Eurosport - dom, 05 lug 16:43:00 2009
Oscar Pereiro ci racconta le sue impressioni alla partenza del Tour del 2009, dopo quella spaventosa caduta che lo costrinse a cinque mesi di stop nella scorsa stagione
Oscar Pereiro è tornato a vestire la maglia della Caisse d'Epargne dopo la terribile caduta che lo vide protagonista nello scorso Tour de France, quando fu costretto al ritiro dopo essersi procurato una frattura a un braccio nella 15^ tappa, sulle strade del Colle dell'Agnello. Il ciclista galiziano, sempre molto disponibile, ci racconta le sue impressioni alla partenza della nuova edizione del Tour.
"Ho attraversato uno dei momenti più difficili della mia carriera, ma ora mi sento bene. Dopo quella caduta ero molto spaventato, ho avuto moltissimi pensieri negativi per la testa, ma fortunatamente è andato tutto bene. Cinque mesi lontano dalle gare sono tanti, ma ora mi sento di nuovo al 100%, e cerco di non pensare più a quella caduta, soprattutto quando sono in discesa".
Quell'episodio ha sicuramente cambiato qualcosa nell'animo di Pereiro, che ora affronta la vita e lo sport con maggiore filosofia.
"Quando vedo persone insoddisfatte, o infelici perché non hanno raccolto buoni risultati in gara, cerco di portare sempre un po' di conforto, perché la cosa importante è riuscire a fare il proprio lavoro. Per esempio, Pedro Horillo, dopo quella caduta al Giro, era senza dubbio triste, ma nello stesso tempo doveva anche essere contento, perché è andato tutto bene. La stessa cosa è successa a me, e a tanti altri ciclisti. Ad eccezione della malattia e della morte, c'è sempre una soluzione a tutto".
Nella bacheca di Oscar Pereiro c'è il Tour de France del 2006, che il galiziano vinse pur arrivando secondo per la squalifica di Floyd Landis, trovato positivo al testosterone.
"Oggi ci sono ciclisti come Contador che sono molto più forti di me... anche Armstrong è tornato, ed è un grandissimo atleta. Io mi sento fortunato, perché la nostra squadra è forte, ha molto talento, ma sono anche realista, dunque se vedo che un mio compagno è più forte di me, sono il primo ad aiutarlo. Ora non ho le stesse responsabilità che avevo un tempo: sono soltanto un ciclista che può sorprendere ogni tanto, non ho particolare pressione sulle spalle, e questo è buono, perché non mi piace averne".
Quest'anno, con Alejandro Valverde squalificato, Pereiro avrà la possibilità di essere protagonista in qualche tappa e aiutare i giovani Sanchez e Uran a crescere.
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