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Sheva e Dinho tagliano stipendio

mer, 03 set 18:40:05 2008

Milano, 1 settembre 2008 - C'era una volta il calciomercato, colmo di soldi, sogni e campioni. Dove presidenti dalle mani bucate spendevano senza preoccuparsi dei bilanci, dove si acquistava tutto, subito e per contanti. Di quel mercato sono rimasti soprattutto i sogni (perché alla fantasia dei patron e dei tifosi non c'è mai limite), qualche campione, e pochi soldi. Il calcio, suo malgrado, si è adeguato all'andazzo generale. La congiuntura economica sfavorevole non ha risparmiato nessuno, neppure il dorato mondo del pallone che sembrava intoccabile. E così, per acquistare Ronaldinho si è aspettato che il prezzo scendesse da 70 (fanta)milioni di euro a 15. E per far tornare Shevchenko in Italia si è speso quanto sarebbe necessario per il cartellino di un discreto giocatore di C.   A proposito del brasiliano e dell'ucraino: è arrivata finalmente l'ora di snocciolare cifre e raccontare piccoli retroscena. Cominciamo dalle prime. Ronaldinho voleva il Milan a tutti i costi e prova ne è il fatto che abbia rinunciato a parecchi milioni (c'è chi dice 30 complessivi). Questo perché il Manchester City gli offriva molto di più (12 milioni netti per 5 anni!) dei 6.5 milioni che risultano da contratto con il Milan e lo stesso Dinho, pur di facilitare la trattativa fra rossoneri e Barcellona ha rinunciato al 15 per cento che gli sarebbe spettato sull'importo stabilito per la cessione del suo cartellino. Non solo: il brasiliano era disposto a sottoscrivere un biennale, ma è stato Galliani (che già aveva dovuto abbassargli l'ingaggio dagli 8,5 milioni promessi due anni fa ai 6,5 attuali) a insistere per un triennale con scadenza 2011.   Ancor più vantaggiosi (fuori mercato, verrebbe da dire) i numeri della trattativa Shevchenko: l'ucraino pur di lasciare Londra si è ridotto lo stipendio del sessanta per cento circa, passando dagli 8 milioni percepiti al Chelsea ai 3,5 che gli garantisce il Milan. Che, va detto, non ha l'obbligo di riscattarlo a fine stagione: se volesse farlo, però, dovrà versare 10 milioni nelle casse del club di Abramovich. Si capisce, dunque, perché Berlusconi abbia bloccato sul più bello a fine giugno una trattativa che stava per concludersi sul panfilo di Wenger in Costa Azzurra: Galliani aveva già definito tutto per Adebayor, ma con quei 25 milioni il Milan è riscito fra luglio e agosto a portarsi a casa Ronaldinho, Shevchenko e Senderos. Capito il senso degli affari? Battute a parte, la sessione estiva di mercato ha detto chiaramente che, tranne rare eccezioni, di follie se ne fanno ben poche. L'ha fatta la Juventus per Amauri (però sacrificando alcuni dei suoi giovani più interessanti, come Nocerino e Lanzafame), l'ha fatta nelle ultime ore l'Inter, mettendo a disposizione di Mourinho l'ultimo tassello richiesto dal tecnico portoghese, ovvero Quaresma. Anche qui bisogna capire cosa si nasconde dietro il "balletto" delle cifre. Venti milioni più Pelè (valutato 6-7 milioni), secondo le prime indiscrezioni; 22 milioni più 3 milioni di bonus e Pelè, riferiva chi ha seguito l'affare molto da vicino; 18,3 milioni più 6 di Bonus e Pelè (valutato 6 milioni) è riportato sul sito del Porto. Comunque, un investimento di circa 30 milioni di euro. Mica poco per un giocatore che ha fatto la riserva di Simao. Il tempo ci dirà chi ha avuto ragione. Ha rinunciato invece al gran colpo la Roma: l'operazione Eto'o sarebbe costata 70 milioni, tutto compreso. Troppo per una società che ha grandi ambizioni ma pure giganteschi debiti. Accontentiamoci dunque di acquisti "minori" (per modo di dire...), di affari fra saldi e scambi, ingaggi di svincolati e prestiti (talvolta onerosi con diritto di riscatto, è questa l'ultima moda). Perché oggi anche le comproprietà sono troppo onerose, e tutti tendono ad avere il massimo della qualità con il minimo sforzo (economico). E allora ben vengano dirigenti bravi e furbi come Marotta, capaci di prendersi Cassano senza spendere un euro dopo aver escogitato contratti ricchi di clausole, bonus e promesse. Il mercato è cambiato, ma i buoni affari si possono fare lo stesso. Basta pensarci un po'...

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Commenti 1 - 3 di 3

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  1. .... AH ...QUANTI CRETINI VORREBBERO FARE ALLORA...IL­ CALCIATORE !!!

    Da Ma Meglio, il lun 1 set 19:46
  2. ma nn si capisce nulla con le lettere sbagliate !!

    Da zorro, il lun 1 set 17:57
  3. Spero che ora non moriranno di fame visto che si sono­ abbassati lo stipendio......chissà se arriveranno a­ fine mese!

    Da Naar, il lun 1 set 16:14
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