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Lippi: Un anno dopo lItalia campione del mondoil tesoretto ce labbiamo noi Ma in giro ci sono ancora troppi ipocriti

Mer 04 Lug, 1:00 AM

di Xavier Jacobelli

PASSA, il tempo. Ma, anzichè scolorirla, rende ancora più viva limmagine dellItalia campione del mondo e di Lippi che lha guidata ad un successo di fondamentale importanza. Grazie al trionfo di Berlino, gli azzurri e il loro ct hanno salvato il nostro calcio dallabisso di una crisi tecnica, morale e organizzativa che sarebbe stata altrimenti irrisolvibile. Per questo, un anno dopo Berlino, il primo sentimento verso lex ct è la gratitudine per ciò di cui è stato capace e di cui sono stati capaci i suoi giocatori.

Il secondo sentimento, invece, è la rabbia, da indirizzare verso chi regge il nostro football e non capisce quanto grande sia il valore della Nazionale e quanto piccoli e meschini siano i calcoli di bottega che hanno fissato al 26 agosto linizio della prossima serie A. Donadoni e gli azzurri avevano chiesto di partire il 19 agosto per avere una settimana in più di attività nelle gambe, considerato che l8 settembre ci sarà la Francia e il 12 settembre lUcraina, due sfide decisive lungo la strada verso gli Europei 2008.

Ma i club riuniti sotto le bandiere della Lega se ne sono infischiati, con lavallo di una Federazione che, Carraro o Abete in poltrona, conta sempre come il due di picche. Per le società sono molto più importanti i soldi delle teleamichevoli dagosto. I campioni del mondo? Si arrangino. Così, ha fatto bene Donadoni, venerdì sera a Napoli, a sbottare: «Non si riesce mai a capire quali siano le vere motivazioni alla base di alcune scelte. Cè molta ipocrisia anche in questo. A volte si adducono motivazioni che riempiono la bocca, ma, spesso, in concreto si predica bene e si razzola male, pensando soltanto al proprio interesse». Parole sante, i cui destinatari sono la Federcalcio e la Lega, Abete e Matarrese e tutti quelli che, per giustificare lo sgarbo alla Nazionale, hanno fatto a gara a sparare facezie.

Su tutte, domina un celeberrimo dirigente: «Il campionato non può partire il 19 agosto perché la gente è tutta in ferie». Ma dai? E perchè quel giorno, a San Siro, Milano e non Capri, si gioca la Supercoppa fra Inter e Roma? E perchè il 14 agosto a San Siro, Milano e non Forte dei Marmi, è in programma il trofeo Tim con Inter, Milan e Juve. E perchè il 17 agosto, a San Siro, Milano e non Rimini, si gioca Milan-Juve per il trofeo Luigi Berlusconi? Ha ragione Donadoni: il calcio italiano è pieno di ipocriti. Gli stessi da prendere a calci nel sedere quando, dopo il prossimo trionfo della Nazionale, cercheranno di saltare sul suo carro.

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Guarda le immagini dell’Italia campione del mondo a Berlino il 9 luglio 2006. Clicca qui sotto.

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