Eurosport - ven, 03 ago 19:35:00 2007
Slitta ancora il deferimento di Danilo Di Luca, che sarebbe coinvolto in un'altra inchiesta, i cui documenti sono ancora al vaglio della Procura Antidoping del CONI. Intanto la Astana, ovviamente orfana di Vinokourov, parteciperà alla Vuelta Espana, che scatta il 1 settembre
Slitta per volontà della Procura Antidoping del CONI il possibile deferimento di Danilo Di Luca, l'abruzzese vincitore senza ombre dell'ultimo Giro d'Italia e poi ascoltato il 14 luglio dalla Procura Antidoping relativamente all'inchiesta "Oil for Drug", fatti del 2004 per i quali la posizione del corridore era stata archiviata dalla Procura di Pescara.
Prima di decidere sul deferimento di Di Luca, Ettore Torri, il capo della Procura Antidoping del CONI, vuole infatti attendere gli sviluppi dell'inchiesta penale in corso su Danilo Di Luca. Ed è questa la novità; la Procura si chiude però dietro il riserbo, spiega solo che si è venuti a conoscenza di una nuova inchiesta, le cui carte devono essere ancora lette. Atteso per i primi giorni della prossima settimana, il deferimento di Di Luca arriverà dunque oltre queste date, nel totale stupore del diretto interessato. "Cado dalle nuvole, di questa cosa non ne so assolutamente niente", il suo commento a caldo, mentre il suo legale Cecconi aggiunge che al momento nessun avviso di garanzia gli è stato notificato. L'attesa di Di Luca dunque prosegue, un attesa adesso più snervante di prima.
Dall'attesa di Di Luca al periodo di riflessione della Astana, la compagine autosospesasi per un mese dopo il caso di doping che in pieno Tour de France ha coinvolto il suo leader maximo, Alexander Vinokourov. Lo stop terminerà sicuramente il 31 agosto, la Astana è stata infatti invitata alla Vuelta Espana che scatta il prossimo 1 settembre. Ovviamente senza Vinokourov, che dunque in Spagna non potrà difendere il titolo conquistato un anno fa. Il Kazakistan che conta, compreso il vice capo del governo e tutta la Federciclo, è dalla parte di Vinokourov e grida al complotto. La realtà è ben diversa, ma il Kazakistan, ove l'immagine di Vino campeggia sui manifesti elettorali, preferisce ignorarla.
Nulla di cui scandalizzarsi, è lo stesso atteggiamento tenuto dal mondo dello sport spagnolo nei confronti di tutti i suoi numerosi tesserati coinvolti in Operacion Puerto ma mai toccati da alcun provvedimento. In Italia, vedi Ivan Basso fermato per 2 anni in relazione ad Operacion Puerto, vedi Di Luca torchiato per fatti di 3 anni fa, le cose, invece funzionano diversamente. Bisogna esserne orgogliosi, ma il ciclismo ha bisogno di regole uguale per tutti.
Fabio Panchetti / Eurosport