Eurosport - ven, 04 apr 20:30:00 2008
Il patron della Formula Uno usa molta diplomazia nel commentare lo scandalo che ha colpito Max Mosley
L'assemblea generale convocata d'urgenza potrebbe non essere la via di fuga sperata. Max Mosley, infatti, resta sotto scacco, e dopo l'attacco frontale sferrato dalle maggiori case automobilistiche (Bmw e Mercedes in prima linea, con Honda e Toyota al seguito), non lo può rassicurare il silenzio, più o meno velato, delle scuderie. Perché il circus della Formula 1, anche se si trincera dietro tanti 'no comment', o 'non sono affari nostri', non è rimasto insensibile allo scandalo che ha travolto il presidente della Fia.
"Decide lui il suo futuro, Max sa cosa deve fare", ha detto Bernie Ecclestone, che poi ha aggiunto - Vado d'accordo con Max, non ho nessun problema.Saprà fare quello che deve.E' lui che decide come vanno le cose all'interno della Fia, non io. Questa storia non ci tocca in nessun modo. Non è quello che penso io che conta, ma è quello che pensa la gente". Il patron del Mondiale delle monoposto, è sbarcato nel paddock del circuito del Bahrain oggi: basso profilo, lunghi incontri con le scuderie (si è fermato più di mezzora alla Renault con il suo amico Flavio Briatore), ma certo qualche imbarazzo per la storiaccia che macchia ancora il mondo dei motori, dopo la spy story della stagione scorsa, c'è. Il video con l'orgia sado-maso in stile nazista con Mosley protagonista non è piaciuta a Ecclestone, che però vuole rimandare alla stessa Fia le decisioni sul caso.
Per Mosley, dunque, il futuro non è dei più rosei. "Ho ricevuto tanti messaggi di stima da parte delle federazioni motoristiche che dicono che la mia vita privata non centra con il ruolo che svolgo e di non mollare" - si legge in una lettera scritta proprio dal presidente della Fia. Basterà a salvarlo?
Eurosport