Eurosport - lun, 03 dic 19:14:00 2007
L'urna di Lucerna lascia l'amaro in bocca all'Italia che è inserita in un girone difficilissimo. Equilibrati i gruppi A e D, Germania sulla carta favorita con Austria, Croazia e Polonia
Non esattamente un'equa ripartizione delle forze in campo. Ci aveva messo parecchio del suo la UEFA al momento della creazione delle fasce, il resto lo hanno fatto le manone di Jurgen Klinsmann, Didier Deschamps e di altri sei capitani vincitori delle passate edizioni dell'Europeo.
Il risultato è un girone esplosivo (quello dell'Italia, ndr) due di buona qualità e un quarto che possiamo già intendere come un tappeto rosso al passaggio ai quarti della Germania. Del Gruppo C abbiamo già detto praticamente tutto, il triplo deja-vu di Euro 2000 autorizza al gruppo di Donadoni l'uso di corni e quant'altro ricordando come andò a finire a Rotterdam, qualora dovesse andare bene gli azzurri incrocerebbero una transfuga dal gruppo D.
All'UEFA devono essersi divertiti come matti a riproporre sulle Alpi le sfide delle qualificazioni, così dopo Italia-Francia e Olanda-Romania non poteva non esserci anche Spagna-Svezia. Tra loro e il passaggio ai quarti ci sono di mezzo la Russia di Hiddink, che magari non solletica gli entusiasmi ma che se ha eliminato l'Inghilterra un motivo ci sarà, e la Grecia di Rehhagel, che in silenzio proverà l'inedita ripetizione dei miracoli.
Dall'altra parte del tabellone, il gruppo B ha un forte sapore mitteleuropeo, ma con i riferimenti storico-politici preferiamo fermarci qua. Piuttosto, tecnicamente si tratta del miglior rettilineo possibile per la Germania, visto che l'Austria non è proponibile a questi livelli e la Polonia può sperare solo di emozionare Klose e Podolski al pensiero di incontrare la loro terra d'origine.
Più equilibrato il gruppo A, da cui potrebbe uscire la sorpresa dell'Europeo. Il Portogallo persevera nel tentativo di vincere un grande torneo senza centravanti, la Repubblica Ceca è un avversario da tenere sempre il più lontano possibile, la Svizzera programma ormai da anni il giorno del rilancio nel calcio che conta. Elvetici che ritroveranno la Turchia, tre anni dopo il turbolento - diciamo così - finale di gara di Istanbul che costò squalifiche a raffica alla squadra di Terim. Meglio, molto meglio, se di quella sfida le due Nazionali ripetessero la straordinaria altalena di gol e emozioni che precedette il patatrac finale. Al St. Jacob's Park ringrazierebbero sentitamente.
Federico Casotti / Eurosport