Eurosport - lun, 04 feb 19:27:00 2008
La sconfitta di Siena spinge i giallorossi a -8 da un'Inter che sembra sempre più imprendibile
Solo una settimana fa si pensava allo scontro diretto del 27 febbraio come la partita del possibile aggancio. I punti di distacco, prima dell'ultima giornata, erano cinque. Un pareggio nerazzurro e una ipotetica vittoria giallorossa l'avrebbero ridotto a tre, con la possibilità poi di azzerarlo a San Siro nella partita delle partite a fine mese.
La 21° giornata ha invece detto che la Roma, nonostante sia l'avversaria in assoluto più pericolosa per l'Inter, non è ancora allo stesso livello dei nerazzurri. La sconfitta del Franchi contro il Siena oltre che nel risultato, è pesante anche nel morale.
Ogni volta che la formazione di Spalletti ha di fronte a sé la possibilità di avvicinare i nerazzurri, la Roma cade, inspiegabilmente e senza motivo. Di fronte c'era un ottimo Siena, è vero, ma la Roma, se vuole vincere lo scudetto, deve andare al Franchi e vincere.
Quello che invece si è notato è una squadra con poco mordente e completamente fuori fase. De Rossi è un fantasma, Totti irriconoscibile, dal folletto Taddei nemmeno un guizzo; e così facendo si rimediano solo brutte figure.
Peccato; l'Inter, forse, per la prima volta sentiva il fiato sul collo. I ragazzi di Mancini hanno faticato non poco per avere ragione di un Empoli ben messo in campo e che ha lottato per 90 minuti su tutti i palloni.
Poco male, però. Se anche quando l'Inter gioca male, vince; allora significa che non c'è molto da fare. Soprattutto se le avversarie cadono ancor prima di avvicinarsi.
Andrea Tabacco / Eurosport