Eurosport - lun, 03 dic 14:06:00 2007
Intervista shockkante di Michael Rasmussen in Olanda. Il danese, cacciato dall'ultimo Tour de France quando era in maglia gialla, ammette, di aver pensato, in quei giorni, anche al suicidio
"Quella notte ho pensato al suicidio". Lo ha rivelato a De Telegraaf Michael Rasmussen, il danese uomo scandalo dell'ultimo Tour de France, che stava letteralmente dominando prima di venire cacciato, per essersi reso irreperibile nel periodo precedente al via della corsa, quando aveva saltato almeno 2 controlli antidoping a sorpresa.
La notte dei tormenti di Rasmussen è quella del 25 luglio, poche ore dopo essere stato, ufficialmente, escluso dalla corsa, lui che era a quel punto in maglia gialla. "Era mezzanotte, cinque ora prima avevo esultato per la vittoria di tappa, cinque oro dopo ero solo in camera, io e il muro. Mi sentivo come se il mondo mi fosse crollato addosso, per fortuna che non ho trovato una corda, altrimenti non sarei qui" - aggiunge il danese.
"Avevo problemi personali dal mese di marzo, volevo allenarmi per il Tour con la massima tranquillità possibile, per questo motivo era meglio che tutti pensassero che fossi in Messico, mentre i miei tecnici della Rabobank sapevano benissimo che mi stavo allenando in Italia, un po' sulle Alpi, un po' sulle Dolomiti. Il 7 giugno ad esempio mi trovavo a Bergamo, dove ho incontrato, per un paio d'ore, il mio ds Breukink".
Licenziato dalla Rabobank dopo la vicenda del Tour, Michael Rasmussen è al momento senza squadra. Al suicidio non pensa più, il proprio suicidio ciclistico, barando con la UCI, negando di aver barato, negandolo a più riprese, prima di ammettere in tutte le salse il proprio errore, quello lo ha già consumato. Lo chiamano il Pollo, Rasmussen, non a caso.
Fabio Panchetti / Eurosport