Sei Nazioni - E' il Torneo dei volti nuovi: l'Italia spera
ven, 03 feb 17:19:00 2012
Riparte il Sei Nazioni, con tanti volti nuovi, in panchina e in campo: Francia, Inghilterra e Italia hanno un nuovo ct, ma sono i Bleus a godere comunque dei favori del pronostico. Gli azzurri si affidano all'esperienza di Brunel e alla freschezza degli innesti dei giovani
Si prospetta un Sei Nazioni in salita per l'Italia: le quote danno gli azzurri vincitori del torneo da 66 a 150, ma le velleità di Brunel non si spingono così in là. A battersi per il titolo ci saranno Francia (da 2.65 a 2.85), Galles (da 3.20 a 3.65) e Inghilterra (da 3.50 a 4.00). Più indietro Irlanda (dai 6.00 a 7.00) e Scozia (16.00 a 26.00), la squadra con cui ci batteremo per una vittoria, forse l'unica nel Torneo. Ma se venisse qualcosa in più...
ITALIA - allenatore (nuovo) Jacques Brunel (FRA)
L'Italia cerca di fare un passettino verso l'alto sulla lunga scala del Sei Nazioni: gli azzurri vogliono posare definitivamente il Cucchiaio di Legno, che troppe volte si sono ritrovati tra le mani al termine del percorso, e poter stare con diritto al tavolo delle grandi del maggiore torneo europeo per nazioni. Per farlo è arrivato il cambio di guida tecnica: Jacques Brunel al posto di Nick Mallet, anche se proprio dal lavoro compiuto dall'ormai ex ct l'ex allenatore del Perpignan dovrà ripartire per puntare verso i piani alti. "Tutto si può fare, anche vincerlo il Sei Nazioni, un giorno: bastano impegno e applicazione": questo il messaggio lanciato dal francese. Facile dirlo, meno applicarlo. L'ambizione dà una spinta non indifferente, ora resta da vedere se la strada tracciata sarà percorribile per tutti: Mallett si lamentava che agli azzurri mancasse qualità in determinati ruoli. Ora Brunel, nonostante un approccio da "bicchiere mezzo pieno" si ritrova con un drappello di nuovi ragazzi da testare, sconosciuti all'estero: è vero il buon Jacques ha dimostrato di saperci fare anche con materiale umano limitato, ma "je ne suis pas un magicien" (non sono un mago), un altro dei suoi primi cavalli di battaglia. Lo scorso anno gli azzurri hanno fatto non bene, ma benissimo in casa: una quasi vittoria contro l'Irlanda, un successo storico contro la Francia, ma anche delle prestazioni così così lontano dal Flaminio. Quest'anno la casa cambia, si passa all'Olimpico: spazio per "nuovi" tifosi (non ci sarà il tutto esaurito, ma quasi). La speranza è che, per ricominciare con buoni auspici, arrivi almeno una vittoria: tutti gli indizi portano all'ultima partita, quella del 17 marzo contro la solita Scozia. Quello che arriverà prima sarà tanto di guadagnato e di inaspettato: dunque ancora meglio.
FRANCIA - allenatore (nuovo) Philippe Saint-André (FRA)
La delusione della cocente sconfitta dello scorso anno del Flaminio con l'Italia è stata sicuramente lenita dalla finalissima mondiale raggiunta dai Bleus in Nuova Zelanda contro gli All Blacks. Secondi solo all'Inghilterra nel Sei Nazioni 2011, i transalpini non vedono l'ora di rifarsi e riprendersi lo scettro, a cominciare dalla sfida delo Stade de France con gli azzurri. Si è chiusa l'era Marc Lièvremont, fatta di alti e bassi, di incomprensioni e di rivolte, si apre quella di Philippe Saint-André, ex allenatore di Gloucester, Sale Sharks e Tolone: si torna a fare sul serio, anche dal punto di vista della professionalità. La squadra si poggia sulle solide spalle di Thierry Dusautoir, giocatore dell'anno IRB, e Imanol Harinordoquy, ma occhio anche al nuovo che avanza, come il novellino della mediana, Wesley Fofana. La rosa è da favorita della vigilia, a meno di ribaltoni o qualche inciampo inatteso. E occhio alla gara del Millennium Stadium di Cardiff: quella potrebbe essere la "finale" del Sei Nazioni 2012.
