di Xavier Jacobelli
UN ANNO FA, Roberto Donadoni si preparava allesordio con la Nazionale, che a Livorno sarebbe stata battuta dalla Croazia nellinutile amichevole ferragostana, giocata soltanto per incassare i diritti tv garantiti dal contratto della Federcalcio con la Rai. Poi vennero il pari interno con la Lituania, la secca sconfitta di Parigi con la Francia, senza dimenticare il tormentone Totti, il caso Nesta e, soprattutto, il peso delleredità di Lippi. Un altro, al posto del ct, sarebbe stato stritolato. Donadoni no. Ha raddrizzato la situazione grazie ad una coerenza e a una serietà he non scopriamo certo adesso, ad un comportamento serio, a mosse tecnicamente azzeccate. E a scelte giuste (Quagliarella) compiute al momento giusto. Lha sorretto anche lappoggio di un Gruppo non ancora stanco di vincere e nel quale sono molti di più quelli che vogliono entrare rispetto a quelli che ne sono appena e volontariamente usciti. Non è un caso che Donadoni chiami questo Gruppo il suo dodicesimo uomo. Ecco perchè, aspettando il test ungherese del 22 agosto, in vista di Italia-Francia (8 settembre) e Ucraina-Italia (12 settembre), lintervista del commissario tecnico al nostro giornale assume un rilievo ancora più significativo. Per ciò che dice e per il modo in cui lo dice. La fiducia nel nucleo dei campioni del mondo si accompagna alla parola definitiva che chiude i capitoli Totti e Nesta. Lattenzione per i giocatori italiani che sono andati allestero si coniuga con la volontà di registrare fedelmente le indicazioni di un campionato di nuovo competitivo, tenendo docchio anche lUnder 21 di Casiraghi. Francia e Ucraina sono due passaggi decisivi lungo la strada che porta agli Europei 2008. Per questo, Donadoni e la Nazionale avrebbero meritato ben altra considerazione e maggior rispetto da parte della Federazione e della Lega che, invece, hanno peccato di ipocrisia. Anzichè assecondare la richiesta del ct perchè la serie A partisse il 19 agosto e non il 26, Abete ha ascoltato gli strilli di Matarrese e dei club, preoccupatissimi di perdere gli incassi delle lucrose telegare estive (esemplare il calendario di San Siro: 14 agosto, trofeo Tim con Juve, Inter e Milan; 17 agosto, trofeo Luigi Berlusconi con Milan-Juve; 19 agosto, Supercoppa di Lega con Inter e Roma che, originariamente, alcuni cervelloni volevano organizzare a Yokohama in Giappone, il 4 agosto). Con il risultato che in questi giorni, alcune Grandi stanno prendendo legnate quasi ogni volta che mettono il naso fuori confine, In Francia, invece, saranno sette i turni di campionato disputati prima della supersfida di Milano con gli azzurri, per la quale, sino a ieri sera risultavano essere stati venduti 52 mila biglietti. Un altro segnale di affetto dei tifosi per la Nazionale, più forte della superficialità e dellegoismo dei suoi nemici. Quelli veri stanno dentro il Palazzo, non fuori.
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