Eurosport - sab, 05 apr 19:10:00 2008
Nasce un comitato per raccogliere fondi nel tentativo di mantenere viva la Sparkling. Intervista al promotore, Alessandro Allara
A poche ore dall'assegnazione a Milano dell'Expo 2015, nasce il Comitato Volley Milanese. L'obiettivo è quello di raccogliere fondi che possano evitare il fallimento della Sparkling Milano e portare all'attenzione del mondo sportivo e non, la situazione drammatica in cui versa il volley (e tutto lo sport ingiustamente definito minore) nella metropoli meneghina. Abbiamo intervistato l'ideatore di questa importante iniziativa, Alessandro Allara, già consigliere della squadra milanese.
Come nasce l'idea del comitato e quali obiettivi si propone?
Il comitato nasce principalmente da un'esigenza immediata, quella di intervenire attivamente nel tentativo di risolvere la crisi societaria in cui attualmente versa la Sparkling Volley. Inoltre è figlio di un progetto ormai consolidato della Sparkling, il club, presentato un anno fa a Palazzo Marino nel corso del convegno che riunì le eccellenze dello sport milanese intorno ai problemi del sistema sportivo metropolitano. Presentarlo oggi, a pochi giorni dalla vittoria dell'Expo 2015? Una coincidenza ma per un innamorato di questa squadra, come sono io, la coincidenza è più che un segnale di speranza. Una coincidenza che potrebbe far aprire gli occhi su una situazione quasi surreale: ad un passo dai play-off ma senza alcuna certezza sulla prossima stagione. Sinceramente mi auguro che l'amore non sia cieco, questa volta, e che l'impegno si possa presto incanalare in un nuovo progetto di pallavolo milanese.
Si tratta di una forma di azionariato popolare che in Italia non ha mai funzionato, perchè Milano può invertire questa tendenza?
In questo momento preferirei parlare di una forma di salvataggio popolare: al di là delle "case histories", qui c'è una squadra da salvare; con lei un progetto il cui valore prescinde dalle esperienze di ciascuno, dalle aspettative dei più, dalle previsioni degli addetti ai lavori. Milano dovrebbe dimostrare di avere le risorse per compiere questo piccolo miracolo. Mi riferisco soprattutto alle istituzioni, sportive e non; mi riferisco alla media imprenditoria locale, quella che fino a qualche anno fa sosteneva lo sport ed i giovani; mi riferisco agli istituti di credito fortemente radicati sul territorio; mi riferisco infine ai club di serie a di calcio, che assistono periodicamente a questi fallimenti sportivi, che sono il fallimento di tutti gli attori della filiera sportiva.
Di quale cifra complessiva stiamo parlando, che tipo di sforzo serve per salvare Milano?
In questo momento l'obiettivo primario è rappresentato dai 1.000 sostenitori. e poi 2.000, 3.000... se poi arrivasse un sostenitore "forte" allora inizieremmo a parlare di un successo.
Qual'è la tempistica per scongiurare il pericolo di una cancellazione del volley?
Attualmente tutto ciò che ruota intorno alla Sparkling appare nebuloso. Le condizioni di salute de presidente Giovanardi lo costringono ad una forzosa assenza e questo non aiuta: il suo carisma e il suo temperamento potrebbero essere determinanti; ma così non può essere e noi, umilmente, cerchiamo di risolvere i piccoli problemi della quotidianità e i problemi ci portano speditamente a giugno, il mese decisivo.
Il tifoso dona 100 euro per salvare la società. E se il progetto di salvataggio non va in porto?
Tutti i fondi raccolti serviranno per supportare la vita della società da qui a giugno nella quotidianità. Se i servizi offerti per la prossima stagione non dovessero concretizzarsi, troveremo un modo per ricompensare gli amici del volley. Ma si tratta di donazioni non rimborsabili, e non potrebbe essere altrimenti in un momento come questo dove il rischio principale è il fallimento.
In una città che si appresta a coinvolgere imprenditori e interessi ingenti per l'Expo 2015, perchè nessuno investe nel volley?
Personalmente spero di poter brindare ad un investitore quanto prima. Ma al di là delle speranze, l'assenza di risorse finanziarie nella città dell'expo è qualcosa di inspiegabile. Sono passati solo 5 giorni dall'assegnazione, confido nel fatto che il nuovo scenario cittadino possa risvegliare il vigore della grande Milano. E che questo accada presto.
Milano città troppo calciocentrica?
Milano non offre un "palco" adeguato agli altri sport. Non mi riferisco solo agli impianti ma anche alla collaborazione di più soggetti: è una piazza in cui ciascuno si muove per la sua strada. Servirebbe fermarsi un attimo e capire quanti sono i punti di contatto tra i vari sport, declinarli in maniera unitaria e lavorare per raggiungere obiettivi comuni.
Per altre informazioni sull'iniziativa, il sito di riferimento è www.milanoperilvolley.net
Michele Gazzetti / Eurosport