Con il suo gesto ha scaricato tutta la rabbia che aveva in corpo. Dopo il gol, è corso verso la curva, ha preso a calci la bandierina del calcio d’angolo mandandola in mille pezzi e poi si è rivolto ai tifosi. Simone Perrotta ha realizzato il suo primo gol in questo campionato. Un altro lo aveva fatto contro il Cska Sofia in Europa League. In settimana aveva firmato il rinnovo di contratto. Un altro anno con la Roma, per concludere la sua carriera con a maglia giallorossa. La società ha voluto premiarlo per il suo attaccamento dimostrato in questi sei anni nella Capitale, fino agli ultimi mesi, quando non aveva affatto certezze di una conferma in chiave futura. Simone Perrotta ieri era il vice-capitano della Roma (la fascia, in assenza di De Rossi, oltre ovviamente a Totti, l’ha presa Mexes): è uno dei più anziani della squadra, con Tonetto, Cassetti e Totti.
Si è assunto le responsabilità in questo periodo, sentiva che lui, che è qui da molto tempo, doveva metterci qualcosa in più. Ed è andato a segnare un gol da centravanti vero, anticipando un difensore esperto come Daniele Portanova, romano, tifoso della Lazio, cresciuto in giallorosso fino agli Allievi. Perrotta ha cambiato ancora ruolo, da trequartista a esterno. E lo ha fatto anche nel corso della partita. Quando è entrato Cicinho, lui è arretrato in difesa. Era intoccabile per Luciano Spalletti e ora lo è anche per Claudio Ranieri. Simone Perrotta il trasformista, su di lui ci si può sempre contare.
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