Nella puntata di “Attenti a quei due” ospite in studio il ct della Nazionale Italiana, Roberto Donadoni. Come vedi la Champions? Come una distrazione per i tuoi giocatori? “In tutta sincerità, no. Mi auguro che non si faccia mai male nessuno però, avendo giocato competizioni così importanti so cosa significa, quindi non la vedo come un impedimento al mio lavoro. Credo che le competizioni importanti diano stimoli. È indubbio il fatto che si gioca moltissimo, e forse troppo, però le competizioni sono belle da fare.” Un primo bilancio di questi primi due anni. “Sono soddisfatto di quello che è stato fatto. So benissimo qual è la differenza tra arrivare primo e secondo, in Italia soprattutto. So di non aver fatto nulla se non il mio dovere con un gruppo di ragazzi straordinario, che sono contento e felice di avere allenato fino a questo momento. Sono convinto che mi daranno ancora ottime soddisfazioni da qui alla fine del campionato europeo. Siamo partiti con qualche difficoltà, come era logico pensare e prevedere, poi la squadra è cresciuta molto e, quindi, sono veramente fiero.” Cosa ne pensi della Roma? Più attrezzata rispetto allo scorso anno? “Più attrezzata rispetto allo scorso anno. Ero a vedere la partita a Roma: è vero che il Manchester ha vinto 2 a 0, ma è vero anche che non è che abbia dominato la partita. La Roma con quel pizzico di convinzione in più, non voglio dire di fortuna perché è facile parlare di fortuna, è chiaro che avrebbe potuto sbloccare il risultato e ora magari parleremmo di un’altra partita di ritorno. È vero però che il Manchester è venuto e ha giocato con il buon senso, la testa, hanno fatto la partita che dovevano fare e hanno portato a casa il risultato.” Gli inglesi ora sono cinici come l’Italia di qualche anno fa? “Si devono fare ancora cose, così come succede anche in Germania. Non voglio denigrare il calcio inglese o tedesco, però anche lo stesso Toni me ne parla e mi racconta. Questa accortezza è tutta nei grandi club che hanno allenatori con un certo curriculum, una certa importanza e hanno migliorato anche questo aspetto.” Con Totti la Roma può pensare di andare a fare una buona partita a Manchester? “E’ giusto che lo pensino, so che hanno già incassato bene questa sconfitta, la testa è già rivolta alla partita nuova in cui c’è la possibilità di dimostrare il proprio valore. Se la Roma esprime il meglio di sé, non sarà facile per il Manchester là, non diamola già per sconfitta.” Quanto manca a te Totti? “Beh, non l’ho mai avuto.” Ti sarebbe piaciuto allenarlo? “E’ un giocatore straordinario, uno dei più talentuosi in assoluto che ci siano in Italia:” E Cristiano Ronaldo? “E’ forte, l’abbiamo incontrato due partite fa contro il Portogallo. Credo che sia un giocatore assolutamente straordinario, con delle qualità fisiche straordinarie. Io ricordo una partita giocata da lui a Milano, contro il Milan, e aveva subito giochicchiato con la palla, cercando il numerino, aveva fatto male. Quando lui riuscirà ad eliminare queste cose, secondo me, diventerà un giocatore imprendibile.” Lui, però, ha detto che non si prende gioco dell’avversario… “No, ma a volte quel tipo di giocata fatta a tre quarti di campo o negli ultimi venti metri diventa micidiale, fatta nella tua metà campo, con il rischio di perdere la palla diventa un po’ superfluo.” Sul giovane talento del Barcellona, Bojan, in gol martedì sera in Champions League. “L’ho visto giocare un po’ di volte, è un ragazzo talentuoso, di grande qualità, di grande personalità considerata la giovane età. Credo che la sua breve storia calcistica parli molto chiaro.” Rijkaard non ha più convocato Ronaldinho… “Si sente dire problema fisico, il polpaccio… tutte queste situazioni fanno scatenare la fantasia di tutti. Però, quando hai due ragazzi giovani di queste qualità (Giovani e Bojan) diventa molto più facile fare a meno di Ronaldinho. Parto dal presupposto che Rijkaard è una persona intelligente, quindi tutti i discorsi che si fanno pro Ronaldinho, in questo caso, credo siano del tutto superflui.” Come si gestisce uno come Ronaldinho? “Credo che responsabilizzare la gente sia fondamentale, però vuol dire anche che ci sono regole, altri compagni da rispettare. Se uno dovesse arrivare in ritardo una volta non c’è problema, anche due magari, però alla terza volta aspetti e guardi l’allenamento da fuori, altrimenti torna a casa e va a dormire di nuovo. Così come quando si vedono i giocatori che escono dal campo infuriati e mandano a quel paese l’allenatore, non perché io sia allenatore, però credo che sia una mancanza di rispetto nei confronti di chi entra, il tuo compagno di squadra, spiegalo a lui, non devi giustificarti con me.” Donadoni, Gullit, Van Basten, Ancelotti: quanto la scuola Sacchi ha influito nel fatto che siete diventati allenatori? “Credo che abbia influito molto e che la nostra singola personalità abbia fatto poi la differenza. Avere avuto un allenatore così, ci ha fatto capire tante cose, per noi è stato sicuramente un bel punto di partenza.” Su Carlo Ancelotti. “Ho grande amicizia con Carlo e soprattutto una grande stima. L’ho sempre ritenuto uno dei compagni di squadra migliori che ho avuto nella mia carriera, quindi il fatto che lui