Eurosport - gio, 06 mar 20:38:00 2008
L'Arsenal di Fabregas e la Roma di Totti hanno eliminato sorprendentemente Milan e Real Madrid, le due squadre più titolate d'Europa. La freschezza e il gioco in velocità, per una volta, hanno avuto la meglio sulla tradizione
Non sono bastate 16 Coppe dei Campioni (9 del Real Madrid e 7 del Milan) per fermare la corsa europea di Roma ed Arsenal, giovani sbarazzine della Champions che stanno imponendo il proprio calcio frizzante cancellando anni di tradizione.
Tanti centrocampisti per giocare il pallone di prima in fase offensiva e pressare alti per recuperare la sfera in fase difensiva: i comandamenti di Spalletti appaiono simili in tutto e per tutto a quelli di Wenger, le regole del più bel calcio moderno che attualmente in Europa compete solamente proprio alla Roma, all'Arsenal e la Manchester United di Sir Alex Ferguson, probabilmente la maggior favorita per il successo finale della Champions.
Moduli simili che vivono su giocatori magnificamente eclettici. Simone Perrotta (anche quello non proprio brillantissimo degli ultimi mesi), Alberto Aquilani, Alexander Hleb, Mathieu Flamini, Anderson e persino Wayne Rooney: tutti in grado di essere assoluti protagonisti dell'azione offensiva per poi vederli ripiegare profondamente fino al limite della propria area, il tutto in qualche secondo scattante.
Pirlo e Guti (ma anche Juninho nel Lione) non sono riusciti ad essere il faro del gioco delle loro squadre, bloccati dal pressing di Fabregas e De Rossi, surclassati da un ritmo di gioco mai compassato come avrebbero voluto.
Arsenal e Roma la Champions forse non la vinceranno, o almeno non si aspettano di farlo, ma con i loro successi sono entrate definitivamente a far parte di un gruppo esclusivo, quello della "Grandi" d'Europa.