Eurosport - ven, 05 giu 17:51:00 2009
A mente fredda, proviamo a rileggere il Giro d'Italia scoprendo cosa ci ha lasciato in eredità l'edizione del Centenario della corsa rosa, soprattutto per quanto riguarda i corridori italiani.
A mente fredda, proviamo a rileggere il Giro d'Italia scoprendo cosa ci ha lasciato in eredità l'edizione del Centenario della corsa rosa, soprattutto per quanto riguarda i corridori italiani.
Di Luca è stato indubbiamente il migliore degli italiani, anche se altrettanto indubbiamente ha commesso qualche errore dal punto di vista tattico. In troppe occasioni ha corso come se avesse la maglia rosa sulle spalle, togliendo le castagne dal fuoco a quel Menchov che la maglia rosa la indossava veramente. Il Giro dell'abruzzese resta comunque molto positivo: ha riconquistato l'amore del pubblico, la fiducia in se stesso e ora guarda al Mondiale di Mendrisio con giustificate ambizioni. Sarà lui, probabilmente insieme a Cunego, la punta della nazionale azzurra per la rassegna iridata.
Basso era il corridore più atteso, indicato da tutti nei pronostici come il favorito numero uno. Ha dovuto fare i conti con tre anni di assenza da un grande giro, con la tensione accumulata in questo lungo periodo di stop, con una preparazione che non poteva gioco forza essere perfetta. Il quinto posto finale gli lascia in eredità una lezione che certamente metterà a frutto già da domenica nel Delfinato - dove troverà Contador, Evans e Valverde - e soprattutto a settembre nella Vuelta di Spagna. Dove va per vincere, così come farà l'anno prossimo al Giro d'Italia.
Pellizotti è salito su quel podio che lo scorso anno gli era sfuggito per due secondi, come un anno fa ha vinto una bellissima tappa, ma l'impressione è che gli manchi qualcosa per puntare concretamente a lottare per la vittoria. Ora reclama i gradi di capitano unico, ma rischia di trovare sempre qualcuno che vada più forte di lui in salita e a cronometro. E ha qualche limite nella gestione delle tre settimane, anche se riesce a finire in crescendo. Decisivo, per capire il suo reale valore, potrebbe essere il Tour nel quale vuol provare per la prima volta a curare la classifica.
Cunego rappresenta il più grande dilemma che il Giro ci ha lasciato in eredità: deve rassegnarsi a considerarsi corridore da classiche in linea? ha sbagliato la preparazione? non riesce a reggere la pressione a livello mentale? Probabilmente c'è un po' di tutto questo nel fallimento clamoroso della sua campagna rosa. Urge una seria riflessione personale e con i tecnici della Lampre NGC per non sprecare un atleta che è patrimonio del nostro ciclismo.
Garzelli, ovvero quando correre con la mente sgombra aiuta. Il suo obiettivo non era far classifica, ha patito l'unica salita vera delle Dolomiti - l'Alpe di Siusi - e poi finalmente si è sbloccato, riscoprendo la voglia di correre all'attacco e di misurarsi con i migliori. Non ha vinto tappe, ma la maglia verde ed il settimo posto in classifica generale lo premiano per il grande Giro disputato. Adesso il suo obiettivo diventa una maglia azzurra per Mendrisio, per colmare almeno in parte la delusione patita a Varese 2008.
Visconti deve ripassare la lezione e rileggere l'eredità che gli ha lasciato Paolo Bettini: attacca sempre, attacca tanto ma raccoglie troppo poco. E rischia di far restare il suo talento impigliato tra i corridori di seconda fila. Deve compiere un salto di qualità, senza perdere ulteriori occasioni.
Petacchi uno e trino. Si conferma velocista di taglia mondiale tornando a imporsi al Giro dopo due stagioni difficili e rivestendo la maglia rosa. Si scopre lottatore estremo accettando di battersi da solo contro la strapotenza giovanile di Mark Cavendish e del treno della Columbia High Road. Si dimostra splendido gregario mettendosi al servizio di Danilo di Luca e lavorando con impegno degno di un campione. È veramente un grande e, nonostante i 35 anni compiuti, ha ancora molto da dire.
Masciarelli Francesco, terzogenito di Palmiro, secondo miglior giovane del Giro (alle spalle del belga Seeldraeyers) avrebbe potuto lottare per la maglia bianca se ne avesse fatto il suo obiettivo fin dal primo giorno. Invece si scopre strada facendo, mostrando di essere uno scalatore di sicuro interesse. L'importante per lui sarà ora gestire al meglio la sua esuberanza giovanile e cercare di focalizzare qualche obiettivo importante.
Bruseghin, come tutta la Lampre NGC, ha deluso le attese, non riuscendo mai ad esprimersi sui livelli del 2008. Non è un talento puro, non ha picchi di rendimento, ma stavolta anche la sua regolarità lo tradisce e lo porta a staccarsi regolarmente dai migliori. Certo, il percorso troppo facile non era dei più adatti a lui, ma è evidente che gli si addicono più i gradi di gregario di lusso che quelli di uomo di classifica. E l'essere messo in discussione dai vertici del team dopo il mezzo sciopero di Milano certamente non lo ha aiutato.