GALLES - allenatore (confermato) Warren Gatland (GAL)
Tre vittorie consecutive nella scorsa edizione non hanno evitato un quarto posto che grida vendetta, viste poi le prestazioni messe in mostra nella Coppa del Mondo, dove i Dragoni sono risultati una delle formazioni più belle e performanti. Riuscirà il Galles a vincere il secondo titolo sotto la guida di Warren Gatland? Dipenderà da tante cose: inanzitutto da come guariranno gli infortunati di lusso, da Charteris a Priestland, passando per Alun-Win Jones e Burns; e poi dalla crescita dei giovani talenti, sicuri protagonisti in futuro, ma già indispensabili ora, quali Toby Faletau e George North, che avrà l'ingrato compito di far dimenticare Shane Williams (ritirato). Il talento c'è, questo è fuor di dubbio, ma saprà questa squadra reggere la pressione? Lo scorso anno non ce la fece, ora si riparte da zero. Tutto è possibile. Il Galles rimane, comunque, l'antagonista numero uno della Francia.
IRLANDA - allenatore (confermato) Declan Kidney (IRL)
Squadra vecchia e logora, oppure esperta e rodata? La differenza a volte sta nelle prestazioni e la squadra vista nell'ultimo anno tende più a indicare la seconda opzione rispetto alla prima. Lo scorso anno, l'Irlanda di Kidney riuscì a evitare che l'Inghilterra se ne andasse indisturbata con il Grande Slam, ma perse anche con Francia e Galles e le vittorie su Italia e Scozia furono abbastanza risicate. Al Mondiale poi arrivò la grande vittoria con l'Australia, che diede ai Verdi il primo posto nel girone, ma poi arrivò la disfatta dei quarti con i Dragoni. Squadra difficile da leggere, quella irlandese, anche dalle difese avversarie. Capitan Brian O'Driscoll è ai box (infortunio alla spalla che lo terrà fuori per tutta la durata del torneo); sicuramente il punto di forza è costituito dal trio composto da Cian Healy, Sean O'Brien e Stephen Ferris, che ha fatto vedere cose mostruose con Leinster e Ulster e ha fatto benissimo anche nel Mondiale; calci e possesso saranno appannaggio di Jonathan Sexton e Rob Kearney. Basterà per dare del filo da torcere alla Francia & Co.?
INGHILTERRA - allenatore (nuovo) Stuart Lancaster (ING)
"Ma come, e non dove siamo?", si chiederà il neo ct inglese, Stuart Lancaster, successore di Martin Williams, ma già predecessore designato di chi verrà dopo di lui. Per la verità, sono in pochissimi a puntare sulla nazionale della Rosa e la sua possibilità di ripetere il titolo messo in archivio nella scorsa stagione. Troppi cambi generazionali, troppi strascichi: il movimento inglese è in fase di rinnovamento totale, il Sei Nazioni che va a iniziare non può che essere un torneo di transizione. Ciò non vuol dire che i britannici non possano essere protagonisti: saranno decisive le prime due gare, quella di Murrayfield con la Scozia e quella dell'Olimpico contro l'Italia a dirci quali sono le reali possibilità di questa nuova Inghilterra, che ha poca esperienza in test internazionali, ma tanta voglia di fare. Ci vorrà un po' d'esperienza, e per questo ci sono i vari Charlie Hodgson, Alain Corbisiero, Dylan Hartley e Dan Cole. E' vero non ci sono più Lewis Moody, James Haskell, Simon Shaw, Jonny Wilkinson e Steve Thompson, ma i nomi nuovi sono già promettenti. Detto ciò, difficilmente questa Inghilterra potrà già lottare per il primo posto in questo Torneo.
