Eurosport - mar, 05 mag 14:31:00 2009
Chi ricorda i momenti di attesa, gli attimi in cui si ascoltava 'Tutto il calcio minuto per minuto' alla radio e si controllava in maniera frenetica la schedina per capire se c'erano speranze di vincita? Ecco tutto questo era il Totocalcio.
Era il 5 maggio del 1946. Nasceva il Totocalcio. In un Italia distrutta dalla seconda guerra mondiale, vogliosa di rialzarsi e di camminare con le proprie gambe, il calcio o meglio il giuoco del pallone, che da sempre ha appassionato e portato la gente allo stadio per seguire le gesta dei propri beniamini, è stato un mezzo per la rinascita. Un punto fermo nella vita di chi doveva ricominciare. Era il periodo del Grande Torino di Valentino Mazzola (una delle formazioni più vincenti e più forti che si ricordino) che vinse 5 scudetti di fila, fermato prima dai due anni di stop causati dal conflitto mondiale e poi dalla tragedia di Superga. Una formazione che incantava, tanto da essere apprezzata anche oltreoceano, in terra brasiliana, là dove il 'futebol' era un culto. Nel nostro Paese c'era fermento, c'era voglia di fare e proprio da questa volontà nacque l'idea di tre giornalisti sportivi, Massimo della Pergola, Fabio Jegher e Geo Molo, quella di inventare "la schedina Sisal" ovvero l'attuale Totocalcio.
Fu una trovata strepitosa, un'innovazione a cui si legarono tutti gli appassionati. In maniera rapidissima chiunque fu colto da una smania del gioco e questo diventò uno dei momenti più attesi dagli italiani, certamente il gioco più amato. Il costo della giocata a quel tempo era di 30 lire e il primo montepremi ammontava 463.146 lire. I primissimi concorsi in realtà vedavano molte schedine rimaste non compilate e allora le si donavano ai barbieri che le utilizzavano per pulire i rasoi. In poco tempo però le vendite e le giocate si moltiplicarono e dunque anche le vincite. Il primo che beneficiò in maniera considerevole della vincita fu un certo Pietro Aleotti, da Treviso il quale portò a casa 64 milioni nel 1947, una cifra da capogiro. Dal 1948 il Totocalcio passò nelle mani del Coni e ciò indiscutibilmente aiutò questo sport a crescere in maniera esponenziale fino a diventare il più amato dagli italiani. Il prodotto calcio insomma godeva di un supporto economico &lsquodonato' in larga misura da questo concorso a premi. Amo il Totocalcio, ora lo posso dire, io che non ho amato più di tanto le scommesse. Ma credo che compilare la schedina fosse un rito quasi magico. Il gesto semplice, quello di crociare oppure di colorare interamente la casella dell'1 della X o del 2 diventava un momento &lsquosacro'.
Metto 1 o metto X. Che faccio? Dubbi, incertezze, paure di eventuali rimpianti incancellabili. Credo che il bello delle cose spesso lo si trovi nella semplicità, nell'immediatezza. La schedina era semplice da capire, immediata. Non c'erano altre possibilità di scommessa, la gente compilava quel &lsquobiglietto della speranza' ed era circondato da altri che come lui facevano appello alla Dea bendata alla stessa maniera. E poi tutti ad ascoltare la radio in un religioso silenzio. Anche la televisione nel 1983 diede la consacrazione con un film cult &lsquoAl Bar dello sport' in cui Lino Banfi, squattrinato emigrante al nord, e un muto, Jerry Calà ( nel film Parola) riescono a fare un tredici al Totocalcio da 1 miliardo e 256 milioni salvo poi perderli per altri accadimenti. La privazione a volte aguzza l'ingegno e forse proprio l'impossibilità di assistere ad una partita se non recandosi allo stadio, dava vigore a quell'attesa spasmodica resa tale da voci, ormai amiche, che fuoriuscivano calde e rigonfie di speranza dalle radio. Poi qualcosa cambiò, non fu più lo stesso. Le ultime cartucce il Totocalcio le sparò nei primissimi anni '90 con la vincita più alta in assoluto il 7 novembre 1993, quando una schedina con un 13 e cinque 12 regalò al suo possessore 5.549.756.245 lire. Da lì a poco ci fu un inesorabile declino, una curva negativa che non si fermò lasciando spazio ad altri concorsi più attuali, ma meno emozionanti, meno carichi di storia. Per fortuna ho fatto in tempo a subire il fascino immenso di questo gioco che ti portava a controllare le quote sul televideo appena erano finite le partite . Si parlava tutti la stessa lingua, tutti sapevano cosa fosse il Totocalcio.
