Venticinque milioni di sterline, circa 40 milioni di euro. Tanto costera` agli organizzatori l`annullamento della Dakar `08. La mancata partenza del raid piu` famoso del mondo, che dal 1978 regalava momenti da leggenda, non e` solo un danno per il mondo dello sport. Anche il lato economico, sempre piu` importante negli ultimi anni, e` un aspetto da considerare. Dal clamoroso annullamento della corsa deciso a poche ore dal via a causa della minaccia terroristica in Mauritania ci rimettono tutti, piloti, team e sponsor, e soprattutto gli organizzatori, i francesi dell`ASO (Amaury Sport Organisation, gli stessi del Tour de France). I 40 milioni di euro usciti dalle loro tasche non torneranno indietro. Ma questa volta la paura di attentati durante la corsa ha prevalso rispetto alle esigenze dettate dal denaro. `La nostra responsabilita` primaria e` assicurare la sicurezza di ognuno nei Paesi attraversati dal raid` , ha detto ieri il direttore della Dakar, Etienne Lavigne.
Fonti vicinissime all`organizzazione, riportate dal sito gpupdate.net, parlano invece della mancanza di copertura assicurativa come principale motivazione della non-partenza dell`edizione 2008. Nessuna compagnia si sarebbe sentita in grado coprire l`evento dopo le ripetute minacce ricevute da parte di gruppi terroristici attivi nella zona occidentale dell`Africa. Questa sarebbe la vera ragione di un annullamento tanto clamoroso quanto inevitabile.
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