"Ancora non c''e'' un allarme, ma se parlo un motivo c''e''". Cesare Gussoni fa quadrato intorno ai bersagliatissimi arbitri italiani. Il numero uno dell''Associazione Italiana Arbitri, nella conferenza stampa convocata nella sede romana di via Tevere, ne ha per tutti dopo che i "suoi" fischietti sono stati oggetto di minacce attraverso lettere, sms e pallottole. E'' lo stesso dirigente a rilevare inquietanti episodi, che non sarebbero capitati unicamente al designatore Pierluigi Collina, ma a tanti altri colleghi: "Dico basta prima che sia tardi. La situazione e'' grave. Sono arrivate minacce attraverso lettere ed sms. Un uomo ha rischiato di essere percosso perche'' era stato scambiato per arbitro. Gli arbitri chiedono il diritto di sbagliare come giocatori e gli allenatori".
Gussoni se la prende a bella posta con la stampa e le tv, colpevoli secondo lui di enfatizzare oltremodo gli errori arbitrali, che lui comunque non tenta di nascondere: "Basta ad un modo non onesto di presentare le immagini, basta al modo di raffrontare la realta'' del campo con quella virtuale delle immagini. Basta alle facili dichiarazioni rilasciate contando solo sul silenzio, sull''educazione e sulla linea dell''Aia. Basta con le trasmissioni sulla pelle degli arbitri. E come me lo dicono tutti gli arbitri". E per mettere dei paletti in materia di direttori di gara all''informazione, Gussoni chiama in aiuto la Lega di A e B: "La Lega calcio ha il potere di vendere le immagini delle sue partite, quindi, in questa veste, puo'' imporre delle regole. Desideriamo venga istituita una norma che vieti di infierire sugli arbitri". Invocato anche l''intervento della Lega Nazionale dilettanti, che sovrintende alle categorie inferiori dove spesso le minacce sono state saltate per passare direttamente ad atti di violenza concreti: "In questa stagione gli episodi di violenza consumata sui campi - denuncia Gussoni -, con particolare rilevanza in quelli di seconda e terza categoria, sono aumentati del 24 per cento rispetto all''anno scorso".
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