Eurosport - lun, 05 mag 16:37:00 2008
Rivincita di Bernd Schuster che, nel suo primo anno alla guida delle Merengues, ha vinto un campionato che però si è rivelato povero di vere alternative a Raul e compagni
Una vittoria è sempre una vittoria: certo. Il nuovo Real Madrid, nato dalle 'ceneri' della gestione Capello-bis, e affidato al pragmatico Bernd Schuster si è confermato campione di Spagna con tre partite di anticipo spazzando via così tutte le critiche di inizio stagione dove la stampa iberica si era scagliata contro il non-gioco del tecnico tedesco.
Nella passata stagione, il titolo vinto al foto finish ai danni dell'odiato Barcellona, aveva però regalato sicuramente più piacere ai tifosi delle Merengues. Una vera e propria goduria. Quello appena vinto, il 31esimo della prestigiosa del Real, è arrivato invece più per demeriti di avversari mai in grado di impensierire seriamente la squadra di Schuster. Il Barcellona, che a inizio stagione sembrava la squadra da battere soprattutto dopo l'arrivo di Henry, ha mancato in più occasioni il possibile aggancio, e sorpasso, ai danni degli storici rivali. Il 'caso' Ronaldinho, il difficile ambientamento di Henry, e gli infortuni di Messi ed Eto'o hanno rovinato i piani di Rijkaard. Il Barça, infatti, ha decisamente deluso le grandi aspettative così come il Valencia, sulla carta la terza forza della Spagna, ma incappato in una stagione da incubo (salvata in parte con la conquista della Coppa del Re).
Per questo il 31esimo titolo del Real assume un sapore meno dolce, quasi scontato. Se si pensa che al secondo posto c'è il sorprendente Villarreal di Giuseppe Rossi (buona, ma non eccelsa, squadra) si capisce meglio come il Real abbia avuto la strada ampiamente spianata. In Champions le Merengues non hanno brillato (brucia ancora tantissimo l'eliminazione per mano della Roma), mentre in campionato sono state più le giocate dei singoli a tenere a galla una squadra sembrata spesso priva di una vera e propria identità di gioco. L'immenso Raul, le punizioni di Sneijder, e i miracoli di Casillas (insieme al nostro Buffon il miglior portiere al mondo) hanno spesso tolto le castagne dal fuoco, mentre i ripetuti passi falsi delle presunte inseguitrici hanno solo facilitato il compito di Cannavaro e compagni.
A Madrid c'è chi parla di un possibile addio di Schuster (magari con l'arrivo di Mourinho o Ancelotti) ma Calderon sembrerebbe intenzionato a concedere una seconda possibilità al tecnico tedesco: tutto sommato ha vinto al primo colpo, se lo merita. L'ex allenatore del Getafe dovrà però trovare, insieme alla società, gli innesti giusti per rinforzare una squadra apparta ancora perforabile in difesa, e leggerina in avanti soprattutto dopo l'infortunio di van Nistelrooy, se vorrà fare più strada in Champions League. E in campionato, è difficile ipotizzare una nuova stagione con Barcellona & C semplici comparse...