Mondiali a go-go` dalla Germania al Canada, dal Portorico alle Filippine. Un poker iridato in tre continenti, che conferma la grande vitalita` del pugilato professionistico, in attesa delle sfide tra i giganti, previste in estate, dove i protagonisti quasi assoluti restano i rappresentanti dell’ex URSS (l’ucraino Wladimir Klitschko WBO e IBF e l’uzbeko Ruslan Chagaev WBA, con l’inserimento del nigeriano Samuel Peter WBC, primo africano di colore nella storia dei massimi) mentre gli Stati Uniti, ancora non hanno trovato gli eredi dei campioni che hanno dominato la categoria per un secolo e mezzo, fino agli anni ’90, con Tyson e Holyfield a chiudere l’ultimo capitolo, entrando in un tunnel dal quale non sono ancora usciti.
Aspettando la riscossa americana, diamo i riscontri delle battaglie appena concluse.
In Germania, al Burg-Wachter Castello, la struttura che ospita i grandi eventi di Dusseldorf, il beniamino locale Felix Sturm (29+ 2-1=) iridato medi WBA, ha regolato con facilita` il mancino australiano Jamie Pittman di Brisbane (16+ 1-) il cui record immacolato era costruito su vittorie di nessun valore. Il furbo Klaus Peter Kohl patron della Universum, l’organizzazione piu` forte della Germania, ha fatto una scelta prudente, evitando sorprese a Sturm, in vista del confronto piu` atteso tra il vincitore del confronto di sabato prossimo a Brandeburgo tra il campione europeo Sebastian Sylvester (28+ 2-) e il veterano Javier Castillejo (62+ 7-) spagnolo di 40 anni ma ancora ambizioso dopo 20 anni di professionismo. L’iberico, il cui curriculum include i titoli europei e mondiale WBC medi jr. Vanta un successo contro Sturm (ko 10) e una sconfitta piu` che onorevole nella rivincita WBA dei medi. Si e` meritato il terzo confronto con Felix, avendo battuto in Germania l’argentino Carrera nella eliminatoria ufficiale. Sabato prova il colpo doppio: tornare in possesso della cintura europea a spese del piu` giovane Sylvester, che gioca in casa e poi tentare ancora l’iride. Alla Universum l’uno o l’altro non fa differenza, visto che in Germania lo spettacolo della boxe ha il tutto esaurito assicurato. Come e` stato a Dusseldorf, dove Sturm ha concluso la fatica al settimo round, con l’australiano Pittman sfinito e ferito all’occhio destro, enfiato e chiuso, fermato dall’arbitro al terzo kd, il primo al quinto, il secondo al sesto e lo stop nel successivo. Mentre Sturm, in tutta tranquillita`, lo puniva senza molta fatica. Pittman ha dimostrato grande coraggio e una tecnica scolastica e dilettantistica, e ci si chiede come il WBA gli abbia concesso il nulla osta per una sfida mondiale.
A Manila e` finita prima del limite anche la sfida tra il campione WBO dei gallo, il filippino Gerry Penalosa (53+ 6-) e il thailandese Ratanachai Vorapin (72+ 10-) finito kot al sesto round, esattamente come era accaduto otto anni addietro sempre nella capitale. Match a senso unico, con il piu` anziano campione (35 anni) deciso a vincere alla maniera forte. Vorapin che in passato era stato mondiale, ha dimostrato di non essere piu` il brillante atleta del passato e questa sconfitta potrebbe anche segnare lo stop definitivo. Per contro Penalosa che fa parte della scuderia di Oscar de La Hoya, sta vivendo una seconda primavera. Nel 2002 dopo la doppia sconfitta in Giappone nel vano tentativo di riprendersi il titolo supermosca WBC, che aveva detenuto nel ’97-‘98, decide di appendere i guantoni al chiodo. Si ferma due anni, ma nel 2004 torna a combattere e conquista il titolo di seconda scelta WBF. Prova addirittura la scalata nei supergallo, ma il portoricano Ponce de Leon e` troppo forte e deve arrendersi ai punti dopo una battaglia feroce.
Lo scorso agosto, a Sacramento, nell’indimenticabile serata definita “World Cup” tra Filippine e Messico, Penalosa capovolge il pronostico che lo vedeva sconfitto contro il chico Jhonny Gonzales di 25 anni, che lascia al piu` anziano Gerry di 35 primavere, lo scettro WBO dei gallo. Quella contro Vorapin era la prima difesa e meglio di cosi` non poteva andare. Da segnalare nella riunione di Manila, la vittoria del ventunenne Rey “Boom boom” Bautista (25+ 1-) a spese del messicano Genaro Camargo (16+ 4-) in due round e la possibilita` di riprovare il mondiale stavolta nei supergallo, dopo che De Leon lo aveva bocciato nei gallo.
In America, al “San Clemente” di San Juan in Portorico, vittoria e infiniti applausi per Ivan Calderon (31+) eterno ragazzo di 34 anni, che sembra non conoscere tramonto. L’idolo del popolo portoricano per la sua storia di riscatto sociale, dalla miseria del ghetto alla ricchezza grazie alla boxe, conquistata con applicazione e vita esemplare, ha difeso la cintura minimosca WBO contro il connazionale Nelson Dieppa (25+ 5-2=) dominato dal primo all’ultimo minuto delle dodici riprese. Come specchiano i cartellini dei tre giudici, con un corale 120-108. Calderon non ha potenza, ma la sua varieta` tecnica, schiva e rientra, colpisce con tutto lo scibile del suo vasto repertorio e diverte il pubblico.
In Canada, a Rama nell’Ontario, era di scena “The canadian Kid”, ovvero Steve Molitor (27+) che ha difeso con grande facilita` lo scettro supergallo IBF, contro un rivale che sulla carta sembrava assai piu` impegnativo. Fernando Beltran jr. (30+ 2-) arrivava dal Messico e in avvio ha tentato di imporre il proprio ritmo, mettendo buone serie a bersaglio. Si e` trattato di un fuoco di paglia, che Molitor ha spento gia` al terzo round, prendendo in mano le operazioni fino al termine. Ha stravinto nonostante una ferita riportata al nono round, che non ha inciso sul rendimento del giovanotto di Sarnia, che nel 2006 era andato in Inghilterra a prendere la cintura mondiale contro l’inglese Michael Hunter che non conosceva sconfitte. Era la quarta difesa. Adesso si parla di una sfida contro il messicano Israel Vazquez, detto il ‘magnifico’ titolare WBC. Tutto e` possibile, intanto di gode il momento d’oro.
di Giuliano Orlando
Per maggiori informazioni vai sul sito di Datasport


vedi foto