Eurosport - sab, 03 mag 15:26:00 2008
Il leader dei Los Angeles Lakers verrà insignito del premio individuale più ambito dell'NBA settimana prossima. Manca solo l'ufficialità, battuto nettamente Chris Paul
"Scito hoc super omnia haec vita est tua una sola dum vita superest utere maxime quoque puncto momento, et hora quae habes tempus neminem non manet noli manere tempus. Carpe diem". Questo è lo "slogan" in latino che compare sul sito ufficiale di Kobe Bryant e che forse condensa al meglio la filosofia cestistica dell'MVP in pectore. La frase, forse una reminiscenza dei suoi studi in Italia, si può tradurre con "Sappilo sopra ogni cosa, la vita è una sola, finchè sei in vita sfrutta ogni istante al massimo. Il tempo non aspetta nessuno, non aspettare il tempo. Cogli l'attimo".
Kobe ha finalmente colto l'attimo vincente e dopo 12 anni di sfracelli in Nba è riuscito a portare a casa il trofeo di MVP. L'anticipazione è arrivata dal Los Angeles Times che ha fatto breccia nel silenzio concordato tra i media per rivelare che David Stern, commissioner NBA, sarà a Los Angeles settimana prossima per consegnargli il premio.
Bryant è il quarto Laker a vincere il premio dopo O'Neal (2000), Magic Johnson (tre volte, l'ultima nel 1990) e Kareem Abdul-Jabbar (tre volte, l'ultima nel 1980). 24 dei 31 votanti avrebbero scelto Bryant, mentre solo 4 hanno preferito il fenomeno di New Orleans Chris Paul, 2 Kevin Garnett e uno LeBron James. Dei 7 "elettori" fuori dal coro, ben 6 lo hanno scelto al secondo posto.
L'elezione di Bryant come MVP completa un anno incredibile per il numero 24, che a maggio 2007 aveva chiesto di essere ceduto ai Suns dopo esser uscito per il secondo anno consecutivo al primo turno dei playoff.
Kobe ha vinto la classifica dei realizzatori negli ultimi due anni, ma quest'anno è passato da 31.6 punti a 28.3 (più 6,3 rimbalzi e 5,4 assist) cedendo lo scettro a Lebron James. Tre sono i criteri prevalenti attraverso i quali si addiviene alla scelta: l'MVP come miglior giocatore della miglior squadra, il giocatore con le migliori statistiche, il giocatore che ha più impatto nel successo della propria squadra. Negli ultimi tempi il figlio di Jelly Bean ha cesellato il suo ego per mettersi al servizio dei compagni, in particolare del suo nuovo "hermano" Pau Gasol. Un premio strameritato per il giocatore dal talento più adamantino dell'era post Michael Jordan.
Michele Gazzetti / Eurosport