Eurosport - gio, 07 feb 00:02:00 2008
L'Inghilterra di Capello batte 2-1 la Svizzera grazie ai gol di Jenas e Wright-Phillips nella serata dell'esordio del tecnico italiano sulla panchina della nazionale dei Tre Leoni. Il momentaneo pareggio elvetico stato firmato dal giovane Derdiyok
Non poteva essere un esordio roboante quello di Capello sulla panchina dell'Inghilterra. Non poteva e non doveva esserlo perché Don Fabio rimane pur sempre un allenatore e non certo un Messia come è stato a volte dipinto nei momenti di esaltazione che hanno seguito i suoi successi.
Capello ha vinto, come sempre gli accade, e ha vinto con la compattezza, scegliendo un prudente 4-5-1 contro un avversario non irresistibile e costringendo nell'ultima parte del match Rooney a ripiegare sulla fascia sinistra.
La tenacia e l'orgoglio del numero 9 fotografano bene la serata di Wembley che rimarrà nella storia per l'esordio del tecnico friulano ma anche per il tributo silenzioso dei supporters inglesi nei confronti degli 8 giocatori del Manchester United deceduti tragicamente 50 anni fa nello storico incidente aereo di Monaco di Baviera.
Per dimenticare le lacrime servono i gol e l'Inghilterra di Capello prova a spingere subito con Rooney che, schierato unica punta, prova a sorprendere il portiere avversario Benaglio prima con un pallonetto mancino e poi con un gran colpo di tacco al volo.
La nazionale dei Tre Leoni spinge bene sulle fasce con Joe Cole e Bentley, ma in difesa deve ancora oliare qualche meccanismo perché Barnetta trova sempre lo spazio per il tiro ed Eggimann per poco non zittisce Wembley di testa al 27'.
Dopo la mezzora la spinta inglese si intensifica con Benaglio chiamato agli straordinari sulle incursioni dei centrocampisti di Capello che alla fine trovano la via del gol al 40': Cole entra in area da sinistra, mette a sedere il proprio marcatore e dà dentro una palla magnifica con l'esterno destro per il puntuale tap-in di Jenas.
Trovato il vantaggio prima dell'intervallo, l'Inghilterra non riesce a chiudere la gara in avvio di ripresa perché Rooney fa sempre tutto bene ma altrettanto spesso calcia fuori di un niente, mentre Benaglio salva il risultato sul destro dello scatenato Jenas (poi sostituito da Wright-Phillips).
I troppi spazi lasciati a Barnetta, però, si rivelano in tutta la loro pericolosità al 58' quando il centrocampista del Bayer Leverkusen taglia dentro una palla splendida tradotta in gol dal sinistro poderoso del giovane Derdiyok, ma il pareggio elvetico dura solamente una manciata di secondi perché dall'altra parte Gerrard piazza un'accelerata delle sue a sinistra e imbecca il solissimo Wright-Phillips che insacca con il più facile dei piatti.
Nel finale l'Inghilterra sfiora il tris con il neoentrato Crouch e con il solito instancabile Wayne Rooney. La nazionale di Capello vince 2-1 ed esce tra gli applausi di Wembley, ma, statene certi, i tabloid giovedì mattina avranno in copertina la faccia triste di Michael Owen, illustre panchinaro rimasto a bordo campo per tutta la durata della gara: la stampa inglese è così e Don Fabio dovrà abituarsi anche a questo.
Luca Stacul / Eurosport