Il rovescio della medaglia - Wimbledon, promossi e bocciati
Diamo i voti ai protagonisti dello Slam inglese, che ha incoronato Novak Djokovic campione per la prima volta in carriera. Il massimo dei voti, ovviamente, va proprio al serbo, ma nella nostra top-ten c’è anche un nome nuovo: Bernard Tomic
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10 e lode – Novak Djokovic: non serve dilungarsi più di tanto, basta ricordare qualche numero: la stagione è giunta al giro di boa, e Nole ha già incamerato due Slam, ha alzato otto trofei, ha battuto Nadal cinque volte, insomma ha vinto sempre...a parte la semifinale del Roland Garros contro Federer. Ah, dimenticavamo: è diventato anche il nuovo numero 1 del mondo. Contrariamente a quanto accade nel tennis femminile, qui la classifica non mente
9 – Rafael Nadal: nella cerimonia di premiazione l’ex re del tennis non ha potuto celare tutto il proprio sconforto, che forse è anche un misto di preoccupazione al pensiero che adesso, sopra di lui, c’è qualcuno che può batterlo su ogni superficie. Ma una finale ai Championships resta sempre un grande risultato. Battendo gente come Del Potro e Murray, non proprio gli ultimi arrivati
9 – Bernard Tomic: il compatriota di Hewitt ha messo in bella mostra tutte le sue qualità sull’erba inglese. E’ nato in Germania, ma non è Becker, che vinse all'All England Club a 17 anni; in compenso, parte dalle qualificazioni e raggiunge i quarti di finale. Strappa pure un set a Djokovic. Tanto di cappello
8.5 – Jo-Wilfried Tsonga: Il suo capolavoro è la rimonta vincente contro Sua Maestà Roger Federer nei quarti di finale. Dopo i primi due set, quanti avranno puntato anche soltanto un euro sul francese? Giocando a ‘braccio sciolto’ e senza pensieri, può risultare devastante. Fed-Express se n’è accorto suo malgrado. Gli manca sempre qualcosa in termini di continuità, ma contro Djokovic ha fatto quel che ha potuto
8 – Andy Murray: Fred Perry resta l’ultimo inglese ad aver vinto nello Slam di casa. Dal 1936 i britannici aspettano un suo erede, ma il buon Andy li ha delusi ancora una volta. Lui ha talento da vendere, gioca bene, ma...Nadal e Djokovic sono ancora un gradino sopra. Tutto qui
7.5 – Roger Federer: molti, tra gli addetti ai lavori, lo consideravano il vero favorito del torneo, non soltanto per i meriti acquisiti negli anni (e cioè per il suo invidiabile curriculum sull’erba inglese) ma anche per quelli più recenti, vale a dire l’ottima prestazione fornita al Roland Garros. L’imprevisto scivolone con Tsonga potrebbe avere forti ripercussioni sul morale e sulle convinzioni dello svizzero, che ha intrapreso la parabola discendente della carriera, ma possiede ancora i colpi del fuoriclasse. Alla lunga rischiano di non bastare più
7 - Feliciano Lopez: Ha rischiato la bocciatura, perché contro Kubot il favorito di mamma-Murray poteva tranquillamente uscire scena: nel tie break del terzo set ne ha combinate di tutti i colori, ma ha salvato anche due match point al polacco, finendo poi per spuntarla al quinto rimontando dallo 0-2. Degna di cronaca anche la sua vittoria con Andy Roddick al terzo turno.
5 – Tomas Berdych: Immaginiamo che il ceco possa risultare croce e delizia per gli scommettori: capace di arrivare in finale un anno, e poi di fermarsi agli ottavi in quello successivo. A sua parziale discolpa, va detto che Mardy Fish è un giocatore di tutto rispetto quando è al top della forma.
5 - Robin Soderling: Se il divorzio da Pistolesi nasceva dall'esigenza di fare un ulteriore salto di qualità per avvicinarsi ai primi della classe, verrebbe da dire che l'obiettivo è già fallito in partenza
5 – Gli italiani: da un certo punto di vista sono senza colpe, spieghiamo perché: Flavio Cipolla, abile a passare le Forche Caudine della qualificazioni, e incappato poi nel gigantesco (soprattutto per lui) Del Potro. Simone Bolelli, fortunato ad entrare nel tabellone principale come lucky loser, ha battuto Fischer e si è superato con Wawrinka, prima di arrendersi al talento puro di Gasquet. Andreas Seppi, reduce dai fasti di Eastbourne, ha vinto un match che doveva vincere con Montanes, poi ne ha perso uno che poteva perdere con Baghdatis. Filippo Volandri sull’erba non è mai stato competitivo, figuriamoci contro Berdych. Idem per Potito Starace, che ha trovato Wawrinka. E allora perché il 5 in pagella? Proprio per questo, perché non potevamo vantare ambizioni...Non possiamo neanche rammaricarci se è andata a finire in questo modo.




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