in squadra i viola hanno giocatori come Gilardino, Mutu, Pazzini, Osvaldo, Jovetic, Santana. Attacco stellare si diceva fino a qualche settimana fa. E invece, ad oggi, delle quattro reti segnate in Europa, e delle quattro reti segnate in campionato sei le ha messe a segno Gilardino e due Mutu. Mai a segno un centrocampista, mai a segno un difensore. Mai a segno un’altra punta. 3) Capitolo esterni. A destra Santana e Semioli incidono pochissimo. Prestazioni a volte sufficienti, a volte insufficienti. Chiunque giochi però non sembra cambiare molto dal punto di vista della pericolosità. Prestazioni sempre tra il 5,5 e il 6. Poco convincenti. E allora è davvero giusto continuare a puntare sulle corsie esterne viola? Od occorrerebbe sfruttarle in modo diverso? 4) Esterno sinistro: oggi c’è Vargas, che sta deludendo. Lo scorso anno c’era Pasqual che ha deluso. Se la cava soltanto Gobbi, quando viene chiamato in causa, ma non può essere una prima scelta. Soprattutto dopo che, la società, per Vargas ha speso 12 milioni di euro. A sinistra c’è sicuramente un problema. Chi gioca in quel ruolo si ritrova Mutu davanti e non può spingere come vorrebbe. Ma anche il Montolivo particolarmente abulico degli ultimi tempi. Spazi chiusi e poche opportunità di inserimenti. Ormai sembra essere una costante questa. Occorre cambiare qualcosa dal centrocampo in su? 5) Il modulo è il 4-3-3, può cambiare in un rombo, può diventare come contro il Genoa un 4-4-2. Ma il problema non sembra essere questo. La Fiorentina, nata per essere camaleontica, è invece molto prevedibile e poco pericolosa. Occorre probabilmente altro. Occorre cambiare, occorre forse anche escludere qualche giocatore eccellente, tornare un po’ all’antico se qualche “nuovo” non convince. E, magari, per dare più brio e più imprevedibilità provare a gettare nella mischia il giovane Jovetic, senza però chiedergli di essere il salvatore della patria vista la sua giovane età. Dietro le punte, nel ruolo che sa ricoprire meglio. Non largo sulla fascia. Chissà che, con la sua classe la sua voglia di stupire, non possa essere proprio lui a riportare la Fiorentina a galla. Almeno fino a gennaio. Possibile? 6) Tre mesi per arrivare a gennaio, tre mesi per dimostrare che questa non è la vera Fiorentina. Ricordandosi sempre che le squadre di Prandelli, a settembre, non hanno mai brillato. Questa volta però, con tutta sincerità, qualche problemino in più sembra esserci. Rimanere a bocca aperto è lecito, dopo una campagna acquisti di 50 milioni, dopo un mercato che ha visto il tecnico viola estremamente contento per gli acquisti fortemente assieme alla società: da Vargas a Melo, da Comotto a Zauri, da Gilardino ad Almiron. Se miglioreranno le cose bene, altrimenti a gennaio non ci sarà da strapparsi i capelli se, qualche giocatore eccellente, sarà ceduto. E se la Fiorentina deciderà di acquistare sul mercato un regista vero. Rimpiangere Liverani forse non è giusto, ma oggi è proprio in quel ruolo che manca qualcosa. E non è certo colpa di Felipe Melo. Uno dei migliori fino ad adesso.
Per maggiori informazioni vai sul sito di Calciomercato.com




Commenti 1 - 2 di 2
speriamo che prandelli riesca al più presto nella quadratura del cerchio , altrimenti si fà dura , se il morale della squadra scende x mancanza di risultati sarà durissima recuperare ! forza cesare non ci hai mai delusi !
manca n regista di fantasiaaaaaaaaa!! forza viola
Effettua il login per inviare un commento
Non sei ancora un utente Yahoo! ? Registrati subito per avere un account Yahoo!