Eurosport - mer, 06 feb 19:56:00 2008
Nella cadetteria si scoprono, si riscoprono e si riciclano i cannonieri del calcio italiano. Per questo girone di ritorno la Serie B si è arricchita con tre grandi attaccanti: Bucchi, Zampagna e Caracciolo
Se il campionato di Serie B si avvia a realizzare la miglior media-gol degli ultimi dieci anni, il merito è soprattutto loro. Nel girone d'andata i bomber della cadetteria hanno fatto il loro dovere e anche qualcosa in più, e tutta quest'abbondanza non sembra destinata a calare, anzi. Il mercato di gennaio ha portato al piano di sotto tre attaccanti dal curriculum garantito, convinti a fare un passo indietro dallo scarso spazio trovato in Serie A e dall'opportunità di misurarsi con piazze ambiziose e proiettate verso l'alto.
L'attacco del Bologna, già invidiabile di per sé viste le presenza di Marazzina e Adailton, è stato arricchito dall'innesto di Christian Bucchi. Uno che da Napoli e Siena ha ottenuto meno di quanto si aspettasse, e che per rilanciarsi ha scelto quella via Emilia che tanto bene gli portò appena due anni fa, quando vinse a mani basse la classifica marcatori con la maglia del Modena.
Una retromarcia forse meno cercata, quella di Riccardo Zampagna. La necessità di lasciare Bergamo e un ambiente diventato improvvisamente ostile, la volontà di rimettersi in gioco quasi da zero: passare dalle velleità di Coppa UEFA dell'Atalanta a una Serie C da evitare a ogni costo con la maglia del Vicenza. Una scommessa da vivere fino in fondo, in attesa magari che qualcuno dal piano di sopra torni a farsi vivo la prossima estate.
Le ragioni del cuore invece stanno dietro alla scelta di Andrea Caracciolo. Poteva volare in Scozia, con un biglietto di prima classe, ha scelto invece Brescia e un trasferimento per nulla low-cost. Palermo e Genova, due esperienze agrodolci, il ragazzo di Sancolombano al Lambro rischiava di perdersi, e per questo è tornato là dove aveva iniziato, lasciando subito il segno e riallacciando un discorso che sembrava perduto e invece era solo interrotto. E a Brescia ringraziano, perchè per tornare a volare le rondinelle hanno bisogno di essere guidate dall'airone.
Federico Casotti / Eurosport