Dakar 2008 - "E' un dramma"

Eurosport - ven, 04 gen 16:33:00 2008

Piloti e manager protestano contro la decisione presa in maniera tardiva di annullare la Dakar, pur comprendendone i motivi. Profonda la riflessione di Bruno Saby, che vede in serio pericolo anche il futuro della Dakar in Africa

2006 Dakar Yamaha Fretigne Stage 14 - 0

E' ampio il coro degli scontenti per la clamorosa decisione, senza precedenti, presa dagli organizzatori di annullare la Dakar 2008 pre motivi di sicurezza. Tra questi c'è sicuramente il francese David Fretigné (nella foto), che come tanti suoi colleghi ha fatto tanti sacrifici per nulla.

"Vorrei tanto sapere perchè questa decisione è stata presa così tardi - ha spiegato il centauro della Yamaha - così vanno in fumo mesi e mesi di lavoro. Sono un professionista, questo è il mio mestiere. Ormai purtroppo non ci posso fare più niente. Non ci sono parole per descrivere il mio stato d'animo. E' un dramma".

Gli fa eco Andrè Dessoud, a capo del Nissan Team: "La decisione è stata presa per un valido motivo ma ci dà parecchio fastidio. Abbiamo faticato duro e investito molti soldi. Abbiamo perso tutto il petrolio che avevamo mandato per le gare e dobbiamo richiamare indietro i camion impiegati per trasportare le vetture fino a Lisbona".

"E' un momento triste per tutte le squadre" sintetizza così lo stato d'animo generale il portoghese Carlos Sousa mentre un altro pilota, Bruno Saby, vincitore della Dakar nel 1993 e che avrebbe dovuto prendere parte all'edizione 2008 al volante della BMW X3, vede in pericolo la competizione anche per il futuro nel continente africano e fa una riflessione che va oltre l'annullamento della gara.

"Questo annullamento è un boomerang per l'Africa - sostiene Saby -. Ormai alcuni organizzatori delle corse automobilistiche non vorranno più prendersi il rischio di andare li. E' molto triste, perchè l'Africa è un continente regolarmente abbandonato e il passaggio della Dakar permetteva anche degli aiuti umanitari. Ora, con questa cancellazione, l'Africa rischia di essere ancora di più dimenticata".

Pedro Silva Pereira, ministro alla Presidenza portoghese, dichiara "La prima priorità deve essere la sicurezza". Quella degli organizzatori "é una responsabilità immensa: sono sempre stati scrupolosi sulla questione della sicurezza".

Fabio Casati / Eurosport