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Chievo: Presentati Yepes, Esposito e 'Foquinha' Kerlon

Gio 04 Set, 11:45 AM


Sono stati presentati ieri a Veronello, prima della seduta pomeridiana, i quattro nuovi acquisti gialloblù ufficializzati nell’ultimo giorno di calciomercato. Dopo le foto di rito, le interviste con le emittenti locali.

Santiago Morero: “Se conoscevo già il Chievo? Sì, conosco la storia di questo Club, soprattutto le bellissime stagioni che ha disputato nei suoi primi anni di serie A … è stata una vera rivelazione! Domenica la squadra è partita con il piede giusto vincendo una partita importante. Spero di riuscire a ritagliarmi uno spazio in questo gruppo”. Santiago, Morero, o un nomignolo particolare? "Mi chiamano More, o Santi: ma sono degli abbreviativi, più che dei soprannomi … quella è una  tradizione tutta brasiliana”. A proposito di Brasile,  Kerlon 'Foquinha': “Sono felice di essere arrivato in Italia e di avere l’opportunità di giocare in serie A: di questo sono grato al Chievo. Non vedo l’ora di mettermi alla prova anche se dovrò avere un po’ di pazienza: sto recuperando ancora dall’infortunio al ginocchio e ho bisogno di almeno due-tre settimane per ritrovare in pieno la condizione”. Sulla maglia porta la scritta ‘Kerlon’, anche se è meglio noto come ‘Foquinha’ per la sua abilità nel palleggiare di testa … “Quale nome preferisco? Vanno bene entrambi, ma se proprio devo scegliere, allora dico Kerlon”. Il brasiliano preferito? “Ronaldinho, per la sua fantasia. Ma mi piacciono molto anche Luciano e Cesar del Chievo!”. Obiettivi, aspettative? “Un bel campionato con il Chievo, e la salvezza in serie A”. Mauro Esposito, il curriculum parla chiaro sull’esperienza del nuovo attaccante gialloblù: “Sì, ho militato in diverse squadre e questo ha arricchito la mia esperienza personale e di calciatore. E’ vero anche, però, che nelle ultime due annate ho giocato poco, sia a causa di un infortunio al crociato, sia perché a Roma non ho trovato molto spazio ... Un motivo in più per avere tanta voglia di far bene. Di far bene qui al Chievo, dove spero di poter giocare con più continuità, anche se sono consapevole di dover affrontare una dura concorrenza”. Iachini gioca col 4-3-3 … “E’ proprio il modulo adatto a mettere in risalto le mie caratteristiche. Di solito gioco sulla fascia destra, ma sono a disposizione del mister in caso di necessità”. Vecchie conoscenze tra i nuovi compagni? “Con Pinzi e Langella ho giocato assieme: in particolare ad Antonio mi lega un bellissimo periodo trascorso a Cagliari. Conosco anche Italiano e Mandelli. Bel gruppo, sono curioso di conoscere gli altri”. Tra lo spagnolo e l’italiano, si presenta poi Mario Yepes: “Cosa sapevo del Chievo? Ne ho sempre sentito parlare come di una squadra che gioca un buon calcio, molto offensivo. So che l’anno scorso ha disputato un campionato straordinario riuscendo a conquistare la promozione dopo un anno di serie B”. Come ti descriveresti? “Sono un difensore centrale, mancino di piede. Penso di aver maturato una buona esperienza nel calcio europeo". Obiettivi per quest’anno? “La permanenza in serie A, il Chievo e i suoi tifosi lo meritano. A livello personale, spero di riuscire ad inserirmi nel gruppo, a ritagliarmi uno spazio e a mettere in mostra le mie qualità”. Una curiosità sul numero scelto, perché proprio il 33? “Semplicemente perché non c’erano a disposizione  i numeri con cui gioco di solito, il 3 e il 6 … Ma a pensarci bene, 3 più 3 fa proprio 6: perfetto!”. La parola quindi anche a mister Iachini, che esordisce con una battuta: “Finalmente si è chiuso il mercato! La nostra idea, quella dello staff e della Società, era completare e arricchire la rosa. Formare un gruppo con diversi giocatori importanti, portando la giusta concorrenza, competitività e le opportune alternative in ogni ruolo.  A questo punto, possiamo lavorare con il gruppo al completo e faremo il massimo per aiutare i nuovi arrivati ad inserirsi sia sotto l’aspetto fisico che sotto quello tattico e relazionale. Direi che la sosta, in questo senso, arriva proprio a puntino …".  Uno sguardo al mercato delle altre, qualche avversaria particolarmente temibile? “Tutti si sono rafforzati. Non citerei nessuna squadra in particolare, chi più chi meno ha ‘corretto il tiro’  e completato il proprio gruppo. Ma cominciamo subito con l’idea di non guardare troppo agli altri, pensando invece a mettere in campo quello che abbiamo già dimostrato di saper fare”.  

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