tratto da www.quotidiano.net
di MARCO MANGIAROTTI
MILANO SPIRITOSO sul caso Adriano lo è stato Moratti, non Berlusconi. Perché durante la sua recente vacanza in Sardegna è stato Adriano a cercare il Milan. È da mesi che lImperatore lo vuole e lo ha fatto sapere prima ai suoi compagni di nazionale verdeoro, poi al suo agente. Forse si è confessato pure con qualcuno dellInter, anche se non ci sembra che il dialogo fra lui e lo staff tecnico sia dei migliori. Poi, a stemperare il buonumore del presidente dellInter, ci sono una serie di notizie e di indizi. A orologeria. Dal Billionaire ci confermano che lattaccante brasiliamo ha chiesto a Flavio Briatore di metterlo in contatto con Galliani. La telefonata cè stata, come si sussurra da giorni anche a Milano, e Adriano ha espresso chiaramente la sua volontà di trasferirsi a Milanello.
E il giorno dopo, in unintervista alla Gazzetta, ha mandato un messaggio inequivocabile: se vado via resto in Italia e la squadra la scelgo io. Quel che pensa il Milan, da Silvio Berlusconi a Carletto Ancelotti, lo avete letto sui nostri giornali, la strategia rossonera sarà come quella per Ronaldo: se si libera da solo, noi lo accogliamo a braccia aperte. Staff tecnico, compagni e Milan Lab. Galliani sa benissimo che trattare in questo momento con lInter è quasi peggio che andare a bussare al Real Madrid, quindi non alza polveroni e se ne sta tranquillo ad aspettare. Adriano irriconoscente con Moratti e con lInter? Non direi. Nel senso che non gli è mancato di certo laffetto del presidente, ma il feeling con Mancini è scarso e con il clan degli argentini pure. La campagna di Branca, con la conferma di Crespo al fianco di Ibra e lacquisto di Suazo, lo colloca con Recoba al quinto, sesto posto fra le punte nerazzurre. Dietro anche a Cruz. Il ragazzo sta psicologicamente male, ha grossi problemi personali che il diritto alla privacy giustamente impedisce di raccontare. E che la società di via Durini, affetto e comprensione a parte, non ha saputo gestire. Forse Adriano pensa che lunico ambiente nel quale può rinascere, come atleta e come uomo, è a Milanello, fra un gruppo di amici: Ronaldo, Kakà, Cafu, Dida, Serginho. Magari, fra qualche mese, Pato. Che è un obiettivo vero di via Turati.
DA QUALCHE SETTIMANA si è mosso con decisione Leonardo, Berlusconi ha dato lok. Ma niente aste, non si va oltre la cifra di rescissione del contratto, anzi meno. Poco sopra i dodici milioni. Di dollari, al massimo di euro. Sarà il ragazzo, la sua famiglia, il suo agente a dover scegliere il Milan. E si può sempre riconoscere a società e procuratore un premio nel caso di convocazione ai prossimi Mondiali o di una improbabile futura cessione nel caso arrivi davvero. Sarebbe più ragionevole delle cifre lette in questi giorni.
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