Eurosport - mer, 05 mar 18:01:00 2008
L'addio prematuro all'Europa contro i baby fenomeni dell'Arsenal è il primo passo verso una rivoluzione ormai inevitabile, già iniziata col ritiro di Paolo Maldini e che solo il raggiungimento del quarto posto potrebbe attenuare ma non scongiurare
"L'Arsenal ha meritato". Da Berlusconi a Galliani, da Ancelotti a Maldini, sono tutti d'accordo nell'accettare sportivamente la resa - effettivamente poco eccepibile - coi Gunners e la conseguente eliminazione dalla Champions League del campione d'Europa e del mondo in carica. Niente finale bis a Mosca, dove Paolo Maldini sognava di chiudere la sua strepitosa carriera, costellata e ricca di soddisfazioni. Invece il capitano rossonero, che a fine stagione appenderà le scarpe al chiodo, chiude la sua lunga esperienza continentale nella triste serata di San Siro, alla presenza numero 172.
Quanto all'eliminazione c'è poco da dire. L'Arsenal ha dimostrato una maggiore freschezza dal punto di vista atletico nei 180 minuti globali è stato superiore in tutto, prima dei due gol decisivi Fabregas e Adebayor avevano colpito una traversa per uno e Kalac aveva salvato in più di un'occasione un Milan troppo rinunciatario a Londra e con le idee appannate a San Siro nonostante il rientro di Kakà, preservato apposta per questa partita. Il crollo finale è stato quasi inevitabile e i Gunners - inesauribili, un pozzo di energia e tecnica - alla fine sono stati capaci di far valere una carta d'identità di parecchio più verde rispetto a quella dei rossoneri.
"Non è un dramma, non è finito nessun ciclo": le parole di Adriano Galliani cercano di alleggerire il peso di una sconfitta comunque difficile da digerire. "Ma non finisce la storia di questa squadra - spiega il vicepresidente vicario rossonero - per il futuro il gruppo è questo e l'allenatore anche, e restiamo comunque assolutamente sereni". Per il momento non c'è aria di restaurazione, nessuno è sotto esame. Prima c'è da salvare il salvabile, ovvero c'è da raggiungere quell'unico obiettivo rimasto, il quarto posto. Perché, come ha detto Berlusconi, "E' impensabile vedere il Milan fuori dalla Champions League".
Se l'impensabile dovesse invece materializzarsi, la rifondazione - a ranghi completi - sarebbe inevitabile. A partire dalla posizione di Ancelotti, che non sarebbe più così sicura, mentre l'operazione di ringiovanimento, continuamente rimandata, diventerebbe un 'must'. I nomi di Zambrotta e Drogba, non giovanissimi ma neanche degli 'Over 30', sono i più gettonati per pianificare l'immediato futuro. Ma non saranno gli unici. Comunque vada a finire la stagione.
Fabio Casati / Eurosport