Scarponi è un corridore ritrovato. E gran parte del merito va ascritto a Gianni Savio, l'uomo che gli ha ridato fiducia e motivazioni. Non potrà lottare mai per la vittoria in un Giro, ma sarà sicuramente uno dei corridori che avranno sempre un ruolo da protagonisti e potranno scrivere pagine importanti.
Simoni ha probabilmente scritto il suo atto d'addio alla corsa rosa e al grande ciclismo. Il suo crollo ci è parso soprattutto mentale, più che fisico, quasi avesse deciso che non era più il caso di andare avanti. Ha fatto tanto, è stato il miglior italiano negli ultimi dieci anni di Giro, un applauso per lui, comunque, ci sarà sempre.
Commenti 2 - 21 di 21
scusate ma chi se ne frega dello sport pulito!voglio solo che nn stramazzino al suolo perchè hanno marmellata al posto del sangue...ipocrisia o no le regole ci sn soprattutto per tutelare la loro salute...ormai s'è capito che beccano chi vogliono beccare...a partire da boonen che è stato trovato positivo alla coca 3 volte, ma piuttosto che dirlo subito hanno giustamente aspettato che si facesse beccare una seconda volta prima rendere pubblica la notizia. Adesso questo non è un caso di doping ma da la misura del modo di agire
Chiedo scusa, girobatol7, ma stiamo disquisendo di ciclismo o di maiali da vendere a pezzi al supermercato? Ma siamo matti??? Legalizzare il doping vorrebbe dire non premiare più i migliori, ma solo i più capaci nella furbizia, danni fisici a parte! NO E POI NO A CERTE SCORCIATOIE INDEGNE DI CHI SI (S)BATTE PER UNO SPORT MIGLIORE!!!
Grazie Gibo, un Grande Campione.
quali sarebbero scusate i nomi puliti??? se si decidessero a legalizzare il doping si mettere fine ad una delle piu' grosse ipocrisie di questo sport
nomi puliti?...per ora tutti quelli che hanno finito il giro,ma aspettiamo il tour e qualcuno verra' beccato come l'anno scorso...si sa che al giro i controlli sono piu'......lenti....(ma non la media della corsa)...
Condivido al 100% quanto scritto da vecchiogiovi: IL CICLISMO E' UNO SPORT FINITO, se non interviene un cataclisma generale che ne sconvolga le fondamenta stesse! Io i voti li do solo per il passato di doping di ciascuno, e allora:
Basso: ZERO. Tornato alle corse, fa la figura di Ben Johnson dopo Seul '88.
Simoni: DUE. "Fatti mandare dalla nonnaaa...a prender le caramelleee" (quelle alla cocaina del Giro 2002).
Garzelli: QUATTRO. Anche lui, dopo il Giro vinto nel 2000 e la squalifica per assunzione di diuretico in quello del 2002, cosa ha fatto?
Scarponi: TRE. Vedi Operacion Puerto.
Di Luca: CINQUE. Non stiamo tanto a disquisire sulla tattica giusta o sbagliata contro Menchov, e guardiamo la realtà: dopo l'inchiesta Oil For Drug non è più stato lo stesso.
Cunego: SEI. Non sia mai detto che non si debba essere garantisti. Lui è l'unico, fra i nomi citati, a non essere stato (ancora?) pizzicato. Pazienza se non ha più vinto corse a tappe dopo il Giro 2004: SE IL CICLISMO DEV'ESSERE RIFORMATO, PARTIAMO DAI NOMI PULITI, E TIFIAMO SOLO PER LORO!
l'unico che so di sicuro che farà o proverà a far classifica al tour sarà franco pellizotti(liquigas)
PER UN MOMENTO HO RIVISTO NELLA MIA MENTE LE IMMAGINI DI PANTANI SUL MONTECAMPIONE NEL 98 QUANDO RIUSCì DOPO INNUMEREVOLI SCATTI A STACCARE IL DURISSIMO TONKOV..PER UN MOMENTO CON DILUCA HO SPERATO CHE ACCADESSE, MA NON SI PUò CRITICARE TROPPO IL NOSTRO ITALIANO, HA FATTO TUTTO CIO CHE ERA POSSIBILE PER LE SUE CARATTERISTICHE.(PER STACCARE MENCHOV, NEI TRATTI + DURI, C'ERA BISOGNO DI UNO SCALATORE PURO CON SCATTI POTENTI E RAPIDI E CONTINUI COME QUELLI DI PANTANI E DEL MIGLIOR SIMONI...PURTROPPO DILUCA NON HA QUELLE CARATTERISTICHE).
AL TOUR CHI Cè CHE FA CLASSIFICA TRA GLI ITALIANI??????
MANOLOMARIO PAROLE SANTE!!!!!!!!
