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Portorico: e` festival con Calderon-Dieppa

Sab 05 Apr, 11:28 AM


La boxe in Portorico e` lo sport piu` popolare. I “gym” hanno solo il problema degli orari. I ragazzi le affollano piu` dei tornei di baseball e basket, le altre due passioni alternative. Il vantaggio dei guantoni e` che ti fanno sognare anche se pesi meno di 50 kg. Puoi diventare un grande campione e uscire dalla poverta`. Esemplare la storia di Ivan Calderon, uno scricciolo nato nel ghetto di Guaynabo, non lontano dalla capitale San Juan. La palestra e` stata la salvezza dal rischio di altre violenze ben piu` drammatiche.

Oggi “El Nino de Hierro”, Ivan Calderon (30+) e` un gigante della boxe portoricana anche se milita nei minimosca e ha iniziato come peso paglia (105 libbre = 47,627 kg.) dove ha dominato per il WBO dal 2003 al 2007. Il mancino di Guaynabo, gia` bravo nei dilettanti: bronzo ai Panamericani nel ’99 in Canada, giunto nei quarti ai Giochi di Sydney nel 2000. Nel curriculum, tra i battuti figura anche un certo Miguel Cotto, formato minimosca.

Nel 2001 passa pro e inizia una veloce scalata al vertice della categoria piu` leggera. Al 16° match batte Eduardo Ray Marquez a Las Vegas e diventa campione del mondo. E’ il 3 maggio 2003 e fino al 2007 difende la cintura ben undici volte. Poi l’impossibilita` di mantenere il peso lo decide a tentare il salto di categoria.

Il WBO lo qualifica subito sfidante. Il 25 agosto 2007 al Coliseum Ruben Rodriguez di Bayamon, la localita` turistica non lontana dalla capitale S. Juan, affronta il campione in carica il messicano Hugo Fidel Cazares detto “El increible” per la potenza dei pugni. Quando i due si affrontano, Fidel ha un record di 25 vittorie delle quali 19 prima del limite, contro 3 sconfitte e un pari. Calderon, per contro, mostra pugno leggero ma tecnica sopraffina, mancino dotato di velocita` nei colpi e negli spostamenti. Nonostante i 31 anni, e un decennio di ring, le sue condizioni sono eccezionali, grazie ad un regime di vita esemplare. Ivan ha sempre ringraziato la boxe che gli ha permesso il salto di qualita`, dal ghetto alla dignita` e poi la ricchezza.

L’incontro e` molto sentito. Al termine di dodici round entusiasmanti ed equilibrati, sia pure per split decision, Calderon diventa il nuovo re dei minimosca WBO. Vittoria importante, perche` Cazares aveva precedenti illustri in Portorico. Nel 2005 vi era transitato tre volte, sempre con successo. Spodestando tra l’altro Nelson Dieppa nel 2005 e, guarda caso, stanotte sara` lo sfidante di Calderon, che pone in palio per la seconda volta la cintura mondiale.

Lo scontro odierno riguarda due portoricani e quasi tutta la riunione allestita al Coliseo Roberto Clemente di San Juan la capitale, ha protagonisti di casa.

La difesa di Calderon sulla carta appare abbastanza morbida, anche se nessuno nega allo sfidante Dieppa esperienza a iosa. Chi ha buona memoria e qualche anno di frequentazione di ring, lo puo` ricordare ai Giochi di Barcellona nel ’92. L’anno dopo getta la maglietta alle ortiche e inizia una carriera di ottima qualita`. Nel 2000 prova a cingere lo scettro WBO paglia, ma non e` fortunato. Affronta Will Grigsby, l’americano che unisce talento e stupidaggini. All’antidoping scoprono che ha fumato marijuana e l’incontro finisce in un NC. Dieppa ci riprova l’anno dopo e vince contro Andy Tabanas cogliendo finalmente la cintura che difende cinque volte, poi arriva Cazares (2005) e gliela soffia. Non solo, nel 2006 il messicano lo ribatte una seconda volta. A quel punto, Dieppa oltre a diradare l’attivita`, sembra non aver molti stimoli. L’offerta di una ulteriore possibilita` iridata, sia pure a 37 anni, sembra aver risvegliato stimoli nuovi. Almeno dalle dichiarazioni pre match. Calderon a sua volta, sempre sorridente e sicuro, non ha dubbi sulla vittoria.

Serata molto attesa dal pubblico. In Portorico la passione per la boxe e` una garanzia. Gli spettatori oltre al mondiale, seguiranno con interesse al resto della riunione. Nel cartellone figurano alcune delle grandi speranze del Portorico. Su tutte il superleggero Alex de Jesus (16+) denominato “El Pollo” che vuol di pulcino ma anche galletto, quindi uno combattivo. Alex e` un mancino rapido e potente. Ha fatto parte della nazionale ai Giochi di Atene a 21 anni, con poca fortuna. Battuto dall’ugandese Rukundo di misura (24-22), l’anno prima si era distinto ai Panamericani a Santo Domingo, giungendo in finale. Dove trovo` Mario Kindelan, il professore cubano. Nel 2006 ha avuto qualche problema per una licenza non proprio corretta che gli costo` 5000 dollari di multa. Acqua passata. Adesso e` deciso a portarsi a ridosso dei migliori tra WBO e WBA, dove al momento detiene i titoli Latino e Federcaribe. Il primo lo mette in palio contro un vecchio marpione come Wilfredo Negron (25+ 11-), che ha dieci anni di piu` e 15 di ring. Non dovrebbe causare problemi, anche se ha pugno duro, ma pure mascella fragile, visto che su 11 sconfitte, sette sono arrivare per ko.

Un altro dal pugno pesante e` Juan Mercedes (20+ 1-), arriva da Santo Domingo ha 26 anni e promette battaglia dura contro Jose` Lopez (35+ 7- 2=) che di anni ne ha 36 e nel suo record figurano ben quattro tentativo mondiali, tutti falliti, tra il ’96 e il 2001, sempre per i mosca WBO, guarda la coerenza. Se e` vero che la potenza e` l’arma del pugile che dura piu` a lungo, anche Mercedes deve stare in guardia perche` il portoricano e` in serie positiva dal 2002 con una striscia di 10 vittorie e un pari. Il pericolo e` che potrebbe risentire del lungo digiuno di ring, non combattendo dal 16 febbraio 2007, oltre un anno.

Infine Eric Morel (36+ 2-) portoricano anche se residente negli USA da parecchi anni, che l’apogeo sembra averlo superato, almeno in apparenza, perche` a 32 anni non ci si puo` considerare vecchi. Ha alle spalle la cintura mosca WBA di cui resto` in possesso dal 2001 al 2003 per passarla a Roberto Parra. Dopo di allora pur restando nei quartieri alti, il mondiale non l’ha piu` centrato. Il connazionale Carlos Valcarcel (9-1-4) prova a superare un ostacolo forse troppo difficile. Un record curioso: dal 2004 anno del debutto, otto vittorie consecutive, una sconfitta e tre pari a fila, altro successo e l’ultima volta altro pari. Forse troppo poco per reggere all’esperienza di un Morel che pur essendo passato nei supergallo - Carlos e` un piuma naturale - mantiene il ruolo di favorito.

di Giuliano Orlando

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