Tirana: esposto all'Uefa di un ministro. Sospetti di combine in Albania-Romania, gara delle qualificazioni a Euro 2008. La truffa sarebbe stata organizzata dal presidente della federcalcio, chicchierata anche la sfida con la Bielorussia.
L'inchiesta: si indaga giù su partite di Champions nel 2002. Albania-Romania sospetti di combine. Scoperchiato il pentolone, comincia a saltarne fuori il fetido contenuto. Calcio e malaffare: dovrebbero viaggiare agli antipodi, sembrano andare troppo spesso a braccetto. Perfino ai massimi livelli, roba da vertici federali. Un duro colpo alla credibilità arriva dall'Albania, per bocca di Yilli Pango, ministro del Turismo, Sport, Cultura e Gioventù di Tirana, che ha sollecitato l'intervento dell'Uefa per indagare su presunte combine di cui si sarebbe reso responsabile il presidente della Federcalcio, Armand Duka. Due le partite sotto la lente, entrambe di qualificazione europea: Albania-Bielorussia (2-4) e Romania-Albania (6-1), gara che convinse il tecnico Otto Baric a rinunciare al rinnovo del contratto. Il sospetto è chiaro: il presidente in persona avrebbe venduto le due partite. L'accusa è lanciata, l'indagine farà chiarezza. Certo è che quando si parla di Albania è quasi automatico che la mente riavvolga il nastro della memoria per guardare al passato. L'Uefa sta provando a portare a galla gli scandali legati alle scommesse, roba che reca impresso il copyright albanese. Il giorno è il 7 agosto 2002, una data a suo modo storica. Era il tempo dei preliminari di Champions League, la Dinamo Tirana ospitava i danesi del Brondby. La truffa era stata studiata nei minimi particolari, ci fu chi riuscì a piazzare le giocate sul risultato concordato. Ma la puzza di bruciato era fin troppo forte: i bookmaker si convinsero che il match era truccato. Come allora spiegò Graham Sharpe, portavoce della William Hill: «Tutte le giocate erano piazzate a Londra e Manchester. E tutte erano piazzate sul risultato finale di 0-5, con quote tra 80 e 100». Il problema per chi aveva progettato la combine è che quel risultato non si avverò: la gara finì 0-4, i danesi mancarono clamorosamente il "pokerissimo" nel finale, chi aveva messo in piedi la macchinazione non fece il colpaccio. Una data storica, quello del primo tentativo di combine venuto alla luce nelle gare estive sotto l'egida dell'Uefa. Un anno dopo, altre due partite nel mirino: Dinamo Tirana-Lokeren e Vllaznia-Dundee, turno preliminare di Coppa Uefa. Grosse somme puntate sul segno 2, risultato che dà ragione agli scommettitori. L'Uefa apre un'inchiesta, senza che emerga nulla. Squadre albanesi, del resto, compaiono anche in più recenti gare sospette. Memorabile la sfida tra Ekranas (Lituania) e Lituania dell'estate 2006: 2 ore prima del fischio d'inizio una valanga di puntate s'abbatte sul segno 1, partite che si chiude con un netto 3-0- E un paio di squadre albanesi appaiono anche nel dossier Uefa relativo all'estate scorsa. Il Besa, innanzitutto. Sulla carta avrebbe dovuto perdere di brutto sul campo dei serbi del Bazanija, senonchè le giocate miliardarie indicano che i padroni di casa non vinceranno con più di un gol di scarto: la gara finirà 2-2. Turno successivo: il Besa ospita i bulgari del Litex Lovech, ingenti somme puntate sul 2, il risultato di 0-3 matura già nel primo tempo. Sospetti anche su Slaven Belupo-Teuta Durazzo: gli scommettitori puntano su una messe di gol, la sfida finisce 6-2. Albania, ma non solo. Il malaffare è targato est, non solo europeo. I famosi "betting syndicate" asiatici sono specializzati, loro possono puntare forte (anche nell'ordine dei milioni di euro) presso i bookmaker asiatici. E si avvalgono di entrature in Europa.
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