Serie A - Il disagio di Mariga

Eurosport - gio, 03 gen 23:24:00 2008

Il centrocampista del Parma, rientrato in ritardo in Italia per via dei disordini nel suo Paese, parla del "problema-Kenya"

FOOTBALL 2007-2008 Serie A Parma Mariga - 0

McDonald Mariga, primo giocatore kenyano a militare in Italia, parla della situazione del suo Paese; una Nazione in aperta guerra civile che, secondo il centrocampista del Parma, è davvero senza spiegazione.

"Si combatte oramai in molte parti del paese e c'è tanta paura nella popolazione. E' uno scenario terribile con i civili che si sparano fra di loro; una lotta fratricida, assurda, tra i sostenitori e gli oppositori del regime. Non capisco cosa stia succedendo al mio paese". Descrive così il Kenya il centrocampista del Parma McDonald Mariga. Il giocatore, nato 20 anni fa nel paese africano, era ritornato in famiglia per la vacanze di Natale ed è riuscito a rientrare in Italia solo oggi dopo essere rimasto bloccato per due giorni a causa dei gravi disordini.

"Le violenze sono scoppiate improvvisamente - spiega Mariga - le ultime elezioni si erano infatti svolte senza incidenti e prima non era successo niente di simile. La situazione può ora davvero precipitare".

Mariga teme soprattutto per la propria famiglia. "Abitano a circa 20 km da Nairobi - spiega il giocatore - è una zona che ora viene considerata sicura, ma non sono tranquillo perché mi rendo contro che in questo momento in Kenya non ci sono aree non a rischio. C'è una tale confusione che non è possibile fare previsioni per il futuro. Cosa fanno i miei genitori? Restano chiusi in casa, come fanno tutti. Se esci rischi la vita".

Nel suo viaggio verso l'aeroporto di Nairobi il giocatore non ha comunque incontrato problemi. "Lo scalo della capitale è sottoposto a molti controlli - conclude Mariga - Se arrivi a Nairobi e, in particolare, all'aeroporto sei al sicuro. Italiani? Nella zona dove abito non ce n'erano e anche in aeroporto non ne ho incontrati".

E' il triste resoconto di un ragazzo il cui sogno è quello di giocare a pallone ma le cui preoccupazioni, al momento, sono certamente ben altre.

Andrea Tabacco / Eurosport