Menchov 8 , bravo, umile , serio
Di Luca 8 per la gara, 3 per la "simpatia"
Pellizzotti 7
Basso 5 , si era esposto e ha (purtroppo) toppato
Garzelli 9
Armstrong 7
Menchov 8
Di Luca 6.5
Basso 6
Cunego 4
Arstrong 6
Leipaimer 6-
eccoli i voti veri..
menchov 9 che cosa credete che il tour sia di un altro livello rispetto al giro?quest anno il livello è uguale...menchov sara' il favorito del tour
di luca 8 l'unico che ha tenuto testa al russo
petacchi 9 ho letto che le ha prese da cavendish!!ahah...cavendish con il treno personale petacchi a fare da gregario a di luca e comunque ha vinto lo stesso 2 tappe...è un grande e poi ha finito il giro......
simoni 6 grazie gibo per gli anni in cui hai regalato vittorie stupende
cunego 5 si rifarà
basso e pellizzoti 6,5 non hanno di certo sfigurato
C'è poco da fare in Italia ora come ora non esiste un uomo da corsa a tappe, se poi vogliamo allargare il discorso ci accorgeremmo che dopo Bettini e Rebellin per noi Italiani è finita anche l'epoca dei corridori da classiche. Di Luca e Cunego sono degli atleti che se in giornata possono fare grandi cose, ma non basta, le giornate di grazia sono rare e non sempre capitano nel giorno giusto. Direi che anche come velocisti siamo messi maluccio, Petacchi non è più giovanissimo e dopo di lui non sembra che ci sia gran chè. Se poi vogliamo sparare sulla croce rossa parliamo dei cronomen, sono anni ormai che non abbiamo atleti in grado di confrontarsi con i più forti nelle corse contro il tempo. Insomma credo che il nostro ciclismo abbia vissuto anni decisamente migliori. Ritengo comunque che abbiamo una scuola e una cultura ciclistica fra le migliori, se non la migliore al mondo, e se in questi anni l'onta del doping ha reso questo sport un po più brutto sono convinto che togliendo i frutti marci e rimboccandosi le maniche il nostro sport possa ritornare grande.
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ragazzi sanno tutti che cunego, tra gli uomini di classifica è l'unico che non si dopa. lui stesso si è definito il primo dei normali..e forse ha ragione!se bruseghin(esempio, non solo lui poi) è stato per anni gregario e da un paio d'anni va meglio del suo capitano, un motivo ci sarà.
Di Luca(5,5) con un giro disegnatogli su misura ha fatto da gregario di Menchov(7), Basso(5,5) ancora deve trovare il suo vero io (anche se senza aiutini non è detto che lo ritrovi), Cunego(4) è un corridore pulito e quindi da sole corse in linea, Pellizzotti(6) Bruse(5) e Garzelli(6) sono dei comprimari di seconda fascia, Sastre(7-) ha fatto la gamba per il tour che sarà corsa dura, Petacchi(6) le ha prese di brutto da Cavendish(7-). Gli altri non mi sento di giudicarli, anzi un votino ad Armstrong(6) e Leipaimer(5,5)
sono sostanzialmente d'accordo con i giudizi espressi , anche se concordo che Di Luca abbia decisamente sbagliato tattica..era forse meglio secondi ma davanti ai vari Basso and co..oppure decimi ma con la consapevolezza di aver tentato veramente? si dice che le abbia tentate tutte ma il russo era inattaccabile..probabile..ma se invece di partire puntualmente all'inseguimento dei vari Basso, Sastre e Pellizzotti lasciava che fosse il russo a partire? io non credo che Menchov avesse lasciato 3 minuti ad un Basso o ad un sastre..e se Di Luca non partiva e visto che per di più era senza gregari si sarebbe sobbarcato il lavoro più faticoso e a quel punto Di Luca o saltava o poteva attaccarlo..poi lo so..è più facile a dirsi..ma l'impressione che mi ha dato(e non solo a me) è stata proprio quella di..meglio arrivare secondi ma davanti a Basso,Cunego e co...Pellizzotti inoltre,secondo me, non ha il carisma e la cattiveria per essere capitano unico..è più un buon comprimario..
Aspettiamo novembre, quando avranno trovato gli antidoti per l'EPO di quarta generazione, gli sprovveduti che avranno acquistato il prodotto più rintracciabile saranno beccati, gli altri vinceranno.
Prima dell'EPO un giorno andava uno, un giorno un altro, alla fine si faceva la classifica, ora chi va all'inizio va anche alla fine, chi non va all'inizio non va anche alla fine.
E' un problema di benzina, ma chi è pulito oggi forse non lo era ieri e deve tacere.
Per me, senza una vera e propria confessione generale, cosa lontanissima per motivi di squadre, di organizzazione e di sponsor, è uno sport finito.
Bersaglio centrato come scritto nei giorni del giro (condivido). Simoni andrà con Super Francesco , per il mondiale affidiamoci ai giovani ... non facciamo la fine della replica mondiali di calcio 1986 ,per premiare gli 82 finì a tarallucci e vin brulè: Garzelli tanti complimenti, se terrà botta al tour . Basso e Pellizzotti restate insieme uniti si vince!!! Pistuly1955.
Tutti bravi se puliti.
manca il campione, basterà solo attendere.
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