SCOZIA - allenatore (confermato) Andy Robinson (ING)
Il ct è sempre quello e tale rimarrà sino al 2015: l'impressione è che, però, se le cose non andassero bene, Andy Robinson potrebbe veder finire il proprio regno molto prima della reale scadenza del suo contratto. Lo scorso anno il Sei Nazioni fu quasi fallimentare, con una vittoria nel finale con l'Italia che valse ad evitare il Cucchiaio di Legno; fallimentare a livello completo il Mondiale, che vide per la prima volta gli Highlanders non qualificati per i quarti. Ora l'obiettivo e sfangarla, in attesa di tempi migliori: la pochezza offensiva (quattro sole mete nelle gare disputate in Nuova Zelanda) suggeriscono un cambiamento di rotta rispetto alle ultime uscite. Questa volta il calendario è favorevole: si apre con l'Inghilterra dei giovani, e una vittoria potrebbe dare fiducia per le altre sfide. Tre sono in trasferta, l'ultima all'Olimpico "puzza" di Cucchiaio lontano un miglio. Vincere qualche gara significherebbe fiducia in Robinson, ripetere gli ultimi due tornei potrebbe dire saluti anticipati al ct.
News 6 nations - Preview F
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Davide BIGHIANI / Eurosport
Commenti 1 - 16 di 16
Mi dispiace David Bigazzi ma le tue parole, secondo me, non sono da sportivo. Le vittorie "a caro prezzo" "sudate" ecc. sono grandi soddisfazioni, altroché.
Per caso, credi che battere (esempio) gli All Blacks sia facile? E allora domanda un po' a chi li ha superati se siano rimasti delusi....
Italia per sempre nel cuore!
Forza Azzurri!!!
L'importante è partecipare e, se si perde, perdere con dignità e solo dopo aver dato tutto il possibile. Perciò...
Grazie Azzurri! In ogni caso, grazie!
per ciò che ha mostrato al mondiale e la sventurata partita contro la Francia, spero che il Galles si prenda una soddisfazione e che noi si faccia vedere qualcosa oltre alla super-mischia...
per qualcuno vale la pena partecipare solo se si vince. eppure un giorno si vincerà ed avrà un buon sapore, come lo hanno le sconfitte combattute contro nazioni che adorano e giocano il rugby, quì confinato a fenomeno curioso.
del resto se le vittorie dovessero richiamare tanti energumeni da calcio, ben vengano le decorose sconfitte....
Cari tutti, Giorgio non ha tutti i torti, e lo dico da sportivo e soprattutto da tifoso: fa male illudersi ogni anno e venire puntualmente delusi...certo, alcune piccole-grandi soddisfazioni ce le siamo tolte ma a quale prezzo!? Forse un giorno arriveremo secondi o addirittura primi nel "6 nazioni"...fino a quel giorno, per favore, ibernatemi!!! Perché sarà mooooooooltooo lontano! Peccato, non vorrei dire così ma bisogna anche essere realisti.
CARO GIORGIO LEGGITI LA STORIA DEL VECCHIO 5 NAZIONI E POI PARLA.
IN ALTRI SPORT ABBIAMO BECCATO LEGNATE PER DECENNI E POI SIAMO DIVENTATI TRA
I PIU' FORTI AL MONDO.
LA VITA LO SPORT E' COSI' SE MAI CI PROVI MAI ARRIVI.
Caro Giorgio, gli SPORTIVI non credo riescano a comprendere il senso del tuo ragionamento. Senza rancore.
non capisco che senso ha la partecipazione ad un torneo che puntualmente ogni anno ci vede arrivare ultimi o al massimo penultimi con ripetute sonore mazzate da parte degli squadroni
poco grossi...
x giornalisti yahoo.......un consiglio : scrivete gli orari degli avvenimenti di cui parlate. nn solo in questo caso,ma in generale. senno vado negli altri siti a cercarlo...fate voi.
mmmmh,dico Irlanda!!!!
lo so,che manca o'driscoll,ma,è l'unica squadra con abbastanza esperienza internazionale,rispetto alle altre,e questo peserà,non poco,sul risultato finale!!!
....Italia?!
a parte che giochiamo nel peggio stadio del sei nazioni,(altro che San Siro),e se batessimo,per la prima volta,l'Inghilterra?!
così li"spediamo a casa,a pensarci ancora!!!!!"
buon rugby
Il Galles ha tanti giocatori rotti. L'Irlanda senza capitano. Inghilterra in rodaggio. Forse è l'anno della Francia.
Anche io vedo meglio il Galles. Ha fatto un gran mondiale ed ha uno spogliatoio molto più unito.
Siamo sicuri Francia favorita e non Galles?
non sapevo si fosse ritirato Shane Williams.. era uno dei miei preferiti..
Forza Galles cmq!!
Spero in un ritorno dei valorosi highlanders, da troppi anni in eclisse...
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