Calciomercato.com calciom

Torino Cairo cerca il nuovo ds, piace Pederzoli

Mar 03 Giu, 09:53 AM


Immobile e in attesa degli eventi. Urbano «il decisionista» non se lo immaginava così il suo Toro nel periodo più delicato della stagione, quello in cui si devono gettare le fondamenta della nuova annata e battere velocemente la concorrenza. Soprattutto Cairo aveva in mente tutto un altro film se a salvezza acquisita, e al primo giorno di «uomo solo al comando», si lanciava in un proclama preciso: «Ho una lista di 12 cose da fare nelle prossime due settimane». Era metà maggio, subito dopo l’amichevole di Bra, e il patron aveva già fissato le priorità del Torino. Esigenze tecniche ed organizzative rimaste letteralmente sulla carta, su cartoncini bianchi usati per fissare le idee, visto che a distanza di venti giorni nulla è accaduto.

Non solo nessuna operazione di mercato è stata ancora effettuata, ma anche nelle piccole cose i granata sono indietro e stanno perdendo terreno rispetto a mezza serie A: dal luogo dove andare in ritiro alla ricerca dei nuovi sponsor, tutto è ancora in alto mare. Ma è la ricerca del nuovo direttore sportivo a rendere ancora più pesante e grave l’impasse granata. Cairo ha già incassato il «no» di Sartori del Chievo e rischia di ricevere la stessa risposta da Salvatori. Dopo la promozione del Bologna, Cazzola ha blindato il suo dirigente e lo stesso ds ha rotto gli indugi, decidendo di restare in rossoblù. Ora il presidente granata proverà a riportare in Italia Mauro Pederzoli, ex di Brescia e Cagliari, da tre stagioni osservatore del Liverpool di Benitez. Entro questa settimana Cairo vorrebbe sciogliere il nodo della dirigenza (con Antonelli e Lupo di fatto «congelati» e in attesa di notizie), anche perché la vicenda sta bloccando ogni movimento del Toro in entrata e in uscita. Ci sono da capire i destini di Motta, Rubin, Pisano e Dellafiore, ma anche il futuro di Corini ed ovviamente ingaggiare una punta tra Acquafresca, Pozzi e Cacìa. Tutti giocatori bloccati dalla risoluzione delle comproprietà con i rispettivi club.

È dunque un Toro «ostaggio» degli eventi, anche se buona parte delle proprie prigioni le ha costruite con le sue mani. Paradossale è la situazione del ritiro. A 50 giorni dall’inizio della nuova stagione, i granata non sanno ancora dove effettuare la preparazione. Gli uomini della Cairo Communications hanno individuato nella ricca Valle d’Aosta la soluzione migliore, ma le scelte di Brusson o Cogne non convincono lo staff tecnico che punterebbe sul Trentino o sul più collaudato Malles. C’è poi la questione sponsor ad impegnare gli uomini del presidente. Se la Robe di Kappa sarà il nuovo fornitore tecnico dopo il triennio Asics (manca solo l’ufficialità), più complicate restano le trattative per confermare Reale Mutua e Beretta come primo e secondo sponsor. Cairo chiede più soldi (almeno 2 milioni di euro a stagione per il main sponsor) e questa settimana si incontrerà nuovamente con il gruppo assicurativo torinese per accelerare.

L’ultimo nodo a preoccupare il Torino è il settore giovanile. Il rischio di una riduzione delle squadre è concreto e finora nessun contratto è stato rinnovato: né ai dirigenti Comi e Benedetti, né ai tecnici Scienza (Primavera) e Asta (Allievi). Un immobilismo che rischia di trasformarsi in disimpegno.

(La Stampa)

Per maggiori informazioni vai sul sito di Calciomercato.com

 

Non sei ancora un utente Yahoo! ? subito per avere un account Yahoo!