stia facendo un po’ fatica, mi fa solo dispiacere. Mi capita ogni tanto di parlarci e mi piace ascoltare quello che mi dice.” Qual è il problema del Milan? “Credo che ci sia una via di mezzo: è vero che c’è il discorso che il Milan ha vinto la supercoppa e la coppa del mondo per club, e quella è una cosa che va tenuta presente, così come va tenuto presente che in campionato sta facendo fatica, in Champions è uscito, però non bisogna distruggere tutto quanto. Una società come il Milan sa benissimo come deve lavorare. Anche nel periodo in cui giocavo io, abbiamo ottenuto ottimi risultati, ma anche allora si facevano sbagli, giocatori presi che sono stati al di sotto delle aspettative. Nel momento in cui i risultati vengono un po’ meno, tutto si ingigantisce” Hai mai ricevuto una contestazione dai tifosi milanisti? “C’è stato un anno in cui le cose non erano andata bene e c’era stata una specie di contestazione. Ai giocatori che hanno giocato più anni al Milan fa male veder un certo tipo di reazione da parte della gente. Questo disturba e dispiace. Ho visto Paolo Maldini rimanerci male. Quando poi si sale con l’età si fa fatica a tenersi dentro certe cose e si esterna di più. Però è abbastanza comprensibile.” Scegli i giocatori migliori e poi trovi lo schema che li possa valorizzare o hai uno schema in testa e chiami i giocatori che si possano adattare meglio? “Ho lavorato un po’ più sulla prima ipotesi: in base ai giocatori cerco di adattare un po’ lo schema, anche in funzione dell’avversario. Con la Scozia ho voluto dare un input un po’ più coraggioso. Sapevo che loro l’avrebbero messa sul ritmo e il fatto di giocare spregiudicati credo che ci abbia dato una mano dal punto di vista psicologico.” Qual è l’ossatura della tua Nazionale? “E’ chiaro che i giocatori di maggiore esperienza che hanno un passato più lungo in Nazionale sono i giocatori un po’ più di riferimento, poi ci sono i giocatori che parlano e si sentono meno e che però sono molto importanti e fondamentali per la squadra. La cosa indubbia è che ci sia molta coesione tra questi ragazzi, sapendo e riconoscendo loro i valori di ognuno.” Hai ancora qualche giocatore da scegliere… “Vorrei che i giornali e i giornalisti mi dessero una mano in più in questo senso perché il fatto che mi dicano che ci sono sei attaccanti bravi mi fa enormemente piacere ed è un aiuto, ma mi devono anche dire chi devo lasciare a casa. Se cominciano a fare una selezione in più anche nello scegliere…” Su Marco Borriello. “Borriello sta facendo un campionato straordinario. Il fatto che sia venuto con me nelle ultime due partite lo dimostra. Mi aspetto da lui delle conferme, così come me le aspetto da tutti gli altri.” Anche Del Piero sta facendo bene… “Nessuno dice il contrario, assolutamente. Ale sa benissimo il mio modo di ragionare perché forse è uno dei giocatori con cui ho parlato di più. Lui deve solo continuare a fare bene, poi vedremo da qui al fatidico giorno.” È un problema di ruolo o di adattamento? “No, diventa un problema di scelte anche perché ci sono tanti giocatori. Io il primo giorno che fui investito del ruolo di commissario tecnico ho detto che avrei voluto dare la certezza che non lascio niente di trascurato, voglio che tutti si sentano nella possibilità di vestire la maglia azzurra.” Su Giuseppe Rossi. “Io ho un filo diretto con Casiraghi. La mia soddisfazione è dare soddisfazione, scusate il gioco di parole, al lavoro di Casiraghi, quindi tutti questi ragazzi giovani che si stanno mettendo in mostra sono nella considerazione di Donadoni.” Su Antonio Cassano. “Antonio è un ragazzo di simpatia, è impossibile non volere bene a un ragazzo come Cassano, però sa che ha anche una responsabilità importante, ricoprendo un ruolo di professionista e di grande giocatore, e quello che ha commesso l’ha penalizzato molto. Questo non vuol dire che non si possa riscattare, ma chiaramente ha creato un condizionamento.” Preferisci la sostanza o il bel calcio? “Mi piace vedere le belle giocate, di classe, raffinate, che però abbiano una sostanza dietro, non fini a se stesse.” Allenare il Milan sarebbe come tornare a casa? “Insomma, esserci stato per 13 anni qualcosa significa, però le cose cambiano con gli anni, il futuro non si sa mai cosa ti può riservare. Non è in questo momento un mio pensiero, in questo momento il mio pensiero è quello della Nazionale. Credo di avere una grandissima chance ed è molto stimolante il fatto di poter disputare un campionato europeo, quindi io ho focalizzato tutto lì, il resto mi interessa meno.” Sul contratto. “Sono estremamente sincero, non mi sono mai aspettato nulla, ho sempre cercato di portare avanti il discorso. È chiaro che il fatto di proporti un contratto vuol dire che c’è stima e fiducia nel lavoro che hai fatto, però io non ho mai chiesto niente di tutto ciò e mi stupisce il fatto che ancora oggi se ne continui parlare. Si va avanti e si lavora, per me l’obiettivo è quello dell’Europeo.” Non cambia niente nella gestione del gruppo quindi? “Assolutamente nulla, non vedo perché debba condizionare qualcosa. Credo che le cose debbano venire da sole. Non è assolutamente il mio cruccio.”
Per maggiori informazioni vai sul sito di Calciomercato.com



