Joe Tacopina, brillante avvocato di New York, che nei mesi scorsi aveva fatto da intermediario nell'affare Roma-Soros, racconta a Repubblica la sua verità sulla trattativa saltata: "Avevo cominciato a lavorare al deal nel febbraio 2007, riuscendo a tenerlo segreto per un anno esatto. E avevo tirato dentro il miglior acquirente che la Roma potesse augurarsi, George Soros. Era lui che doveva comprare la Roma, non io. L'affare doveva chiudersi prima a febbraio di quest'anno, quindi a marzo, per 280 milioni di euro. Ad aprile, il giorno in cui sarebbe dovuta mettere per iscritto la dichiarazione di interesse formale, spuntò fuori un fantomatico arabo disposto a comprare per 400 milioni di euro. Quella era una "sola"... E lì è finito tutto".
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