Eurosport - gio, 06 mar 12:42:00 2008
Dopo il rapimento di 10 turisti australiani nella giornata di mercoledì, il governo di Pechino annuncia un potenziamento delle misure di protezione per gli atleti, i giornalisti e i turisti stranieri
Il portavoce del ministero degli esteri cinese Qin Gan ha ribadito che la Cina "è un paese sicuro per i turisti". Il governo di Pechino cerca di minimizzare sul drammatico fatto di ieri, quando un uomo cinese ha rapito dieci turisti australiani a bordo di un pullman nella città turistica di Xi'an, famosa in tutto il mondo per le statue dei guerrieri di terracotta. Il sequestratore, armato e in possesso di esplosivi, è rimasto poi ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia, dopo tre ore di drammatico stallo: un epilogo dunque "felice" per i malcapitati australiani, tutti incolumi e già rientrati nel proprio Paese, anche se le forze dell'ordine cinesi non si dicono in grado di spiegare le ragioni alla base del rapimento.
Tra l'altro, non è la prima volta in cui la polizia cinese risolve con l'utilizzo di tiratori scelti situazioni di questo genere: nel giugno scorso le forze dell'ordine di Shangai avevano ucciso un uomo che teneva in ostaggio un bambino in un fast-food e nel 2005, sempre a Xi'an, gli agenti uccisero in un conflitto a fuoco un altro sequestratore.
La notizia del rapimento di ieri, il primo di stranieri in territorio cinese, ha destato non poche preoccupazioni per la sicurezza di atleti, turisti e giornalisti che nel prossimo agosto affolleranno la città di Pechino. "La Cina ha sempre dato grande importanza all'incolumità dei cittadini stranieri", ha proseguito Qin Gan, "e il governo continuerà ad assicurare protezione agli stranieri che lavorano, studiano, vivono e viaggiano in Cina. In particolare, durante il periodo olimpico, quando migliaia di giornalisti stranieri saranno a Pechino, verranno prese delle misure di sicurezza efficaci", ha concluso il portavoce.
Daniele Fantini / Eurosport