La prima schedina della Sisal, del 5 maggio 1946:
Internazionale-Juventus
Torino-Milan
Padova-Vigevano
Cremonese-Alessandria
Como-Genoa
Sampierdarenese-Sestrese
Legnano-Novara
Trento-Verona
Seregno-Biellese
Commenti 1 - 13 di 13
fosamax invece a me e capitato il contrario, sempre la schedina in societá, dove io ero l'incaricato di giocare, e non la giocai, non potete immagginare i rimorsi e i sensi di colpa da sabato fino al fischio finale dei 90" di Domenica, se fosse uscito il 13 avevo giá predisposto di espatriare nelle filippine dove nessuno poteva raggiungermi.
TROPPE INNOVAZIONI, IL 9 IL 14 ! SE SI FOSSE LASCIATO TUTTO COME PRIMA NON SAREBBE FINITA NE SONO CERTO !!!
che tempi che erano ... mi ricordo a scriverle sui banchi di scuola, segno per segno. Originale, matrice e figlia, 3 volte si doveva scrivere le colonne, e magari si sbagliava e si doveva ricominciare.
E alla ricevitoria che dovevano incollarci il tagliando ... massima vincita 150mila lire, un dodici.
Pensa un po' caro Mattro chi invece grazie a quel goal annullato (giustamente o ingiustamente?) il tredici lo fece.... grande amore a vita verso Moggi. Vedi come nella vita facilmente si trova il rovescio della medaglia, e quello che per te è male per qualcuno è bene... è tutto relativo, e male e bene si integrano vicendevolmente. Ti auguro comunque di avere "vinto" , in modi diversi.
Un saluto.
mio Padre ha giocato per piú di 50 anni la schedina ogni settimana serie A e B con sistema di 6 doppie e una sola volta a fatto 12 vincendo all'epoca 22.000 lire ca. 50,- € di oggi. Ricordo inoltre ogni sabato noi ragazzi facevamo la schedina a societá ( mai vinto ) dove c'era sempre il super esperto, quello che invece puntava sull'azzardo ( tipo la Sambenettese batte la Juve fuori casa ) quello patriota ( Io e il Napoli ) quello invece che diceva anticipate Voi domani Ve li restituisco.....Comunque bellissimi periodi e il calcio era vero.
Ricordo che una volta i colleghi mi chiesero di giocare il solito sistemino, ed io a mezzanotte e cinque minuti infilai pantaloni e camicia sopra il pigiama per correre al vicino bar ancora aperto per il totocalcio di via Oderisi da Gubbio. Non vincemmo, ma se avessimo vinto e non l'avessi giocata, come sarebbe finita?
bee che dire ricordo un docici quello del goal annullato a cannavaro quando giocava a parma ..proprio contro chi??ma la juventus ovviamente ..bee avrei fatto un bel tredici e ad avere ancora quella schedina chiederei i danni al sig:moggi e company ...magari la mia vita sarebbe cambiata con quel 13 ....e adesso quella mer.da torna alla juve ...non provero mai simpatia per quell essere ....
mio zio una volta fece ZERO e fu pagato. non mi ricordo quanto, ma risulto schedina vincente. non è facile fare ZERO!
Il mio 12 fu di 500.000 Lire, grazie a un sistemino di 6 doppie in 4 colonne che giocavamo in 4 amici a scuola. Rimarrà sicuramente uno dei ricordi più belli, vedere tutta quella serie di risultati azzeccati. Al pomeriggio facemmo 11 e ci attaccamo alla radiocronaca del posticipo serale Lazio-Cremonese, per un superbo 12!
xké non mettete anke la colonna vincente di quella skedina? io faccio la mia senza sapere come andó davvero...
Internazionale-Juventus 2
Torino-Milan 1
Bari-Napoli 2
Livorno-Roma X
Padova-Vigevano 1
Cremonese-Alessandria 1
Como-Genoa X
Sampierdarenese-Sestrese X
Legnano-Novara 1
Bologna-Piacenza 1
Trento-Verona 2
Seregno-Biellese 1
kissá quanto avrei fatto, credo 4-5 al massimo...
molto bello il totocalcio, la sua sfortuna é stata ke é troppo difficile da azzeccare, mentre oggi scegli tu su ki e cosa scommettere...
Io invece ho fatto tre volte 12, massima vincita 200 mila lire. L'ho fatto anche in quella mitica domenica del 1986 quando i 12 presero 13 mila lire. Avevo un sistema biridotto, 6 doppie in 4 colonne HEHEHEHE... ero un sistemista incallito !
Io sono riuscito a fare un dodici.
Mi divertivo a farla ogni settimana, quattro colonne.- Non ho mai vinto...forse perchè mettevo troppi 2 al Lanerossi Vicenza quando giocava fuori casa
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