Tour de France - Il Tour di Evans e Valverde?

Eurosport - ven, 04 lug 18:55:00 2008

Sono Cadel Evans e Valverde sulla carta i due grandi favoriti del 95° Tour de France. 180 i corridori al via, è la consueta parata di stelle. Cunego e Riccò i due arpioni italiani

CYCLING Tour de France 2007 Peloton Feature Start - 0

20 le squadre ammesse al via, 180 i corridori iscritti, in rappresentanza di 29 differenti nazioni, a partire dai 40 transalpini che rappresentano il contingente nazionale più numeroso. 21 i corridori italiani presenti, siamo i terzi per quantità (dopo i francesi, ecco infatti i ben 30 iberici in gara)

Un australiano, Cadel Evans, che sarebbe il primo canguro della storia a farcela (è già il miglior aussie nella storia della Boucle, dopo il secondo posto di un anno fa) e uno spagnolo Alejandro Valverde, occupano la prima fila nella griglia dei pretendenti alla vittoria. Il primo ha ultraesperienza da Tour, ma forse non una squadra super. Il secondo ha la squadra giusta per puntare al massimo obiettivo, ma dovrà non incappare in quella giornata no che nei Tour cui ha preso parte gli è sempre capitata. Il sesto posto di un anno resta il suo &lsquobest' al Tour, anche l'unico che ha terminato. Quest'anno, in più, il murciano potrà correre senza avere sulla testa il peso delle nubi, ormai dissolte, di Operacion Puerto (la Spagna ha chiuso il tutto a chiave, e il buon Valverde, che c'era piuttosto dentro, l'ha scampata. Beato lui e meno beato il nostro Ivan Basso.). Il russo Denis Menchov e i due fratelli del Lussemburgo, Frank ed Andy Schleck, più del nostro Cunego e dello spagnolo Sastre gli altri uomini in grado di inseguire il podio più alto.

Riccardo Riccò, uno dal quale puoi aspettarti di tutto, nel bene e nel male, parte come uno dei più accreditati candidati alla maglia bianca di miglior giovane, che fu di Cunego nel 2006. Riccò dovrà vedersela con il ceko Kreuziger, recente trionfatore al Giro di Svizzera, senza dimenticare che anche Andy Schleck è in età per competere anche al bianco e che lo svedese Lokvist è un temibile regolarista, sulla carta molto adatto per questo Tour.

La maglia verde, più di qualche successo parziale è il vero obiettivo degli sprinter presenti. Assenti per varie ragioni Boonen (l'ultima maglia verde del Tour, sgradito al Tour dopo essere caduto nella polvere, quella bianca denominata cocaina) Petacchi (ancora sotto esagerata squalifica) e Bennati (il ginocchio ha ripreso a fare le bizze) , la battaglia, e sui traguardi di giornata e in chiave parigina, avrà quali protagonisti guerrieri da volata come Hushovd, Mc Ewen, Freire, Steegmans che dovranno fare i conti con la gioventù esplosiva di Cavendish e Ciolek. Coltello tra i denti dunque d'obbligo per Francesco Chicchi, il velocista più puro che l'Italia porta al Tour. Vincere una tappa sarebbe come fare bingo per l'ex campione del mondo Under 23 (lo fu a Zolder nel 2002, un giorno prima del ruggito mondiale di Mario Cipollini)

Il colombiano Soler spera di confermarsi a Parigi, come un anno fa, maglia a pois di miglior scalatore, e infine ecco le stelle del firmamento ciclistico, quelli che corrono il Tour sapendo di non poterlo vincere ma per regalare spettacolo ed emozioni. Capeggia la fila Spartacus Cancellara, che punta a vincere la crono del 4° giorno, per indossare la maglia gialla (maglia gialla che al Tour 2007 indossò per la prima settimana). Subito dietro a lui panzer Voigt, che cerca compagni di fuga giusta da staccare nel finale, tedesco è anche Stefan Schumacher, intenzionato (forse) a cimentarsi per la classifica. Non lo faranno invece i nostri Ballan e Pozzato, due che il Tour non lo vinceranno ma che alla prima maglia gialla, sulla rampa di Plumelec, puntano fiches pesanti. E quella prima prestigiosissima maillot jaune sta finalmente per essere assegnata. Con lei, finalmente, il 95° Tour de France è pronto ad esalare i suoi primi, attesissimi respiri. Ca c'est le Tour, la corsa di ciclismo più importante del mondo. Anche uno dei fiori all'occhiello, da sempre, della programmazione di Eurosport, partner ufficiale del Tour da più di 15 anni.

Fabio Panchetti / Eurosport

Commenti 1 - 2 di 2

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  1. Armstrong era solo il re dei dopati, correva solo il tour perche' erano gli unici organizzatori ad ammetterlo alle gare, se invece che americano fosse stato di un'altra nazione avrebbe smesso di correre molti anni prima

    Da Italo P, il sab 5 lug 11:45
  2. nn è piu lo stesso tour ogni anno kambia un protagonista creo ke d armstrong ce ne è stato solo 1 e nn ne nasceranno piu si mettino l' anima in pace tutti i cronisti e gli esperti di ciclismo le roi de tour era solo lui ....w LANCE

    Da raffaele s, il ven 4 lug 19:05
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