Eurosport - dom, 04 mag 17:41:00 2008
Tre punti che potrebbero essere decisivi ma non sono ancora sufficienti; sono quelli che i ducali strappano a un buon Genoa
Il Parma esce dal campo stremato, ma vivo. E consapevole del fatto che l'impresa che si chiama salvezza si può fare.
La squadra di Cuper, zeppa di assenti e piena di acciacchi, gioca nell'unico modo possibile per una squadra che deve vincere tre partite su tre. All'attacco: ma nel primo tempo non riesce quasi mai a rendersi pericolosa. Forse per la paura di sbilanciarsi, forse anche per la capacità del Genoa di ripartire con velocità cercando ora Leon ora Borriello in contropiede. Ma anche per quella paura che dopo le ultime disastrose prestazioni, rischiava di essere una pesantissima palla al piede di una squadra che sembrava quasi impaurita anche solo di provare a giocarsi la partita.
Nel primo tempo un colpo di testa di Lucarelli, una girata sul fondo di Morrone sono le quasi casuali occasioni che portano il Parma dalle parti di Rubinho che per altro, con alcune uscite a vuoto (controsole) ci mette del suo per alimentare le offensive dei ducali. Un gran numero di calci piazzati gettati dalla tre quarti verso l'area sono un altro dato evidente, ma in netto contrasto con il numero di palle gol: poche.
Nel secondo tempo il Parma comincia subito osando. E la partita cambia volto perché finalmente agli emiliani riesce quello che nella prima parte del match era stato espresso solo a titolo di intenzione: Lucarelli si danna l'anima a farsi trovare puntuale sulle accelerazioni di un Reginaldo generosissimo e le occasioni finalmente arrivano costringendo il Genoa sulla difensiva, anche a qualche pasticcio. Mariga sulla destra mette in crisi la difesa rossoblu e al 57', proprio su uno spunto che coglie del tutto impreparata la retroguardia genoana, arriva il gol: Lucarelli raccoglie un cross di testa e colpisce la traversa, poi su un secondo appoggio di Morrone, sempre di testa, insacca in posizione sospetta, ma regolare. E' il gol partita che porta ossigeno alla testa e nel sangue.
Ma scatena la reazione del Genoa non consente al Parma di rilassarsi proprio mai: Figueroa manca un facile tiro dagli 11 metri, Borriello gira di testa sul fondo un cross splendido di Sculli. E poi gli ingressi di Wilson e Vanden Borre evidenziano la crescita di condizione fisica di un Genoa ancora brillante nel finale e il crollo di un Parma sfinito e senza cambi utili. Finisce con i ducali in trincea, bravi a ripartire e a conquistare falli importanti, ma soprattutto nel portare a casa con una sofferenza indicibile, ma forse anche per questo ancora più importante, una vittoria fondamentale per il futuro.
Stefano Benzi / Eurosport